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“Eliminando i documenti cartacei e sostituendoli con quelli digitale, possono cancellare la storia
Un giorno ti imbatterai nel messaggio “pagina no trovata”e il giorno dopo li vedrai negare che sia mai realmente accaduto”
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Julian Assange
Srs di WS
Affronterò e colmerò, quindi, una “lacuna” storica molto attinente a “l’ orizzonte degli eventi” che si sta inesorabilmente chiudendo su di noi.
Come qualcuno che mi legge avrà già intuito, sono un appassionato dilettante di Storia. Argomento che ha sempre destato il mio interesse più atavico; non solo mio, anzi direi proprio “di famiglia” , dato che, ancora assai piccolo, seguivo le discussioni di storia di mio padre e dei miei zii, tutti semianalfabeti ma anche appassionati “orecchianti” della materia.
Avendo così io avuto invece “il privilegio” di potermi “fare una cultura” , una cultura di storia me la sono fatta davvero, sebbene abbia anche avuto la buona idea di procurarmi il pane coltivando il mio “secondo interesse”. Una cosa l’avevo ben capita già alla fine del liceo: “l’ intellettuale “ che non sa far niente “di suo” per vivere deve sempre servire gli interessi di “qualcun altro”; questo vale ovviamente anche per gli storici “professionisti”.
Il Papa ha visitato la Spagna, che fu invasa dai musulmani nel 711 d.C. ed è stata per otto secoli sotto il dominio islamico, e lì ha esaltato il dialogo fra cristiani e musulmani di quell’epoca. È ovvio che ci siano stati rapporti, ma restavano sempre invasori e invasi.
Leone XIV, il cui Stato vaticano è circondato da alte mura che impediscono ogni ingresso illegale, ha poi aggiunto che i popoli occidentali devono fare a meno dei muri: “la sicurezza, che troppo spesso ci illudiamo venga dalle armi e dai muri, matura piuttosto nell’imparare a fare strada con l’altro, a crescere insieme, fianco a fianco”.
Nel cuore della provincia del Gansu, in Cina, esiste un luogo che da decenni alimenta una delle teorie più affascinanti della storia antica. Si chiama Liqian. E appena cammini tra le sue strade… noti subito qualcosa di insolito. Alcuni abitanti hanno capelli chiari. Occhi verdi. Lineamenti che sembrano molto diversi rispetto a quelli tipici della regione.
Ed è qui che nasce una domanda che sembra uscita da un romanzo storico: Possibile che siano i discendenti di una legione romana scomparsa?
Tutto iniziò nel 53 avanti Cristo. L’esercito romano guidato da Crasso subì una devastante sconfitta nella Battle of Carrhae contro i Parti. Migliaia di soldati vennero catturati. E molti di loro… sparirono dalla storia. Da quel momento nacque una teoria incredibile.
“Liberarsi degli archivi cartacei e sostituirli con archivi digitali permette loro di cancellare la storia.
Un giorno, troverete il messaggio «la pagina non esiste» e il giorno dopo, li vedrete negare che sia realmente accaduto”
Sapevate che, prima di diventare la città di Giulietta, Verona era il cuore pulsante dell'Impero? Le pagine della "Storia illustrata di Verona" ci regalano un tuffo in un’epoca di imperatori, diete solenni e leggende che riposano ancora tra le pietre dei nostri monumenti.
Gli Ottoni e il sogno di un Impero Unito
Nella seconda metà del X secolo, Verona non era solo una città, ma il palcoscenico della politica europea. Gli imperatori, per consuetudine e privilegio, non risiedevano in centro ma soggiornavano presso il Monastero di San Zeno.
Non so perché, ma dei veneti che tradirono il loro Stato a favore degli invasori – prima gli Asburgo, poi Bonaparte – si parla sempre troppo poco.
Un esempio è Tommaso Condulmer. Dopo la morte, ancora oggi avvolta nel mistero, del grande Angelo Emo, fu nominato comandante della flotta. In seguito divenne anche consigliere tecnico per la difesa della laguna e fu proprio lui a informare il Doge Manin che Venezia era indifendibile.
Ora, è evidente: tutti possono sbagliare. Ma allora sorge una domanda inevitabile.
Perché Napoleone lo nominò Conte, Senatore e Cavaliere della Corona Ferrea, accompagnando questi titoli con una lauta paga?
Coincidenza? Riconoscimento per meriti? Oppure qualcosa di più? Non e' una prova pero'...
Di figure come questa si parla poco, troppo poco. Eppure, forse, per comprendere davvero la fine della Serenissima, bisognerebbe avere il coraggio di guardare anche a queste zone d’ombra.
L’immagine è di fantasia (AI): non sono riuscito a trovare ritratti attendibili. Se qualcuno ne ha, li condivida.
Fonte: srs di Maurizio Biscaro, da Venezia Storia e Storie