L'Autorità per le antichità di Israele ha reso noto nei giorni scorsi il ritrovamento dei resti di una sinagoga dei tempi di Gesù nell'area archeologica di Magdala, sulle rive del Lago di Galilea. Ciò che resta dell'antico luogo di culto è venuto alla luce in una proprietà dei Legionari di Cristo. Tra le rovine dell'antica sinagoga è stata anche rinvenuta una pietra bianca con la forma di altare, o di mensa, decorata con immagini e fregi scolpiti. L'archeologo francescano fra Eugenio Alliata si è recato sul posto e ci racconta cosa ha visto.
Con un comunicato stampa di qualche giorno fa, l’Autorità per le antichità di Israele ha reso noto il ritrovamento dei resti di una sinagoga dei tempi di Gesù sulle rive del Lago di Galilea.
L’area sulla quale è stato fatto il ritrovamento è di proprietà della congregazione religiosa cattolica dei Legionari di Cristo, che proprio sulle rive del lago ha intenzione di erigere un centro d’accoglienza per i pellegrini.
Gli scavi archeologici, diretti da Dina Avshalom-Gorni e Arfan Najar, dell’Autorità per le antichità di Israele, hanno avuto inizio il 27 luglio scorso. A poco più di un mese dai primi ritrovamenti si sono aggiunti esiti inaspettati e sorprendenti: i resti di una sinagoga del I secolo, probabilmente distrutta negli anni della rivolta ebraica, tra il 66 e il 70 d.C.
La pietra chiara rinvenuta nella sinagoga riportata alla luce a Magdala. Sul lato anteriore, al centro, è visibile la menorah.
Nei giorni scorsi padre Eugenio Alliata, archeologo dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, ha compiuto un sopralluogo nel sito archeologico. Ecco la testimonianza della sua visita:
«Lo scavo è molto vasto e mostra soprattutto muri di case private e un canale antico fatto con grandi pietre rozze che segna il limite dell’area archeologica. La ceramica ritrovata tra le rovine (i cocci sono per gli archeologi un elemento fondamentale per la datazione – ndr) è tutta, e solo, del primo secolo. Ma la cosa più straordinaria è il ritrovamento della sinagoga, un edificio di 11 metri per 11, che presenta pareti intonacate e dipinte, banchine ai lati e una strana pietra bianca al centro fatta come un altare o mensa. Originariamente aveva addirittura i 4 corni agli spigoli, ma poi questi sono stati tagliati. La parte di sopra mostra una rosetta grande al centro con palme ai lati, due coppe e pani. Su una parete laterale è raffigurata una menorah, il candelabro a sette braccia, mentre sulle altre tre ci sono palme, rosette e melograni disposti dentro una serie di archetti».
La sinagoga è probabilmente una delle più antiche mai rinvenute (solo sette, questa inclusa, risalgono al periodo del primo tempio di Gerusalemme). Se verrà confermata la datazione del luogo di culto al primo secolo, è probabile che vi abbia pregato anche Gesù, perché Magdala, la città da cui proveniva Maria, detta appunto la Maddalena, era a quei tempi un centro urbano di grande importanza. E nella regione che circonda il lago Gesù si soffermò a lungo a pregare e in varie occasioni compì dei miracoli.
Secondo Dina Avshalom-Gorni, l’autore della menorah riprodotta sulla pietra probabilmente si recò a Gerusalemme, dove vide di persona il candelabro del tempio per poi riprodurlo.
La scoperta archeologica riveste enorme interesse per il mondo ebraico. Shuka Dorfmann, direttore dell’Autorità per le antichità di Israele, ha parlato di una ritrovamento straordinario e unico, il cui studio dovrà essere approfondito. A tal proposito, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, le autorità israeliane hanno chiesto di proseguire gli scavi nell’area della sinagoga. Si spera che i ritrovamenti siano preservati in loco e che vengano inclusi nel progetto del Magdala Center dei Legionari di Cristo, l’area che ospiterà un albergo per pellegrini della Terra Santa e un centro multimediale per mostrare con le nuove tecnologie il messaggio e la vita di Gesù.
Magdala, l’antica Migdal, dista solo sette chilometri dall’antica Cafarnao, luogo dove Gesù si stabilì durante il suo ministero pubblico. Il ritrovamento della sinagoga ha una significativa importanza anche per le origini del cristianesimo perché fino alla distruzione del Tempio di Gerusalemme i credenti in Cristo condividevano con gli ebrei le loro sinagoghe. Solo dopo la distruzione del Tempio, infatti, cominciò una più netta separazione tra ebrei e cristiani. È quindi probabile che nella sinagoga, dopo la morte e risurrezione di Gesù, si riunissero anche coloro che erano stati testimoni oculari della sua vita terrena e della sua predicazione. L’aula di preghiera, oltre ad essere frequentata da Gesù in persona durante la sua vita pubblica, sarebbe quindi stata testimone anche della nascita delle prime comunità giudeocristiane.
