martedì 8 ottobre 2013

UN PAESE PER BANDITI




Quando guardo questo paese, non credo ai miei occhi!
Accadono cose talmente aberranti, inverosimili e inenarrabili, da credere sia il Flashback di un acido fatto in gioventù, di una canna troppo caricata, i postumi una solenne sbornia: un incubo!! Poi capisco che è tutto vero, reale, e ogni aggettivo appartenente al lessico corrente, non è in grado di descriverne la portata, la sua degenerazione morale, etica, e socio/ambientale.
Viviamo in un mondo al contrario, dove i posti di responsabilità si raggiungono per demeriti – dove vige il nepotismo, la raccomandazione – dove la capacità di mentire, il mercimonio della dignità, la corruzione, e la propensione a tradire, sono divenute pratiche relazionali e comportamentali: le inedite credenziali per avere accesso al mondo del lavoro e garantirsi così la tanto agognata stabilità economica.

Questi sono i fondamentali del Sistema – un dogma – una pre/condizione venendo a mancare la quale, ogni possibilità di migliorare il nostro status ci è preclusa per sempre.
Il concetto di “merito”, che oggi si vuole sdoganare come parametro atto a selezionare la competenza, è l’ennesima impostura del Sistema Paese che, opportunamente, facilita il servilismo.
Una persona di buon senso, colta e intelligente, ancorata a solidi principi e valori, è vista dal Sistema Potere come elemento disturbatore, capace di destabilizzare le logiche perverse che, da tempo, regolamentano la società italiana.

E il tuo curriculum, mio caro giovane, che con orgoglio (viste le ottime e lodevoli esperienze professionali) ti appresti a sottoporre al giudizio dell’ennesimo filibustiere di turno, sappi che paradossalmente è quella indelebile macchia nera che farà carta straccia di ogni tua ambizione e speranza, al fine di entrare nel mondo del lavoro – Ma se diversamente, sei in grado di produrre una fedina penale all’altezza della situazione, dove i reati per corruzione, appropriazione indebita, peculato, riciclaggio, si alternano allegramente all’associazione mafiosa, fino alla rapina a mano armata, ti puoi considerare già assunto, e così partecipare al grande business confortato dalla protezione e dalla stima dei tuoi benemeriti padrini.
Se poi sei donna, giovane e attraente, hai tutte le porte aperte, ma non prima di avere soddisfatto i pruriti sessuali del tuo futuro datore di lavoro. A questo punto hai la strada spianata per intraprendere una carriera di tutto rispetto.

La nostra società è così marcia e corrotta in ogni sua cellula, che se per assurdo, si riuscisse ad imporre regole ferree e pene certe, lo stesso Sistema Socio Economico Finanziario imploderebbe in breve tempo. E’ questa la cruda, terribile e sconcertante realtà del nostro paese! E non c’è modo di contrastarla ne tanto meno di cambiarla.

Per tanto, mio caro e onesto giovane, che dopo tanti sacrifici e rinunce ti appresti a traghettare le tue capacità, eccellenze e competenze nel mondo del lavoro, sappi che questo percorso sarà disseminato di ostacoli, lungo e doloroso, perché in cambio di quel posto, dovrai sacrificare la tua dignità e il culo.

Potremo dunque educare i nostri figli nel migliore dei modi, e insegnare loro tutto il bene del mondo, ma quel giorno, la fuori, “questi banditi al governo del paese” faranno carta straccia di tutto il nostro lavoro, impegno e sacrificio.
Per tutti questi motivi (scriveva Corrado Alvaro), “la disperazione più grande che possa impadronirsi di una società, è il dubbio che vivere onestamente sia inutile”.



Fonte: visto su          STAMPA LIBERA del 3 settembre 2013

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