La nostra capacità di provare empatia è (o dovrebbe essere) influenzata dalla percezione della correttezza morale delle altre persone.
Provare empatia verso una vittima è giusto, provare empatia verso un assassino che viene arrestato no.
Se si perde questa differenza, il mondo va a ramengo.
Ma è proprio quello che accade di media fra uomini e donne.
Ma andiamo alla ricerca attraverso l'uso della risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno osservato le reazioni cerebrali di uomini e donne mentre guardavano persone che partecipavano ad un gioco ricevere stimoli dolorosi quando giocavano correttamente.
In questo caso, entrambi i sessi manifestavano una naturale attivazione delle aree cerebrali legate al dolore, come la corteccia fronto-insulare e la corteccia cingolata anteriore, quando vedono soffrire una persona che si è comportata onestamente.
Empatia, in una situazione in cui era corretto provarla.
Ma quando gli stimoli dolorosi sono stati applicati a chi truffava giocando, la risposta empatica diminuiva nei maschi significativamente in favore di una forte attivazione dei centri del piacere e della ricompensa, un fenomeno che correla con un espresso desiderio di vendetta.
NELLE DONNE NO, provavano dispiacere anche quando ad essere puniti erano i truffatori.
Mentre le donne tendono a mantenere una risposta empatica più costante, negli UOMINI la punizione fisica di un individuo ritenuto scorretto viene elaborata dal cervello come un evento gratificante, un meccanismo che supporta a livello neurale il concetto di "giustizia o punizione altruistica" PER MANTENERE L'ORDINE SOCIALE.
PIÙ DONNE AL POTERE, MENO ORDINE SOCIALE.
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Ricerca:
Singer, T., Seymour, B., O'Doherty, J. P., Stephan, K. E., Dolan, R. J., & Frith, C. D. (2006). Empathic neural responses are modulated by the perceived fairness of others. Nature, 439(7075), 466–469
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC2636868/

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