giovedì 26 febbraio 2026

LETTERE PAOLINE E ATTI DEGLI APOSTOLI


 

Le Lettere paoline, o Lettere di San Paolo Apostolo, fanno parte del Nuovo Testamento. Sono state scritte tra il 51 e il 66 da Paolo di Tarso, più noto come San Paolo, definito Apostolo delle genti in quanto con lui la predicazione cristiana varcò i confini dell’Asia occidentale. Questi non incontrò mai personalmente Gesù, eppure i suoi scritti rappresentano i documenti più antichi sul Nazareno, oltre a stabilire senz’ombra di dubbio che il kerygma, vale a dire l’annuncio sull’identità di Gesù in quanto figlio di Dio nato, morto e risorto secondo le Scritture, era già fissato a meno di vent’anni dalla sua morte sulla croce.

mercoledì 25 febbraio 2026

IL COLLE DI SAN ZENO IN MONTE.- IL TOPONIMO SAN ZENO IN MONTE E TOSCANA DE’ CRESCENZI

 

S.Maria di Betlemme, che sia stata così nel XIII secolo?

 

​Due documenti del XII secolo ci certificano che in quel periodo il toponimo “San Zeno in Monte” stava lentamente sostituendo nell’uso comune il più antico nome di “Santa Maria in Betlemme”.

​A tal proposito il canonico conte Giovanni Battista Giuliari, in uno degli studi introduttivi alla sua edizione dei “Sermones” di San Zeno cita la nostra chiesa come quarto (in ordine cronologico) edificio sacro dedicato al Santo. Ma penso che intendesse riferirsi in quel capitolo solo a Verona città. Non ci dà comunque una data precisa per la dedicazione della nostra chiesa al vescovo moro.

​Anche uno studioso di oggi, don Angelo Orlandi sembra orientarsi verso l’abbastanza scontata ipotesi che il nuovo toponimo si sia affermato nel XII secolo.

​Nessuno dei due studiosi però, e nemmeno il Biancolini, ci fornisce la motivazione di una siffatta evoluzione.

martedì 24 febbraio 2026

DON JAIME MERCANT SIMÓ, SACERDOTE DIOCESANO E DOCENTE DEL CETEM: «NULLA LA SCOMUNICA A MONS. LEFEBVRE. CONSACRAZIONI 2026? NÉ SCISMA, NÉ PECCATO»

 

Don Jaime Mercant Simó

(DOMANDE E RISPOSTE IN 23 PUNTI)


 

Innanzitutto chiariamo: Don Jaime Mercant Simó non è “lefebvriano”, ma un sacerdote diocesano con diversi dottorati, docente del Centro di Studi Teologici e direttore della biblioteca della sua diocesi (Maiorca). In calce alleghiamo la sua lunga biografia*. Seppure non condividiamo singolarmente ogni passaggio della sua dichiarazione (diffusa su X) la riportiamo di seguito in quanto utile a sgombrare il campo da molte sciocchezze circolate in questi giorni.

Inoltre, alcuni rimandi per avere a disposizione più ampi materiali: sul tema dell’obbedienza questo articolo, sul tema della nullità della scomunica (1988) vedere questo studio del Prof. Pasqualucci. Infine, come sempre, per comprendere in profondità e senza scoraggiamenti la crisi ecclesiale e sociale in corso, invitiamo ad approfondire con: Parole chiare sulla ChiesaGolpe nella ChiesaBuona filosofia e contro–storia filosofica. Dall’antichità pagana ad oggiLa rivoluzione guardata negli occhi. Un libro che spiega il passato e racconta il futuroMagistero Politico – Insegnamenti papali sulla politica per l’instaurazione di un ordine cristianoL’illusione liberale.

domenica 22 febbraio 2026

REFERENDUM GIUSTIZIA: VESCOVO GIOVANNI D'ERCOLE




"Io, vescovo indagato e poi prosciolto, vi spiego perché la separazione è necessaria"

 

I vescovi italiani non sono tutti come Francesco Savino, il numero due della Cei sceso in campo per il No con Magistratura democratica. Ce lo dimostra in quest'intervista monsignor Giovanni D'Ercole. Il vescovo emerito di Ascoli, già indagato e poi prosciolto al termine di una pesante campagna mediatica, sa bene come funziona il sistema della giustizia in Italia e ha deciso di dire la sua sulla riforma Nordio.

Eccellenza, sta seguendo la campagna per il referendum?

Sì e mi sono reso conto che molti parlano senza aver letto questa riforma. Questo mi ha spinto a informarmi e documentarmi seriamente.

Cosa ha scoperto?

Ad esempio è falso che il pm viene soggiogato dal potere politico, o che sparisce l’obbligatorietà dell’azione penale. Al contrario di quanto si dice, la riforma riconosce per la prima volta l’autonomia e l’indipendenza del pm con una norma di rango costituzionale. La dottrina sociale della Chiesa vuole che quest'indipendenza sia garantita non solo al cospetto del potere politico ma anche di qualsiasi altro condizionamento.