Non ho problemi con la sorveglianza di massa, perché non sto facendo niente di male...
Finché qualcuno non cambia la definizione di ciò che è sbagliato...
Non ho problemi con la sorveglianza di massa, perché non sto facendo niente di male...
Finché qualcuno non cambia la definizione di ciò che è sbagliato...
Quando la corte costituzionale nel 1996 stabili che: Nessuno puo essere chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero anche tutti gli altri, fu premiata la caparbietà con cui Aldo Moro il 28 gennaio 1947 fece passare quelle fofa, mentali parole:
“La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana” proprio per evitare una male intesa degli interessi collettivi: Un Gigante.
"I responsabili sono altri. Sono certo della loro innocenza. A sinistra ho pagato per questa mia posizione. De Angelis è irreale che si dimetta. Meloni è priva di bontà e umanità". Intervista all'ex direttore dell'Unità
8 Agosto 2023
Roma. Ha 92 anni, ha diretto l’Unità, cofondato il Fatto quotidiano, scritto su Repubblica, Stampa, ex parlamentare di sinistra: anche per Furio Colombo, come per Marcello De Angelis, i terroristi Francesca Mambro e Valerio Fioravanti non sono i responsabili della strage di Bologna.
Colombo, da quanto tempo ritiene Mambro e Fioravanti estranei al massacro?“Da quando li ho incontrati in carcere. Ho riflettuto a lungo sul loro caso. Sono convinto della loro estraneità e l’ho motivata in più articoli. Il primo su Panorama. Ho pagato per questa mia opinione, ma ero persuaso della loro innocenza”.
Lo è ancora? “Lo sono ancora”.
FAUCI TACE: IL 5° EMENDAMENTO DELLA SCIENZA
Il 29 luglio 2026 è successa una cosa senza precedenti: Anthony Fauci si è avvalso del Quinto Emendamento per oltre 100 volte davanti al Senato degli Stati Uniti, rifiutandosi di rispondere sulle origini del COVID, sulle e-mail cancellate e sui finanziamenti al laboratorio di Wuhan.
A me non interessa la politica. A me interessa l’etica della nostra professione.
La scienza si basa su tre pilastri: trasparenza, verificabilità dei dati e dubbio. Se hai agito con rigore e in buona fede, ti difendi con i dati e rispondi a ogni singola domanda. Quando chi ha guidato la sanità pubblica si fa scortare dai legali e sceglie il silenzio per non incriminarsi, la credibilità della medicina subisce un colpo devastante.
Quando la scienza smette di rispondere alle domande e si trincera dietro la burocrazia del potere, cessa di essere scienza.
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Roy De Vita
Chi ha detto che una cosa diventa GIUSTA solo perché è scritta in Gazzetta Ufficiale?
Il grande inganno moderno è questo: confondere il DIRITTO con la LEGGE. Il DIRITTO nasce prima dello Stato: nasce dalla persona, dal corpo, dalla proprietà, dallo scambio volontario, dalla responsabilità individuale. La LEGGE positiva, invece, nasce dal potere politico. E spesso serve proprio a violare ciò che dovrebbe proteggere.
Nel 2026, tra controlli fiscali digitali, limiti alla libertà economica, burocrazie sanitarie, ambientali e finanziarie sempre più invasive, il cittadino viene educato a pensare che “se è legale, allora è morale”. Falso. Anche la confisca può essere legale. Anche la censura può essere legale. Anche l’esproprio può essere legale. Ma restano aggressioni.
Il DIRITTO NATURALE dice una cosa semplice e rivoluzionaria: nessuno può disporre della vita, del lavoro e dei beni altrui senza consenso. Lo Stato moderno dice invece: “posso farlo, purché lo voti una maggioranza, lo firmi un ministro o lo approvi un tribunale”. Ecco la frattura.
La libertà non si mendica nei regolamenti. Si riconosce come limite invalicabile al potere. Se la tua casa è tua, il tuo reddito è tuo, il tuo corpo è tuo, allora nessuna assemblea può trasformarti in suddito fiscale, sanitario o ideologico.
Spunto pratico? Ogni volta che sentite dire “lo prevede la legge”, chiedete: “ma viola proprietà, libertà o consenso?”. È lì che comincia il pensiero libero.
LEGALITÀ non significa GIUSTIZIA. E chi non capisce questa differenza sarà sempre pronto a obbedire al prossimo abuso.
Fonte: da Il Faccoquotidiano
Ancora una volta abbiamo assistito allo spettacolo di chi festeggia l'immobilismo intonando cori partigiani invece di interrogarsi sul perché l'Italia resti ostaggio di un sistema che non vuole cambiare mai.
Vincere un referendum per "lasciare tutto com'è" non è un trionfo della democrazia, ma la vittoria della conservazione di quelle correnti che hanno trasformato le aule di tribunale in succursali della politica.