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Fonte: da Terra santa.net del 17 09.2009
Link: https://www.terrasanta.net/2009/09/madgala-ritrovata-la-sinagoga-dove-prego-gesu/
ISRAELE, SCOPERTA A MAGDALA UN'IMPORTANTE SINAGOGA DI DUEMILA ANNI FA
Lo scavo
Anno 2009 Importante scoperta in Israele, e per l’esattezza a Magdala, in Galilea (località nota in quanto città d’origine di Maria di Magdala, ovvero Maria Maddalena), dove è stata scoperta una sinagoga di duemila anni fa risalente al Periodo del Secondo Tempio. La scoperta è rilevante perché è la prima volta che due sinagoghe vengono ritrovate nello stesso insediamento del Periodo del Secondo Tempio, ovvero il periodo della predicazione di Gesù (la prima sinagoga fu scoperta dieci anni fa).
Gli scavi archeologici a Magdala vengono condotti dalla società Y.G. Contractual Archeology Ltd., guidata da Yehuda Govrin e sotto il patrocinio accademico dello Zinman Institute of Archaeology dell’Università di Haifa. Gli scavi sono portati avanti secondo una gara d’appalto lanciata da Netivei Israel (l’azienda pubblica delle infrastrutture) sotto forma di scavi di recupero come parte dell’espansione della “Route 90”, la grande autostrada che scorre lungo tutto il paese, dal confine con il Libano a nord fino al mar Morto a sud, e scorre proprio vicino a Magdala.
Affacciata sulla costa nordest del lago di Tiberiade, duemila anni fa Magdala era un grande insediamento ebraico. In seguito alla distruzione del Secondo Tempio, è stata la base principale per Yosef Ben Matityahu (Flavio Giuseppe) nella sua lotta contro i Romani in Galilea, nota come la “Grande Rivolta”. La zona est di Magdala è stata scavata più di dieci anni fa dalla Israel Antiquities Authority: la sinagoga che venne ritrovata in quell’occasione venne anch’essa fatta risalire al Periodo del Secondo Tempio. Un unico blocco di pietra venne svelato nel centro della sinagoga, costituendo il sostegno per il candelabro a sette braccia (Menorah). Gli archeologi pensano che l’artista che creò quel sostegno stava imitando la Menorah situata all’interno del Tempio: il blocco è tutt’ora visibile in una mostra dell’Israel Antiquities Authority presso la Yigal Allon House.
La sinagoga appena rinvenuta è un edificio ampio e squadrato costruito in basalto e calcare. Comprende una sala centrale e due ulteriori stanze. Le pareti della sala centrale sono rivestite di intonaco sia bianco sia colorato. In una piccola stanza sul lato sud della sala è stata ritrovata una mensola in muratura rivestita di intonaco: la stanza dunque potrebbe essere stata utilizzata per conservare pergamene.
L’edificio rinvenuto durante gli scavi del 2009 ha rappresentato la prima sinagoga del Periodo del Secondo Tempio ritrovata in Galilea e la nona dell’intero Paese. Ora, come anticipato, ne è stata ritrovata un’altra nello stesso villaggio. Il professor Adi Erlich, capo del Zinman Institute of archaeology presso l’Università di Haifa, sostiene: “Il fatto di aver trovato due sinagoghe dimostra che gli ebrei del Periodo del Secondo Tempio cercavano un luogo per incontri di carattere religioso e forse anche sociale.
La pietra che sostiene la Menorah dell’altra sinagoga di Magdala suggerisce che gli ebrei del luogo consideravano Gerusalemme come loro centro religioso e le loro attività locali hanno avuto luogo per via di questa centralità. La sinagoga che stiamo scavando adesso è vicina alla strada residenziale, mentre quella del 2009 era circondata da una zona industriale. Quindi le sinagoghe del luogo erano costruite all’interno del tessuto sociale del villaggio”.
“La scoperta di una seconda sinagoga in questo insediamento della Galilea”, commenta Dina Avshalom-Gorni, che fa parte del gruppo dei direttori dei lavori, “fa luce sulle vite sociali e religiose degli ebrei della zona in quell’epoca e riflette il bisogno di avere un edificio dedicato alla lettura delle Torah, allo studio e all’aggregazione. Possiamo immaginare che Maria Maddalena e la sua famiglia venissero proprio in questa sinagoga, assieme agli altri abitanti di Magdala, per prendere parte agli eventi religiosi e comunitari. La rivelazione di una seconda sinagoga getta nuova luce sulla vita comunitaria degli ebrei in Galilea, la regione dove, secondo il Nuovo Testamento, Gesù ha fatto i miracoli”.
“Il safety project che stiamo intraprendendo qui presso l’incrocio di Magdala”, afferma Shai Klartag di Netivei Israel, “giocherà un ruolo decisivo nel salvare vite umane e prevenire incidenti stradali. Come ingegnere di lungo corso, sono orgoglioso di avere il privilegio, grazie ai progetti attuali e a quelli futuri di Netivei Israel, di portare alla luce scoperte meravigliose come questa che proviene dallo splendido passato della Terra di Israele”.
Secondo Eli Escosido, Direttore Generale di Israel Antiquities Authority, “questa scoperta, ad opera di Israel Antiquities Authority e gli scavi dell’Università di Haifa che rivelano qualcosa di nuovo ogni giorno, è di grande importanza. Nelle prossime settimane raggiungeremo un accordo sull’apertura del sito al pubblico”.
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Fonte: da Finestre sull’arte del 12 dicembre 2021
Link:https://www.finestresullarte.info/archeologia/israele-scoperta-a-magdala-sinagoga-periodo-secondo-tempio
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