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lunedì 26 ottobre 2026

ECCO COME SI DISTRUGGE UNA SOCIETÀ IN 4 FASI

 




di RITESH JAIN

Miglioverde, 21 Gennaio 2021

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In un’intervista con Edward Griffith nel 1984, l’ex agente del KGB Yuri Bezmenov ha illustrato il manuale dell’Unione Sovietica nonché il modo in cui un apparato comunista si impadronisce di un paese. Le reclute ideali per il KGB erano ricchi cineasti, accademici e persone cinicamente egocentriche. Queste persone, che possedevano il potenziale maggiore per destabilizzare un Paese, sono persone narcisiste, avide e prive di morale. Egli afferma che il KGB ha reclutato professori e difensori dei diritti civili per sovvertire e destabilizzare il Paese. Ripete ancora una volta che questi utili idioti servono al loro scopo di essere uccisi o esiliati. La sua disaffezione per il KGB è iniziata dopo aver capito cosa sarebbe successo ai giornalisti indiani pro sovietici, ma, quando ha cercato di far passare il messaggio, non gli hanno creduto. L’obiettivo finale del KGB era la sovversione ideologica, che doveva essere realizzata cambiando la percezione della realtà, senza preoccuparsi di ciò che fosse vero o falso. Bisognava piuttosto essere guidati dall’interesse personale.

Egli elenca quattro fasi su come avviene:

Fase 1 – Demoralizzazione Si tratta di un processo che può richiedere circa 15-30 anni per essere eseguito. Durante questa fase, la fibra morale e l’integrità del paese viene messa in discussione, creando così un dubbio nella mente della gente. Per fare ciò, è necessaria una manipolazione dei media e del mondo accademico per influenzare i giovani. Mentre la generazione più giovane abbraccia nuovi valori, come il marxismo e il leninismo nei nuovi e trendy costumi, la generazione più anziana perde lentamente il controllo semplicemente a causa dell’attrito.

martedì 12 maggio 2026

ABILITÀ CHE STIAMO PERDENDO NELL’ERA DIGITALE


 


Un rapporto speciale su conoscenza pratica e agilità mentale


 

-SCRITTURA A MANO E CORSIVO

-CULTURA DEL RIPARO

-ORTO E COLTIVARE CIBI

-CALCOLO MENTALE

-CONSERVAZIONE ALIMENTI

-RISOLUZIONE CONFLITTI

-MEMORIA E RITENZIONE

-CUCINARE DA ZERO

- LEGGERE MAPPE  SENZA GPS

-PRIMO SOCCORSO BASE

 

 


martedì 10 marzo 2026

MARIA MADDALENA

 

Santa Maria Maddalena, con la Croce della Penitenza e il vaso del balsamo più prezioso. Siviglia, Spagna

  

Un Vangelo di Maria

La domanda successiva sulle persone attorno a Gesù è molto interessante. Innanzitutto ci sono i suoi seguaci, i discepoli. Il fatto che alla fine i dodici apostoli siano menzionati per nome ha ovviamente tutto a che fare con il parallelo con le dodici tribù d'Israele coinvolte nell'antica alleanza. Una donna che deve aver avuto un legame speciale con Gesù merita un'attenzione speciale. Maria di Magdala o, come è il suo nome latino, Maria Maddalena, è arrivata al centro dell'attenzione grazie alla scoperta di un Vangelo di Maria. Sappiamo con una certa sicurezza che si tratta di Maria Maddalena perché il testo in questione parla di un conflitto tra Pietro e Maria e di lei si dice che il Salvatore l'amava più degli altri discepoli. Il confronto con altre fonti, soprattutto con il Vangelo di Filippo (vedi sotto), ci dice che detta Maria è senza dubbio Maria Maddalena. Per secoli non si seppe nulla di un simile vangelo. Nel 1896 alcuni frammenti rinvennero casualmente al Cairo quando un antiquario li offrì in vendita allo studioso tedesco C. Reinhardt. I frammenti sono scritti in copto. Fu solo nel 1955 che questi frammenti furono pubblicati. Nel 1938 furono scoperti alcuni versi greci in un'antica collezione di rotoli di papiro. Anche questi frammenti di testo provengono dall'Egitto. Infine, gran parte del testo, nove delle diciannove pagine, emerge dal ritrovamento di Nag Hammadi. Alcuni dei frammenti precedentemente menzionati si trovano in questo testo di Nag Hammadi. Datando i vari frammenti papiracei è stato possibile stabilire che il Vangelo deve essere stato scritto al più tardi all'inizio del II secolo. Oggi si ritiene che il Vangelo di Maria sia stato scritto intorno all'anno cento in greco. Questo lo rende antico quanto il Vangelo di Giovanni.

sabato 7 marzo 2026

MARIA MADDALENA E L’INSEGNAMENTO SEGRETO DI CRISTO

 

Copia dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci conservata in Belgio, nell'abbazia di Tongerlo (vicino ad Anversa), è una delle più fedeli e antiche testimonianze dell'opera originale, realizzata agli inizi del XVI secolo. Questa tela ad olio (418 x 794 cm) è fondamentale per comprendere i colori e i dettagli originali andati perduti a causa del deterioramento dell'affresco milanese.

