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mercoledì 24 febbraio 2010

Egitto: Restaurato il più antico monastero del mondo




L'Egitto ha completato il restauro del monastero cristiano reputato il più antico del mondo, chiamato di Sant'Antonio.
Il monastero è reputato avere 1.600 anni. Il costo del progetto di restauro ha superato $ 14 milioni, sponsorizzato dal governo, e ha richiesto più di otto anni.
Il monastero è un luogo importante per i pellegrini cristiani copti.
Il restauro viene subito dopo l'incidente più grave in Egitto di violenza settaria in un decennio, quando sei copti sono stati uccisi nella notte di Natale.
La corrispondente BBC dal Cairo Yolande Knell dice che si spera che il monastero recentemente restaurato nella città di Suez si dimostri come un segno di convivenza tra la maggioranza musulmana d'Egitto e la minoranza cristiana.

Parlando del sito, il capo archeologo d'Egitto Zahi Hawass ha sottolineato che i lavori di restauro presso il monastero sono stati effettuati da parte dei musulmani. "L'annuncio che stiamo facendo oggi dimostra al mondo quanto siamo desiderosi di restaurare i monumenti del nostro passato, siano essi di cultura copta, ebraica o musulmana, " ha dichiarato Hawass.
Sant'Antonio si stabilì in una caverna nelle montagne remote vicino al Mar Rosso, alla fine del III secolo, a vivere in isolamento. Quando morì, i suoi seguaci costruirono il monastero e lo intitolarono al suo nome.
Il progetto ha restaurato un antico muro, una torre, due chiese principali e i quartieri dei monaci.


Fonte:  news.bbc  (5 Febbraio 2010)

(VR 24 febbraio 2010)

mercoledì 27 maggio 2009

Usa/ Giro di vite di Obama contro gli immigrati clandestiniPubblicato da peppecaridi su 19, Maggio, 2009





Maggiori controlli su quelli detenuti nelle prigioni locali 
– Roma, 19 mag. (Apcom) – 
L’amministrazione Obama sta ampliando un programma avviato dalla precedente amministrazione Bush per identificare gli immigrati clandestini detenuti nelle carceri locali, al fine di allontanarli dagli Stati Uniti. Lo riporta oggi il Washington Post, che cita fonti dell’amministrazione. I detenuti nelle carceri federali sono già sottoposti a scrupolosi accertamenti da parte delle autorità, ma nelle prigioni locali non è sempre possibile fare lo stesso per mancanza di tempo e di personale. L’amministrazione Obama intende invece dare un giro di vite nei confronti degli immigrati clandestini che hanno commesso reati, che saranno identificati attraverso le impronte digitali ed espulsi dal Paese. David Venturella, il funzionario dell’Immigrazione Usa che dirige questo programma, ha ricordato che il segretario per la Sicurezza Interna Janet Napolitano è stata “molto chiara” nell’affermare che la priorità dell’amministrazione è quella di allontanare dal Paese i clandestini che hanno commesso reati. Il programma è stato attivato in via sperimentale lo scorso ottobre in 48 contee nel Paese, inclusa la contea di Fairfax. Nel corso del 2009 saranno prese in esame le impronte digitali contenute nei registri di un milione di prigioni locali. Il programma è attivo anche in città come Los Angeles, Dallas, Houston, Miami, Boston e Phoenix, e le autorità ritengono che entro il 2012 coprirà quasi tutte le prigioni locali degli Stati Uniti.

Fonte: peppecaridi su 19, Maggio, 2009

venerdì 13 marzo 2009

Parigi Lustra La Ghigliottina




Presso l'Assemblea Nazionale francese sono ore di dibattito: si sta discutendo del futuro della gestione dei diritti di proprietà intellettuale online, si sta tracciando un solco nel quale gli attori del mercato dovranno muovere per difendere la propria attività. La dottrina Sarkozy attende di essere avallata dalle istituzioni.

Al senato era passata all'unanimità, fatta eccezione per l'astensione di sparuti rappresentanti dei cittadini. La loi Création et Internet è ora all'esame dell'Assemblée Nationale. L'obiettivo, ha spiegato del ministro della Cultura Christine Albanel, è quello di dissuadere i cittadini della rete dall'abusare della connettività: "se il downloading illegale si riducesse del 60 o del 70 per cento sarebbe una grande vittoria". Le armi che la legge potrebbe consegnare nelle mani dell'industria dei contenuti per tutelare mercato e legalità, armi che l'industria dei contenti ambisce ad imbracciare in mezzo mondo, sono missive e ghigliottine sulla connessione. Il primo avvertimento potrebbe giungere a mezzo email: una misura che dovrebbe scoraggiare molti dei downloader. Nel caso in cui entro sei mesi l'industria si trovi a riscontrare una nuova violazione in capo all'indirizzo IP dietro a cui si cela l'abbonato, il provider si troverà a dover recapitare una seconda ingiunzione. Il terzo avvertimento potrebbe arrivare per posta, con una raccomandata con ricevuta di ritorno.

