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giovedì 7 agosto 2025

IL BUCO DI VISO IL PRIMO TRAFORO ARTIFICIALE DELLE ALPI



Nel 1480, quando l'Europa stava ancora uscendo dal Medioevo, qualcuno prese una decisione che oggi ci sembra pazzesca: bucare letteralmente una montagna pur di non pagare una tassa.

Stiamo parlando del Buco di Viso, il primo traforo artificiale delle Alpi. Pensate: a 2882 metri di altitudine, con tecnologie medievali, un gruppo di uomini scavò 75 metri di tunnel nella roccia viva. Non per scopi militari o di prestigio, ma per una ragione molto più prosaica.

Il sale.

I mercanti del marchese di Saluzzo dovevano trasportare il prezioso sale dalla Provenza, ma i dazi imposti dai Savoia sui valichi tradizionali stavano rovinando i loro affari. La soluzione? Creare una "strada segreta" attraverso la montagna.

Con picconi, martelli e una determinazione incredibile, in appena due anni realizzarono quello che oggi considereremmo un'opera di alta ingegneria. Ma la cosa più pazzesca? Dopo quasi 550 anni, quel tunnel è ancora percorribile.

venerdì 21 febbraio 2025

UNA CURIOSITÀ SU BERNARDINO ZENDRINI "CAMUNO PER NASCITA PER MERITI VENETO"

 

Fotografia: Riccardo Roiter Rigoni - Il Murazzo di Ca' Roman visto durante un passaggio aereo con un Cessna 152

 

 

La vista aerea del Murazzo di Ca' Roman, sull'isola di Pellestrina, è un qualcosa d'incredibile oltre che fonte di emozioni!

La sua realizzazione è opera non di un veneziano ma di un lombardo proveniente dalle montagne: Bernardino Zendrini, nato a Valle (Saviore dell'Adamello), in Val Camonica nel 1679.

Curioso sapere che, nel 1700 si laureò in medicina, a Padova e che, seppure per poco tempo, esercitò la professione di medico.

Nel 1704 si trasferì a Venezia e, nel 1708, a seguito di una tromba d'aria marina scrisse un' interessante dissertazione dove dimostrò di aver intuito le leggi della gravità e le teorie circa l'elettricità e le proprietà dei corpi gassosi.

A lui, come noto, è attribuita la "paternità " dei Murazzi, le barriere artificiali in pietra d'Istria cementate con malta idraulica pozzolana costruite tra Pellestrina e Chioggia per difendere la laguna dalle azioni del mare.

Il Murazzo di Ca' Roman, in particolar modo era stato ideato da Padre Vincenzo Coronelli.

Quindi, si può dire che questo spettacolare "muro sull'acqua" è opera di.un sacerdote e di un medico...

Tornando nello specifico su Bernardino Zendrini è interessante sapere che la sua considerazione a Venezia fu talmente grande che il Senato veneziano gli fece erigere un busto marmoreo nel Palazzo Ducale di Venezia presso il quale si può leggere la seguente scritta: "Bernardino Zendrini, matematico della Repubblica, per nascita Camuno, per meriti Veneto".

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Fonte: srs di  Riccardo Roiter Rigoni - Debora Gusson , da Facebook “Rii Interai,


venerdì 17 gennaio 2025

UN ALBERO DI 42000 ANNI FA

 



Un albero sepolto per 42.000 anni ha offerto agli scienziati una visione senza precedenti del campo magnetico terrestre durante un evento di quasi inversione.

L'antico albero, dissotterrato durante l'espansione dell'impianto geotermico a Ngāwhā, misura 65 piedi di lunghezza e 8 piedi di diametro.

La datazione al radiocarbonio rivela che è vissuto tra 41.000 e 42.500 anni fa, durante un periodo noto come Escursione di Laschamp, quando i poli magnetici della Terra vacillarono ma non si invertirono completamente.

Gli anelli di crescita del kauri hanno preservato una cronologia dettagliata di questo sconvolgimento magnetico, offrendo spunti su come i cambiamenti nel campo magnetico terrestre influenzano il pianeta.

mercoledì 11 dicembre 2024

L’ASTROFISICA AVVERTE DELL’IMMINENTE PICCOLA ERA GLACIALE: “È GIÀ INIZIATA”



La professoressa astrofisica Valentina Zharkova spiega che non è la CO2, ma è il Sole a guidare il cambiamento climatico e, a causa della sua attività in diminuzione, dovremmo essere pronti per un periodo più freddo.