Autore: Non certo, viene attribuito spesso ad Andrea Solario, discepolo di Leonardo, o alla sua cerchia, è realizzata con una precisione che suggerisce l'uso dei cartoni preparatori originali.

L’enorme successo del libro “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, uscito nel 2003, ha portato alla conoscenza del grande pubblico argomenti e tesi fino ad allora note solo a pochi studiosi.
Il personaggio di Maria Maddalena ha cominciato da allora ad incuriosire ed affascinare anche il grande pubblico, ma, in realtà molta luce su questa figura era già stata fatta più di cinquanta anni prima con le eccezionali scoperte di una moltitudine di documenti a Nag Hammadi in Egitto ed a Qumran sul Mar Morto, risalenti ai primi secoli dopo Cristo.

Ha fatto il giro del mondo la famosa frase del Vangelo di Filippo “La consorte di Cristo è Maria Maddalena. Il Signore amava Maria più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla bocca”, ma in un passo precedente, e forse meno noto dello stesso Vangelo, già si affermava “Erano tre che andavano sempre con il Signore: sua madre Maria, sua sorella, e la Maddalena, che è la sua consorte”.

domenica 8 febbraio 2026

IL SIGNIFICATO OCCULTO DELLA COSIDDETTA ‘BANDIERA DELLA PACE’

 


 

Chissà per quale motivo Dio ha voluto che l’arcobaleno, simbolo del patto tra Lui e l’umanità (vedi la Genesi in 9-12) avesse proprio SETTE colori…come i SETTE doni dello Spirito Santo…. come le SETTE coppe dell’Apocalisse… come le SETTE trombe del Giudizio Universale… che, forse, suoneranno ognuna con una delle SETTE note musicali esistenti? E da quanti giorni è formata una settimana? E quante erano le Chiese menzionate nell’Apocalisse? Cosa vorrà dirci il Creatore con questo specifico numero?

Spesso nella Bibbia i numeri sono da intendere in senso letterale, ma in alcuni casi sono usati come simboli; di solito il contesto indica in che senso è usato un numero e il numero SETTE è usato spesso per indicare completezza. Ad esempio, Dio comandò agli israeliti di marciare intorno alla città di Gerico per sette giorni consecutivi e di marciare sette volte il settimo giorno (Giosuè 6:15). La Bibbia contiene molti altri casi in cui il numero sette è usato in modo simile (Levitico 4:6; 25:8; 26:18; Salmo 119:164; Rivelazione 1:20; 13:1; 17:10). Gesù disse a Pietro che avrebbe dovuto perdonare il suo fratello non “fino a sette volte”, ma “fino a settanta volte sette”, la ripetizione del numero “sette” doveva trasmettere l’idea che bisogna perdonare senza limiti (Matteo 18:21, 22).

giovedì 22 gennaio 2026

CRISTOFORO COLOMBO: UN'INVESTITURA DIVINA

 



La scoperta dell’America è un evento che ha nel suo artefice un simbolo scelto per impersonare in terra lo Spirito santo, in un disegno che ha radici antiche e sinora mai svelate.

Che ruolo ebbe in quest’impresa Innocenzo VIII, il papa tradito? Fu Colombo un erede della conoscenza templare?

 

Chi era Cristoforo Colombo? Da dieci anni inseguiamo la sua storia su percorsi completamente diversi da quelli imposti dalla tradizione. Laddove l’icona di un marinaio coraggioso e visionario, avido e ignorante, premiato dai risultati dei suoi viaggi oltre i suoi effettivi meriti, cambia completamente.

Da dieci anni, come detto, inseguiamo una verità diversa. Confrontandoci con l’atteggiamento spocchioso e derisorio della critica all’inizio, per approdare lentamente ad una serie di riconoscimenti e di ammissioni plateali di quanto fino a ieri negato.

Per non parlare dei “plagiator cortesi”, a volte per alcuni versi anche utili, incontrati lungo la strada. In quella sorta di manifesto, che ci fu consegnato molto tempo fa da un lettore del giornale sul quale scrivevamo, e contenuto nelle parole di Benedetto Croce.

“La maggior parte dei professori hanno definitivamente corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di passare comodamente tutto il resto della vita, da ogni minimo accenno di dubbio diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di dover ripensare il già pensato e doversi mettere al lavoro. Per salvare dalla mente le loro idee preferiscono consacrarsi, essi alla morte dell’intelletto.”