Una copia de L’ultima cena di Leonardo è conservata in Belgio nell’abbazia di Tongerlo, a un’ora da Anversa. L’ottimo stato di conservazione permette di ricostruire com’era l’affresco prima che fosse danneggiato dal tempo
Quando sento parlare di una clamorosa scoperta riguardante Leonardo da Vinci metto una mano alla pistola, verrebbe da dire ricalcando un detto popolare. Tali e tante sono state anche in anni recenti le storie nate attorno a strabilianti inediti, sensazionali ritrovamenti o indiscutibili attribuzioni in grado di rivoluzionare la storiografia del genio del Rinascimento, dall’attendibilità tutta da verificare, ovviamente. Quando poi uno degli studiosi che le rivela al mondo ha la sventura di portare il cognome di Brown, lo stesso dello scrittore autore del quantomeno controverso “Il codice Da Vinci”, la cautela diventa quasi un obbligo. È quello che accade a Christopher Heath Brown, autore – assieme a Jean-Pierre Isbouts – di un cortometraggio documentario intitolato “La ricerca per l’Ultima Cena”: incentrato su quella che viene ritenuta una poco conosciuta copia del capolavoro leonardesco conservato a Milano, eseguita dallo studio dell’artista pochi anni dopo l’originale, dipinto nel 1499.
L’ultima cena di Leonardo a Milano