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“La CO2 non è un gas cattivo”, afferma Valentina Zharkova, docente presso la Northumbria University di Newcastle, nel Regno Unito. Al contrario, sottolinea che tutti i centri di giardinaggio la utilizzano nelle loro serre per rendere le piante rigogliose e verdi. “In realtà abbiamo un deficit di CO2 nel nostro pianeta, che è da tre a quattro volte inferiore a quello che le piante vorrebbero”, osserva l’esperta, aggiungendo che nel corso della storia del nostro pianeta la percentuale di CO2 nell’atmosfera è stata a livelli molto più alti di quelli attuali.

Infatti, nel corso degli ultimi 140 milioni di anni, la quantità di CO2 nell’atmosfera è in costante diminuzione e solo ora inizia leggermente a salire. Attualmente è di circa 420 parti per milione (ppm), ovvero lo 0,042%. 140 milioni di anni fa, era stimato a 2.500 ppm (0,25%), circa sei volte superiore. In queste quantità significava anche un mondo più verde e più ricco di biodiversità. Se le emissioni di CO2scendessero al di sotto di 150 ppm (0,015%), significherebbe l’estinzione della vegetazione e di ogni altra forma di vita. All’estinzione ci siamo avvicinati molto durante l’ultimo massimo glaciale, quando il CO2 era a 182 ppm (0,018%).

sabato 9 novembre 2024

LA PRIMA RAPPRESENTAZIONE DI UN GHIACCIAIO DELLE ALPI

 



Se domandate ad un "esperto" quale sia stato il primo "essere vivente" ad aver "dipinto" un ghiacciaio, avete ottime possibilità di sentirvi ripetere il nome dello svizzero Caspar Wolf, nato nel 1735 nel canton Argovia e morto nel 1783 ad Heidelberg, in Germania.

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Se domandate quale sia stato il primo ghiacciaio "dipinto" della storia, cominciano maggiori problemi.





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Se domandate quale sia la primissima occasione della storia nella quale sia stata nominata la "parola ghiacciaio", torniamo in campo "un pò più sicuro": il 1783.


martedì 5 novembre 2024

IL MARE PERDUTO DELLA LOMBARDIA: IL MITICO LAGO GERUNDO

 

Fra i laghi paludosi della pianura padana, uno dei più notevoli e tardi a scomparire fu senza dubbio il lago Gerundo. Questa grande regione acquitrinosa era formata dal disordine alluvionale dei fiumi Adda, Oglio e Serio (ed anche del Lambro e del Silero), e perciò copriva – pur con confini continuamente variabili – l’intero ampio territorio compreso fra la provincia bergamasca meridionale e la provincia superiore di Cremona, con tutto il Cremasco e il Lodigiano. Il perimetro del lago era variabile, spesso in periodi di siccità spariva del tutto, lasciando pochi acquitrini o paludi.

 

Quante volte abbiamo sentito la frase: “Se Milano avesse il mare…” senza immaginare che un tempo non avrebbe avuto senso dirlo. Infatti, tre millenni fa, quando i celti stabilirono i primi insediamenti nella pianura in cui sarebbe sorta Milano, a pochi chilometri un mare c’era davvero, e vi rimase anche se in forma sempre più ridotta fino al primo medio evo.

Era il lago (o mare) Gerundo.

 

Pare che il Gerundo si estendesse tra i fiumi Adda e Serio fin dalla preistoria, comprendendo quindi non solo i territori di Milano e dintorni ma anche le provincie di Lodi, Cremona e Bergamo.

 

Si trattava dell’ultimo ricordo di quando il ritirarsi dei ghiacciai aveva innalzato i mari fino che inondarono la pianura fin quasi sotto le Alpi, lasciando al centro della Lombardia un vasto specchio di acque salmastre.

venerdì 24 maggio 2024

L’IMPATTO DISASTROSO DI 12.000 ANNI FA

 



Una gigantesca catastrofe ha cancellato molte civiltà circa 12.000 anni fa, e potrebbe accadere ancora. Questo è quanto hanno scoperto diversi ricercatori recentemente. Cerchiamo di capire di cosa parliamo. 

Abu Hureyra è uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Situato a Nord della Siria, è il sito archeologico dove si trovano le più antiche tracce di attività agricola da parte dell’uomo. Gli archeologi vi hanno trovato i resti di diversi tipi di cereali, inclusa la segale. Il sito è datato a circa 13.000 anni fa. Dai resti ritrovati, si nota che circa 1.300 anni dopo che era stata abitata, di colpo la popolazione di Abu Hureyra è andata via, o per qualche motivo, gran parte di essa non esisteva più.