Dopo la terza notifica, la disconnessione: i provider non dovranno concedere connettività a coloro che si siano macchiati di violazioni del diritto d'autore. Le pene potrebbero oscillare da un mese ad un anno: a comminarle, l'Haute Autorité pour la diffusion des ?uvres et la protection des droits sur Internet (Hadopi), l'autorità indipendente posta a presidio della ghigliottina francese. Non sarà l'autorità giudiziaria a fare da filtro tra i detentori dei diritti e i cittadini della rete: se il disegno di legge dovesse entrare in vigore, all'industria dei contenti basterà rastrellare indirizzi IP e chiedere all'Hadopi di intercedere presso i provider. Gli ISP potrebbero essere costretti a consegnare il nome dell'intestatario dell'abbonamento a cui è riconducibile l'indirizzo IP colto in fallo dall'industria, il cittadino potrà patteggiare o fare ricorso rivolgendosi all'autorità giudiziaria. Le autorità ritengono che l'individuazione e la punizione di un indirizzo IP sia la strada da battere, nonostante la stessa magistratura francese abbia riconosciuto che l'IP non consenta di delimitare una responsabilità individuale. Una volta identificato e avvertito l'intestatario dell'abbonamento, questa la dinamica che i relatori della legge prevedono si inneschi, sarà lui stesso ad operare il controllo e un'azione dissuasiva nei confronti dei fruitori della connettività che mette a disposizione, siano essi pargoli irretiti dalla rete o infidi piggybacker.

Non è ancora chiaro quanto costerà innescare il meccanismo di risposta graduale: le istituzioni meditano di stanziare 15 milioni di euro per sostenere le attività dell'autorità, ma la ripartizione dei capitoli di spesa sembra ancora da discutere. I provider potrebbero essere gli anelli della catena più penalizzati: si stima che possano dover spendere oltre 30 milioni di euro per sostenere il proprio ruolo di boia a tutela del diritto d'autore. Sembrerebbe trattarsi di un contrappasso: la motivazione di un alto tasso di pirateria, ha denunciato il ministro Albanel, sarebbe da imputare alle offerte di banda illimitata messe a disposizione degli ISP. 

Sono finora oltre 400 gli emendamenti depositati. Una volta illustrato il testo della legge, l'Assemblea Nazionale passerà al vaglio le altre istanze proposte. C'è chi ambisce ad abolire i sistemi DRM, una volta che le violazioni siano scoraggiate con la minaccia della disconnessione, c'è chi vorrebbe scongiurare il rischio che agli intermediari venga imposto l'onere di filtrare i contenuti in rete, c'è chi sembrerebbe invece voler imporre ai gatekeeper della rete di incanalare i cittadini verso offerte legali messe in campo per contrastare i traffici illeciti. Con ogni probabilità si deciderà solo dopo la fine del mese di marzo.

Se il dibattito parlamentare si sopirà e verrà rimandato di settimane per lasciare spazio ad altre priorità, il confronto fuori dall'Assemblea infuria. La spaccatura non risparmia la stessa maggioranza: "Internet non è un giocattolo - ha denunciato Lionel Tardy, deputato dell'UMP, facendo riferimento all'orientamento espresso in sede europea - ma un servizio universale". Per questo motivo Tardy chiede la mediazione dell'autorità giudiziaria: solo un magistrato può decidere di delimitare la libertà di esprimersi e di informarsi che spettano al cittadino. Sulle sanzioni vertono inoltre numerose delle critiche mosse alla loi Création et Internet: c'è chi ritiene la disconnessione una misura troppo radicale, e propone di convertirla in un'ammenda, garantendo così l'accesso a servizi di utilità fondamentale.

I cittadini della rete, nel contempo, organizzano la mobilitazione e tentano di insinuare nel Palazzo il concetto di licenza globale per accedere alle opere, che garantirebbe la possibilità di attingere a flussi di contenuti senza per questo privare i detentori dei diritti dell'equo compenso che spetta loro. Basterebbero tra i due e i sette euro al mese, spiega Philippe Aigrain, cofondatore dell'associazione a tutela dei diritti dei netizen La Quadrature du Net: qualora aderissero 18 milioni di utenti si potrebbe ricompensare abbondantemente tutta la filiera dell'audiovisivo.

Fonte: Gaia Bottà da Punto informatico del 13,aprile,2009

giovedì 4 dicembre 2008

Bisogna terrorizzare le masse. Il terrore è importante




Bisogna terrorizzare le masse. Il terrore è importante. Per fare questo bisogna usare una saggia e insinuante propaganda “popolare”, cioè di basso livello mentale. Il livello spirituale della gente deve essere portato tanto più in basso quanto più numerosa è la massa che si vuole attirare. Più bassa è la zavorra conoscitiva, tanto più impressionante sarà il successo.
La capacità di comprensione delle grandi masse è molto limitata. Occorre far leva sull’Ignoranza. E’ la nostra più grande alleata. Nelle masse la possibilità di capire è piccola ma quella di dimenticare è grandissima.
Bisogna limitarsi a poche frasi pronunciate con voce tonante e usarle come se quella voce provenisse da Dio, affinché perfino l’ ultimo degli uomini sia mosso da queste parole. La bugia, anche la più spudorata menzogna, è importante e in essa vi è sempre incluso un certo fattore di credibilità.
Le grandi masse, nella primitiva semplicità delle loro menti, possono essere facilmente da noi corrotte e così resteranno più agevolmente vittime di una enorme bugia piuttosto che di una piccola menzogna, perchè tutti gli uomini sono un po’ bugiardi e dicono piccole bugie, ma si vergognerebbero e non si azzarderebbero mai a dire menzogne troppo grandi. Quindi credono che le enormi bugie non siano vere bugie e addirittura le ritengono grandissime verità.
Fonte: Mein Kampf