Sei anni fa non chiudevano solo l’Italia. Chiudevano la testa degli italiani.
DPCM a raffica. Conferenze stampa come bollettini di guerra.
Giuseppe Conte che firmava decreti mentre un Paese intero veniva trasformato in un condominio sorvegliato.
Scuole chiuse. Chiese chiuse. I ragazzi trattati come appestati.
E poi la scena più miserabile: gli sceriffi da balcone. Quelli che urlavano: “Rientra in casa!”
Gli stessi che oggi parlano di libertà, diritti, democrazia.
Elicotteri per inseguire un bagnante. Droni sulle spiagge. Polizia per chi portava il cane a fare pipì.
Non era sanità. Era psicologia di massa.
E la cosa più inquietante? Non il virus. Il consenso.
I social trasformati in tribunali popolari. Il vicino che denunciava il vicino. La paura elevata a virtù civile.
Noi, quelli cresciuti negli anni ’80? Motorini truccati, pomeriggi in strada, domeniche fuori casa come pellegrini pagani. A dirci “non potete uscire”? Ma per favore.
La verità è semplice: un popolo che accetta di vivere chiuso per decreto prima o poi accetterà qualsiasi cosa.
La libertà non la perdi tutta in un giorno.Te la tolgono un DPCM alla volta.
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© Dr. Cinismo
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