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martedì 22 settembre 2026

IL PROGETTO MONDIALISTA DELLA SINISTRA ...IMPOVERIRE GLI ITALIANI



La confessione è passata  sotto silenzio ma è  di una gravità assoluta!

Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro nel Governo Mario Monti, ospite a SkyTg24 , ha affermato chiaro e tondo che Monti aveva un obiettivo:

Affamare le persone portandole alla soglia di povertà!

“ Nel nostro schema di famiglia la famiglia e le persone venivano portate alla soglia di povertà’”.

 

SCHENA MONDIALISTA:

IL CONTROLLO COMPLETO DELLI  CLASSI INFERIORI OTTENUTO TRAMITE IL LORO IMPOVERIMENTO, CIOE’  CONSENTE DI TOGLIERE VOLONTA’ E POSSIBILITA’ DI REAZIONE ALLE MASSE SPOSTANDO L’ENERGIA SOCIALE  ED ECONOMICA MONDIALE NELLE MANI DI UN’ELITE.

domenica 17 maggio 2026

I DEBITI SONO LO STRUMENTO DEL DEMONIO.


 


Vuoi far crollare una nazione senza sparare un colpo?

Non servono carri armati. Non servono invasioni.

Basta convincerla ad accettare un sistema fondato sul DEBITO PERPETUO.


Indebita lo Stato. Corrompi politici senza visione, servi avidi pronti a svendere il futuro per mantenere il presente.

Fai crescere il debito pubblico fino a trasformarlo in un cappio invisibile.

A quel punto il popolo lavorerà soltanto per pagare interessi, tasse, sacrifici e austerità.

E mentre tutti discutono di destra e sinistra, il vero padrone incasserà in silenzio.


Vuoi distruggere un uomo?

Fallo entrare nel culto del debito.

giovedì 14 maggio 2026

RECORD DI PROFITTI DELLE BANCHE

 



Negli ultimi anni le banche italiane hanno macinato decine di miliardi di utili lucrando sul margine di interesse (la differenza sui tassi tra prestiti e depositi) e aumentando le commissioni: le prime 5 hanno realizzato quasi 30 miliardi di euro di profitti nel 2025 (+11% rispetto al 2024), 7,5 solo nel primo trimestre 2026 (+10% rispetto al primo trimestre 2025). 

È quello che succede quando privatizzi il monopolio naturale per eccellenza (quello del credito, cioè della creazione di moneta). 

Plinio il Vecchio nel suo Naturalis historia definì la cessione ai privati del diritto di conio "il peggiore dei crimini possibili" (pessimum vitae scelus).

G.T. 

martedì 12 maggio 2026

ABILITÀ CHE STIAMO PERDENDO NELL’ERA DIGITALE


 


Un rapporto speciale su conoscenza pratica e agilità mentale


 

-SCRITTURA A MANO E CORSIVO

-CULTURA DEL RIPARO

-ORTO E COLTIVARE CIBI

-CALCOLO MENTALE

-CONSERVAZIONE ALIMENTI

-RISOLUZIONE CONFLITTI

-MEMORIA E RITENZIONE

-CUCINARE DA ZERO

- LEGGERE MAPPE  SENZA GPS

-PRIMO SOCCORSO BASE

 

 


venerdì 2 gennaio 2026

LA PROFEZIA DI SHUMPETER E LA FINE DEL CAPITALISMO

 



Joseph Schumpeter (1883-1950) fu un economista austriaco noto soprattutto per la teoria della“distruzione creatrice”, che spiega perché le recessioni, se gestite correttamente, possono essere fasi vitali di ristrutturazione per un’economia, spingendo verso una maggiore efficienza e competitività.

Meno note, però, sono le sue inquietanti riflessioni sul destino del sistema capitalistico.  Nel suo celebre saggio del 1942 “Capitalismo, socialismo e democrazia”, arrivò alla conclusione paradossale che il capitalismo è destinato a morire non per i suoi fallimenti, ma per i suoi successi.

Sebbene Schumpeter non usasse esattamente il termine “capitalismo di Stato” nell’accezione moderna (di regola, associata a regimi autoritari che controllano il mercato), predisse una transizione inevitabile verso una forma di socialismo burocratico o di corporativismo. A differenza di Marx, che vedeva la fine del capitalismo causata da rivolte violente e crisi economiche, Schumpeter individuò cause sociologiche e culturali interne al sistema:

  • – L’obsolescenza della funzione imprenditoriale: con il successo delle grandi imprese, l’innovazione (la “distruzione creatrice”) diventa un processo meccanizzato e routinario gestito da specialisti e burocrati. L’imprenditore “eroico” scompare, sostituito dal manager.
     – La distruzione degli strati protettivi: il capitalismo distrugge le vecchie istituzioni (come la piccola proprietà o le strutture feudali) che paradossalmente fungevano da scudo politico per la borghesia.
     – L’ostilità degli intellettuali: i
    l sistema capitalistico, garantendo istruzione e benessere, crea una classe di intellettuali che non trova posto nel processo produttivo e che, per giustificare il proprio ruolo, attacca i valori e le istituzioni del capitalismo stesso.
     – La burocratizzazi
    one e lo Stato: l’economia finisce per essere dominata da strutture giganti che necessitano di una regolamentazione pubblica sempre più pervasiva, portando a una gestione statalizzata dell’economia.

