Esiste una verità scomoda che il mainstream cerca disperatamente di insabbiare: la salute pubblica è diventata l'ultima priorità di un sistema dominato dalla "Pharma-tirannia". Il meccanismo è ormai trasparente per chi vuole vedere: appena una molecola si dimostra efficace, sicura e — soprattutto — non brevettabile, scatta immediatamente il boicottaggio.
Se l'industria non può possedere una formula per decenni e venderla con ricarichi del 1000%, quella soluzione deve essere demonizzata, resa irreperibile o limitata per legge.
Il caso Ivermectina: l'accessibilità negata
L'Ivermectina è l'esempio più lampante. Un farmaco da premio Nobel, sicuro e a basso costo, la cui efficacia potenziale in oncologia e nelle malattie neurodegenerative è supportata da studi che nessuno vuole finanziare. La risposta del sistema? Renderlo un bene di lusso. In Italia, 100 compresse da 12 mg possono arrivare a costare oltre 600 euro. È un rincaro artificiale studiato per scoraggiarne l'uso: se una cura costa troppo, la massa vi rinuncia, spianando la strada ai farmaci biologici protetti da brevetto che costano migliaia di euro a seduta.
La guerra agli integratori e alle molecole naturali
Non si fermano ai farmaci; l'attacco è esteso a tutto ciò che permette all'individuo di gestire la propria salute in autonomia:
Melatonina: Un tempo acquistabile liberamente in qualsiasi dosaggio. Non appena la ricerca indipendente ha evidenziato il suo ruolo cruciale come oncostatico e antiossidante ad alte dosi, l'Europa ha imposto il limite di 1 mg per gli integratori. Oltre quella soglia, serve la ricetta. È la medicalizzazione della natura per fini di controllo.
NMN (Nicotinamide Mononucleotide): Fondamentale per la riparazione cellulare e la stabilità genomica. In Europa è bloccato nelle maglie burocratiche dei "Novel Food", mentre negli USA si tenta di riclassificarlo come farmaco per sottrarlo al mercato libero e metterlo sotto il controllo delle multinazionali.
Funghi Medicinali (come il Turkey Tail): Usati da millenni e validati da trial clinici per il supporto al sistema immunitario, subiscono restrizioni normative crescenti che ne rendono sempre più difficile la distribuzione.
Un sistema che preferisce il malato cronico
Dalla Somatostatina al Mebendazolo, la lista delle sostanze "orfane" perché troppo economiche è lunghissima. Siamo di fronte a una sanità opportunista che non investe sulla prevenzione reale o sulle cure a basso costo, ma preferisce mantenere la popolazione in uno stato di dipendenza farmacologica cronica.
La vera medicina non dovrebbe avere padroni né listini prezzi gonfiati artificialmente. È ora di rivendicare il diritto all'accesso a molecole che la scienza stessa ha dimostrato funzionare, ma che il profitto ha deciso di nascondere.
La salute non è un business sacrificabile sull'altare dei dividendi azionari.
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Fonte: https://x.com/Bluefidel47/status/2032904541990171053
UNIIA
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