S.Maria di Betlemme, che sia stata così nel XIII secolo?
Due documenti del XII secolo ci certificano che in quel periodo il toponimo “San Zeno in Monte” stava lentamente sostituendo nell’uso comune il più antico nome di “Santa Maria in Betlemme”.
A tal proposito il canonico conte Giovanni Battista Giuliari, in uno degli studi introduttivi alla sua edizione dei “Sermones” di San Zeno cita la nostra chiesa come quarto (in ordine cronologico) edificio sacro dedicato al Santo. Ma penso che intendesse riferirsi in quel capitolo solo a Verona città. Non ci dà comunque una data precisa per la dedicazione della nostra chiesa al vescovo moro.
Anche uno studioso di oggi, don Angelo Orlandi sembra orientarsi verso l’abbastanza scontata ipotesi che il nuovo toponimo si sia affermato nel XII secolo.
Nessuno dei due studiosi però, e nemmeno il Biancolini, ci fornisce la motivazione di una siffatta evoluzione.
Una probabile spiegazione della dedicazione a San Zeno, da parte mia, la cercherei nell’ambito o nello spirito di quel movimento di restaurazione dell’autorità vescovile (1050-1123), che ebbe il suo culmine nel Concilio Ecumenico Lateranense del 1223, e che, come aspetto tutt’altro che peregrino, riattivò l’attenzione e la devozione delle chiese locali nei riguardi dei protovescovi di ciascuna diocesi.
Il Biancolini testimonia che nel già citato documento del 15 ottobre 1265, ritrovato nell’archivio di San Leonardo, «... due Preti di essa Chiesa, Vitale e Pace in quello nominandosi s’impara ch’era collegialmente uffiziata da’ Preti. Avea jus Parrocchiale...».
Pur avendo qualche dubbio sulle affermazioni di collegialità dello storico delle chiese veronesi, il Forchielli non ha difficoltà ad accettare ed anzi conferma che San Zeno in Monte era una delle nuove parrocchie della circoscrizione del 1336.
E tale infatti sarebbe rimasta, secondo il Biancolini, fino al 1435.
A me l’affermazione suscita non poche perplessità, in quanto nel 1434 San Zeno in Monte fu conferita da Eugenio IV come beneficio “sine cura” a Simone Della Levata, «qui, ut asserit, militiae clericali ascribi desiderat, et in decimo aetatis anno, vel circa, constitutus est...»
E in una successiva Bolla del 9 settembre 1444, diretta al canonico veronese Ludovico Fontana, lo stesso Papa parlando estesamente di Santa Maria in Betlemme alias San Zeno in Monte, ripete che si tratta di «una chiesa sine cura, situata presso le mura di detta città (Verona) sopra ad un monte»
Quest’ultimo documento ci dà un’altra interessante notizia: San Zeno in Monte è soggetto «ad collationem ac omnimodam dispositionem», del vescovo di Betlemme, al quale il rettore della Chiesa suole versare un censo annuale.
Nel XIV secolo comunque San Zeno in Monte doveva essere un luogo abbastanza isolato dal resto della città, se fu scelto da Santa Toscana per residenza dal periodo della sua maturità fino alla sua morte.
Toscana De’ Crescenzi nacque a Zevio, e fu data in sposa ad Alberto Caneoculi (Degli occhi di cane). Col coniuge, forse nel 1314, abbandonata casa e patria scelse come luogo di ritiro e come dimora una abitazione vicino alla allora chiesa di Santa Maria di Betlemme.
E qui, morto ben presto il marito, si diede, a detta di Celso Dalle Falci monaco benedettino di San Nazaro e suo biografo alla preghiera, all’assistenza dei poveri e degli infermi dell’Ospizio dei Gerosolimitani, situato presso la chiesa di Santo Sepolcro.
Morì il 14 luglio 1344, e volle essere sepolta lungo la via, da dove fu poi traslata nella chiesa di Santo Sepolcro, che per questo fatto acquistò l’attuale nome di Santa Toscana
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Fonte: srs di Di Giuseppe Perazzolo, da facebook “Le storie di Verona storie di Luce/ Verona attraverso i secoli”
Link:https://www.facebook.com/vecchiantenati
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