  •  

Schumpeter riteneva che l’esito finale sarebbe stato un socialismo di tipo amministrativo. Egli immaginava un sistema in cui:

  • 1. Il controllo dei mezzi di produzione fosse trasferito a un’autorità centrale.
     2. La gestione economica fosse affidata a tecnici e burocrati, simile a quella di una grande corporation pubblica.
     3. La democrazia rimanesse solo come un metodo politico (una
     competizione per il voto) piuttosto che come un valore di partecipazione ideale.

  •  

Vi dice qualcosa della situazione attuale?

 

Fonte: srs di LUCA MARIA BLASI, da Miglioverde del 26 dicembre 2025

Link: https://www.miglioverde.eu/la-profezia-di-shumpeter-e-la-fine-del-capitalismo/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet

 

domenica 10 agosto 2025

TEOFILO SANSON

 

Torino Teofilo Sanson


Torino - fine anni 40. Il giovanotto in foto è Teofilo Sanson mentre vende i suoi gelati a Porta Palazzo.

Girava per  Torino con il suo carretto, ma soprattutto nei luoghi dove si allenavano le squadre di calcio del Torino e della Juventus.

- Iniziò la sua carriera imprenditoriale nel 1948 con un modesto chiosco di gelati a Torino. Ha successivamente fondato un laboratorio nella nostra città, poi evolutosi dal 1968 nella Gelati Sanson, spostando la sede a Colognola ai Colli, nell'est veronese, fino a diventare un'azienda leader del settore dolciario, tanto da essere considerato il «Re del gelato».

 

giovedì 7 agosto 2025

IL BUCO DI VISO IL PRIMO TRAFORO ARTIFICIALE DELLE ALPI



Nel 1480, quando l'Europa stava ancora uscendo dal Medioevo, qualcuno prese una decisione che oggi ci sembra pazzesca: bucare letteralmente una montagna pur di non pagare una tassa.

Stiamo parlando del Buco di Viso, il primo traforo artificiale delle Alpi. Pensate: a 2882 metri di altitudine, con tecnologie medievali, un gruppo di uomini scavò 75 metri di tunnel nella roccia viva. Non per scopi militari o di prestigio, ma per una ragione molto più prosaica.

Il sale.

I mercanti del marchese di Saluzzo dovevano trasportare il prezioso sale dalla Provenza, ma i dazi imposti dai Savoia sui valichi tradizionali stavano rovinando i loro affari. La soluzione? Creare una "strada segreta" attraverso la montagna.

Con picconi, martelli e una determinazione incredibile, in appena due anni realizzarono quello che oggi considereremmo un'opera di alta ingegneria. Ma la cosa più pazzesca? Dopo quasi 550 anni, quel tunnel è ancora percorribile.

venerdì 27 giugno 2025

1957...APRIVANO I SUPERMERCATI IN ITALIA .


 

Il primo supermercato è apparso nello scenario italiano nel 1957.

Prima di allora dove si trovava tutto il cibo?

Era  nelle case, negli orti e nei campi.

Era nelle cantine, nei granai e nei cortili  di tutta la gente...


venerdì 25 aprile 2025

LA MOKA BIALETTI È LA NEGAZIONE DELLA TRADIZIONE DEL CAFFÉ ITALIANO

 



Il Gruppo Bialetti Industrie Spa è del fondo Nuo, controllato dalla famiglia Pao-Cheng di Hong Kong. La storia della tradizione del caffé della moka è molto, ma molto, più recente e meno tradizionale di quel che si crede

 

Era da un po’ che la Bialetti, anzi il Gruppo Bialetti Industrie Spa, se la passava malino. Dal 2018 almeno, da quando la Kpmg, società di revisione e organizzazione contabile, aveva segnalato delle irregolarità nei conti. Conti in crisi che avevano imposto la ricerca di un socio, o di un nuovo proprietario. Il nuovo proprietario è arrivato:Bialetti ha ceduto il controllo della società al fondo Nuo, controllato dalla famiglia Pao-Cheng, di Hong Kong. 

 

Un cambiamento di proprietà come tanti se ne sono visti. Che però ha colpito una gran parte dell’opinione pubblica, degli amanti della tradizione del caffè all’italiana, non per forza sovranisti sia chiaro, ma affezionati alle "sane e vecchie" tradizioni.