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Ecco il suo intervento:
«Preannuncio oggi la mia volontà di rassegnare le dimissoni dal comitato direttivo centrale dell'Anm. Formalizzerò nei prossimi giorni tale decisone. È diventata per me intollerabile la permanenza in un'associazione che ha smarrito il senso della sua finalità rappresentativa, di tutte le idealità che ispirano l'essere magistrato. Il danno di immagine prodotta da questa campagna referendaria nella eterogenesi dei fini di questa riforma è ormai irreversibile e di esso pagheranno le spese le generazioni future di magistrati.