Fino a poco tempo fa non si capiva cosa potesse aver causato tutto questo. Analizzando i resti di Abu Hureyra, recentemente i ricercatori hanno trovato delle microsfere di vetro fuso presenti praticamente su ogni cosa, sia nei resti biologici, sia nei resti in muratura, sia sul terreno. Hanno anche trovato nanodiamanti e tracce di suessite, un minerale raro sulla Terra, ma comune nei meteoriti. Sono state rinvenute tracce di minerali ricchi di cromo, ferro, nichel, solfuri, titanio, ferro, platino e iridio, minerali che tipicamente compongono gli asteroidi.

domenica 19 maggio 2024

SCOPERTO UN RAMO PERDUTO DEL NILO, SCORREVA VICINO ALLE PIRAMIDI.

 


Immagine: Il Ramo di Ahrmat confina con un gran numero di piramidi risalenti all'Antico Regno fino al 2 ° Periodo Intermedio e che abbracciano le Dinastie 3 e 13.

 

 


Quindi ci sono nuove ipotesi sulla costruzione della catena di Piramidi.

Alcune costruzioni potrebbero essere inizialmente sorte accanto a questo ramo, oramai secco, del fiume Nilo. Il ramo perduto potrebbe essersi seccato a causa di un maggiore accumulo di sabbia portata dal vento.

Utilizzando l'imaging satellitare e l'analisi dei nuclei di sedimenti, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment ha mappato un ramo prosciugato del Nilo lungo 64 chilometri a lungo sepolto sotto i terreni agricoli e il deserto. 

 

"Anche se sono stati compiuti molti sforzi per ricostruire i primi corsi d'acqua del Nilo, sono stati in gran parte limitati alla raccolta di campioni di suolo provenienti da piccoli siti, il che ha portato alla mappatura solo di sezioni frammentate degli antichi sistemi di canali del Nilo", ha affermato l'autore principale dello studio. Eman Ghoneim, professore e direttore dello Space and Drone Remote Sensing Lab presso il dipartimento di Scienze della Terra e dell’oceano dell’Università della Carolina del Nord Wilmington. 

mercoledì 27 marzo 2024

LE MAROGNARE, I MURI A SECCO DEL PASSATO SUI NOSTRI MONTI


 El marognìn 


I muri a secco che ridisegnano a gradini i pendii delle nostre montagne veronesi vengono propriamente denominati nel dialetto veronese con il termine di “marognàre”, un termine che nella lingua italiana designa propriamente un informe mucchio di pietre. 

Le “marognàre” sono invece il frutto di una secolare tecnica costruttiva. 

 

La "marogna", da cui “marognàra” e lo stesso cognome Marogna, veniva realizzata in passato con l’antica tecnica del muro a secco, venivano impiegati cioè solo dei sassi, di diversa grandezza, senza alcun tipo di legante. 

Le pietre venivano riposte manualmente nel “dèrlo” (gerla) e trasportate a schiena o sulle “barèle” (carriole di montagna prive di ruota) e venivano raccolte un tempo anche per liberare il terreno e renderlo coltivabile. 


sabato 28 gennaio 2023

QUANDO, NEL 1941, DA “STUDI BOTANICI” CHE SULLE ALPI “NON AVEVA MAI FATTO TANTO FREDDO COME ADESSO”

 

Vue de la Testa Grigia


Quando, nel 1941, emerse dall’unione migliaia di “studi botanici” che sulle Alpi “non aveva mai fatto tanto freddo come adesso”, nessuno in ambiente “universitario” si strappò le vesti, perché “il concetto” era già stato ampiamente sdoganato nel 1919 dall’ingegnere francese Paul Mougin, autore di una faraonica ricerca sui ghiacciai del Monte Bianco.

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Alla “presentazione ufficiale” dei risultati, l’ingegnere rispose alla domanda di un giornalettaio “ma perché non esiste alcuna informazione sui ghiacciai del Monte Bianco precedente la fine del ‘500?”, con un laconico “perché non esistevano”.

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Quindi, 22 anni dopo, l’argomento era già chiuso.

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Quando, un’altra ventina di anni dopo, la “grande ricerca botanica” scoprì piante di uva da vino “con ancora le radici a terra” nei pressi di Zmutt e Findelen, a quote superiori i 2200 metri “sopra Zermatt”, Svizzera, nessuno si strappò le vesti alla notizia (“radiodatata”) che “fiorirono rigogliose fino al periodo rinascimentale”, nessuno imbrattò un Van Gogh alla notizia che gli stessi due “tipi di vite” oggigiorno maturano solo fino a 1500-1700 “più giù”/più a valle.