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giovedì 11 dicembre 2008

Gli «OSCAR» dell’Editoria. L’Arena miglior quotidiano locale 2008




Ai «Media Awards» dedicati a qualità ed innovazione, il riconoscimento come miglior giornale locale italiano alla testata veronese. L’«Oscar» dei giornali assegnato a «L’Arena di Verona»

Il Corriere della Sera (miglior quotidiano nazionale), Tg5 (miglior telegiornale), l’Ansa (miglior agenzia), il Gr24 (miglior radiogiornale), Il Corriere.it (miglior sito di notizie), Il Secolo XIX di Genova (miglior quotidiano regionale), L’Arena (miglior quotidiano provinciale con Il Tirreno) sono i vincitori dei Media Awards 2008, il premio promosso da ItaliaOggi, assegnato per la prima volta quest’anno non a singoli giornalisti o direttori, bensì alle testate che nei vari segmenti hanno «espresso i prodotti di migliore qualità e più innovativi». La giuria, presieduta da Pierluigi Magnaschi (già direttore dell’Ansa) era composta da sessanta tra giornalisti, editori, esperti di comunicazione, imprenditori, semiologi, pubblicitari e sociologi, italiani e stranieri. 23

Il consigliere  delegato Alessandro Zelger: «Un risultato frutto dell’impegno di tutti»
Il direttore Cattaneo: «Grande segno della professionalità dei giornalisti»

Assegnati a Milano i Media Awards 2008, gli «oscar» dell'editoria, dedicati alle imprese editoriali che, nei vari segmenti dei media, hanno espresso i prodotti di migliore qualità e più innovativi. Ad aggiudicarsi il titolo di miglior quotidiano locale è stata «L'Arena» di Verona.
A decidere i vincitori una giuria di 60 esperti italiani e stranieri composta da giornalisti, editori, esperti di comunicazione, imprenditori, semiologi, pubblicitari e sociologi presieduta da Pierluigi Magnaschi (già direttore del Sole 24 Ore e dell'Ansa). Un universo di competenze che è stato mobilitato per individuare, in piena autonomia e con oggettività ed autorevolezza, il meglio che è stato espresso nel 2008 dal complesso mondo italiano dei media (che va dal quotidiano al sito Internet; dal Tg nazionale al mensile di nicchia, passando per le agenzie e i settimanali).
Il meglio è stato scelto per poterlo segnalare come benchmark alla comunità mediatica, economica e culturale.
«Questo importante riconoscimento a livello nazionale ed internazionale - ha detto il consigliere delegato di Athesis, Alessandro Zelger - è il risultato in primo luogo della lungimiranza degli azionisti, che hanno garantito investimenti pur in un momento non facile, e inoltre del grande e continuo impegno e professionalità che hanno espresso tutti coloro che lavorano in azienda, giornalisti, tipografi e ogni altro nostro collaboratore. Oggi abbiamo rotative modernissime, una grafica nuova e stiamo affrontando ben preparati le nuove sfide di Internet - ha concluso Zelger. - In ogni caso consideriamo questo premio un ulteriore e stimolante punto di partenza per traguardi futuri sempre più ambiziosi ».

«Dopo venticinque anni non era facile cambiare l'immagine di un giornale storico come il nostro - ha detto a sua volta il direttore del giornale Maurizio Cattaneo - ma la redazione ha risposto con grande professionalità, entusiasmo e compattezza alla nuova sfida: quella di coniugare innovazione e tradizione. Ed i lettori ci hanno premiato». «Oggi L'Arena - ha concluso Cattaneo - credo sia davvero il più bel giornale locale italiano».
Alla serata meneghina, organizzata da Italia Oggi e trasmessa da Class Tv erano presenti tutti i maggiori editori e direttori italiani di giornali, periodici televisioni. Premiati, tra gli altri, Corriere, Canale 5, La 7 e radio 2.

Fonte:L’arena di Verona del 12,12,08

giovedì 4 dicembre 2008

Bisogna terrorizzare le masse. Il terrore è importante




Bisogna terrorizzare le masse. Il terrore è importante. Per fare questo bisogna usare una saggia e insinuante propaganda “popolare”, cioè di basso livello mentale. Il livello spirituale della gente deve essere portato tanto più in basso quanto più numerosa è la massa che si vuole attirare. Più bassa è la zavorra conoscitiva, tanto più impressionante sarà il successo.
La capacità di comprensione delle grandi masse è molto limitata. Occorre far leva sull’Ignoranza. E’ la nostra più grande alleata. Nelle masse la possibilità di capire è piccola ma quella di dimenticare è grandissima.
Bisogna limitarsi a poche frasi pronunciate con voce tonante e usarle come se quella voce provenisse da Dio, affinché perfino l’ ultimo degli uomini sia mosso da queste parole. La bugia, anche la più spudorata menzogna, è importante e in essa vi è sempre incluso un certo fattore di credibilità.
Le grandi masse, nella primitiva semplicità delle loro menti, possono essere facilmente da noi corrotte e così resteranno più agevolmente vittime di una enorme bugia piuttosto che di una piccola menzogna, perchè tutti gli uomini sono un po’ bugiardi e dicono piccole bugie, ma si vergognerebbero e non si azzarderebbero mai a dire menzogne troppo grandi. Quindi credono che le enormi bugie non siano vere bugie e addirittura le ritengono grandissime verità.
Fonte: Mein Kampf

L’albo mussoliniano dei giornalisti






A Venezia, Hitler, al primo incontro con Mussolini, si presentò vestito con un impermeabile sgualcito.  Il duce e i suoi ministri erano in divisa, fez, stivali, fasci littori e bandiere.  Mancavano solo gli schiavi africani con le trombe vestiti di pelle di leone. Da allora Hitler decise di copiare tutto dal fascismo. Tranne una cosa:  l’albo professionale dei giornalisti, non aveva abbastanza pelo sullo stomaco.
Mussolini creò nel 1925, unico al mondo, un albo nel quale si dovevano iscrivere i giornalisti.
L’albo era controllato dal Governo e messo sotto la tutela del ministro della Giustizia.

Nel 1963 l’albo divenne con una nuova legge ordine professionale dei giornalisti con regole, pensione, organismi di controllo, requisiti di ammissione.  Una corporazione con dei saldi principi.
Infatti nella legge 69/1963 è scritto che: è diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, mentre è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede.

Einaudi scrisse: “L’albo obbligatorio è immorale, perché tende a porre un limite a quel che limiti non ha e non deve avere, alla libera espressione del pensiero. Ammettere il principio dell’albo obbligatorio sarebbe un risuscitare i peggiori istituti delle caste e delle corporazioni chiuse, prone ai voleri dei tiranni e nemiche acerrime dei giovani, dei ribelli, dei non-conformisti”
Berlinguer  aggiunse: “Io sono contrario al requisito di qualsiasi titolo di studio per la professione di giornalista, perché considero questo come una discriminazione assurda, una discriminazione di classe, contraria alla libertà di stampa e alla libera espressione delle proprie opinioni”.
L’informazione è libera e l’ordine dei giornalisti limita la libertà di informazione.
Fonte:  liberamente tratto da Bebbe Grillo,  25.01.2008


La prima regola del grande cronista






Ricorda la prima regola del grande cronista: se non puoi verificare, inventa!
Fonte: Da “PKNA, Paperinik New Adventures; n um.12