Addio a Daniele Dal Bosco, uno degli ultimi madrelingua cimbro, reliquie viventi del tautschaz gareida. Ha vissuto la sua vita in contrada Ferran dove era rimasto l'unico abitante.
Immensa è la mia gratitudine verso Daniele per i bellissimi anni trascorsi a scorrazzare per sentieri, boschi, malghe, vaj, su e giù per la Val di Revolto e Fraselle, di cui conosceva ogni anfratto, ogni storia. Luoghi che lo videro giovane pastore e boscaiolo, avvezzo a grandi fatiche e tribolazioni. Sempre con noi l'indimenticato Cesare, mancato qualche anno fa. Ogni volta che si arrivava sul posto, era di rito accendere il fuoco e " pratan de pulte" abbrustolire la polenta, come facevano un tempo.
Con i loro racconti della tradizione, le loro preziose conoscenze, frutto di esperienze sul campo, mi hanno fatto ricca di un sapere che non si trova nei libri e di cui ho fatto tesoro tramandandoli su carta ai posteri. Daniele, persona mite e riservata, era sempre disponibile e generoso nel trasmettere il suo sapere sulla lingua anche quando con Nicolò e Riccardo andavamo a intervistarlo per studi sul Tautsch di cui era perfetto parlante. Ogni volta che muore un madrelingua cimbro di Giazza, è un pezzetto della nostra storia che se ne va...
Borkhant mai gaselj, borkhant for aljaz! Esan get tze lofan muntar pa begalar un boadan 'ume himmale. Grazie amico mio, grazie di tutto. Ora continua felice il tuo cammino per sentieri e pascoli del cielo. Bar boudar bou - Ti vogliamo bene.
Fonte: srl di Antonia Stringher