Il punto centrale resta la separazione delle carriere: finché giudice e accusatore siederanno dalla stessa parte del tavolo, non avremo mai quella parità tra accusa e difesa che è alla base di un processo giusto. Mi fa sorridere chi oggi punta il dito sulla moralità altrui con la memoria corta, dimenticando i legami opachi tra certi vertici della magistratura e i centri di potere che hanno sporcato la storia recente.
Come ricorda Luca Zaia, i cittadini non chiedono bandiere, ma una giustizia che funzioni e che sia rapida.
Ma ha ragione anche Francesco Verderami: d'ora in avanti, davanti a ogni disservizio, a ogni processo infinito o a ogni ingiustizia palese, la risposta sarà una sola: "L'avete voluta voi, ora non lamentatevi".
Se la politica abdica e il cittadino si gira dall'altra parte, il "Bella Ciao" cantato per blindare i privilegi di casta diventa il requiem per la modernizzazione di questo Paese. Noi restiamo dalla parte di chi vuole riformare, gli altri si tengano pure le macerie.
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Fonte: srs di Paola Cristina Miola. 23 marzo 2026
Quando una novantenne viene trascinata per terra da uno scippatore e i residenti scendono dai palazzi per fermarlo, la sinistra italiana ha un nome per questo: fascismo. Quando un commerciante napoletano spiega a un branco di maranza che nel suo quartiere si porta rispetto, è fascismo.
Quando i pendolari della metro di Roma cacciano le borseggiatrici dal vagone perché lo Stato non è in grado di farlo, è fascismo. Quando un cittadino filma una ladra recidiva con il telefonino, è violenza. Quando uno youtuber documenta quello che accade ogni giorno nelle stazioni metropolitane, la CGIL scrive al Prefetto.
Si chiama controllo sociale. In ogni società funzionante opera su due livelli: lo Stato, con il monopolio della forza; la comunità, con il monopolio della disapprovazione. In Germania funzionano entrambi: il cittadino chiama la polizia, la polizia arriva, il magistrato condanna. Nessuno scende in strada. Perché non serve.
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Ecco il suo intervento:
«Preannuncio oggi la mia volontà di rassegnare le dimissoni dal comitato direttivo centrale dell'Anm. Formalizzerò nei prossimi giorni tale decisone. È diventata per me intollerabile la permanenza in un'associazione che ha smarrito il senso della sua finalità rappresentativa, di tutte le idealità che ispirano l'essere magistrato. Il danno di immagine prodotta da questa campagna referendaria nella eterogenesi dei fini di questa riforma è ormai irreversibile e di esso pagheranno le spese le generazioni future di magistrati.
Il Gulag inglese: vietato parlare! Più arresti che in Cina e .. Il punto a cui è arrivata l'Inghilterra fa spavento! "Nel 2025, la Gran Bretagna registra più arresti per commenti online di qualsiasi altro paese al mondo. I dati di World of Statistics suggeriscono che oltre 12.000 persone nel Regno Unito sono state arrestate per ciò che hanno scritto sui social media. Si tratta di un numero doppio rispetto alla Bielorussia, quattro volte superiore alla Germania e otto volte superiore alla Cina. La Russia, uno Stato costantemente denunciato per la sua repressione, registra solo circa 400 arresti. L'Arabia Saudita, nota per le sue leggi sulla blasfemia, ne registra solo 15". A
Da miglioverde del 23 ottobre 2025
Link:https://www.miglioverde.eu/il-gulag-inglese-vietato-parlare-piu-arresti-che-in-cina-e-russia/
"Io, vescovo indagato e poi prosciolto, vi spiego perché la separazione è necessaria"
I vescovi italiani non sono tutti come Francesco Savino, il numero due della Cei sceso in campo per il No con Magistratura democratica. Ce lo dimostra in quest'intervista monsignor Giovanni D'Ercole. Il vescovo emerito di Ascoli, già indagato e poi prosciolto al termine di una pesante campagna mediatica, sa bene come funziona il sistema della giustizia in Italia e ha deciso di dire la sua sulla riforma Nordio.
Eccellenza, sta seguendo la campagna per il referendum?
Sì e mi sono reso conto che molti parlano senza aver letto questa riforma. Questo mi ha spinto a informarmi e documentarmi seriamente.
Cosa ha scoperto?
Ad esempio è falso che il pm viene soggiogato dal potere politico, o che sparisce l’obbligatorietà dell’azione penale. Al contrario di quanto si dice, la riforma riconosce per la prima volta l’autonomia e l’indipendenza del pm con una norma di rango costituzionale. La dottrina sociale della Chiesa vuole che quest'indipendenza sia garantita non solo al cospetto del potere politico ma anche di qualsiasi altro condizionamento.