mercoledì 6 novembre 2013

IL DISASTRO EUROPEO PROVOCATO DALL'EURO E' COSI' GRAVE, CHE ADDIRITTURA PRODI SI SCAGLIA CONTRO LA MONETA UNICA EUROPEA!



"Italy's Mr Euro urges Latin Front, warns Germany won't sell another Mercedes in Europe", ovvero il "Mister Euro italiano incita il fronte latino, avverte la Germania che non venderà in Europa più una sola Mercedes". 

Il Mister Euro citato nell'articolo pubblicato sul Telegraph e scritto da Ambrose Evans- Pritchard è Romani Prodi.

"Francia, Italia e Spagna dovrebbero battere i pugni sul tavolo, ma non lo stanno facendo perchè si illudono di poter andare avanti da soli", ha detto Prodi. Ma se la Germania continuerà a imporre la rovina in Europa, "se l'euro dovesse spezzarsi, con un tasso di cambio nel Nord Europa e uno nel Sud Europa, la Germania raccoglierà quanto ha seminato". 

Ovvero, afferma Prodi, "il tasso di cambio raddoppierà e i tedeschi non riusciranno a vendere una sola Mercedes in Europa. Gli imprenditori tedeschi sono a conoscenza di tale situazione ma tutto quello che riescono a fare si traduce in cambiamenti modesti, che non bastano per porre fine alla crisi".

Prodi avverte chiaramente che l'esito delle elezioni tedesche non cambierà nulla: "L'opinione pubblica tedesca è convinta che qualsiasi stimolo economico a favore dell'economia europea sia un aiuto ingiustificato a favore degli inetti del sud, a cui ho l'onore di appartenere. (I tedeschi) sono ossessionati dall'inflazione così come i teenagers sono ossessionati dal sesso. Non capiscono che il vero problema oggi è la deflazione, ed è un anno che lo vado ripetendo".

L'ex premier si scaglia contro le politiche di austerity, e afferma che è ovvio da molto tempo che l'Italia non riuscirà a ripristinare il controllo sui propri conti pubblici in condizioni di recessione. "Il rapporto debito/Pil è in crescita da tre anni nonostante l'austerity. Si tratta (l'austerity) di una politica fallimentare (rapporto debito/Pil 119,3% nel 2010, 120,8% nel 2011, 127% nel 2012, 132,3% nel 2013, stando al Fiscal Monitor del Fondo Monetario Internazionale". (WSI)


Fonte: visto su IL NORD di martedì 5 novembre 2013


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