domenica 26 maggio 2024

DIVOC

 



Il dibbuk, dibuk, o dybbuk (in yiddish: דיבוק, dal verbo ebraico: דָּבַק davak, "attaccarsi", "aderire") nella tradizione ebraica è uno spirito maligno o un'anima in grado di possedere gli esseri viventi.

 

venerdì 24 maggio 2024

L’IMPATTO DISASTROSO DI 12.000 ANNI FA

 



Una gigantesca catastrofe ha cancellato molte civiltà circa 12.000 anni fa, e potrebbe accadere ancora. Questo è quanto hanno scoperto diversi ricercatori recentemente. Cerchiamo di capire di cosa parliamo. 

Abu Hureyra è uno dei siti archeologici più importanti al mondo. Situato a Nord della Siria, è il sito archeologico dove si trovano le più antiche tracce di attività agricola da parte dell’uomo. Gli archeologi vi hanno trovato i resti di diversi tipi di cereali, inclusa la segale. Il sito è datato a circa 13.000 anni fa. Dai resti ritrovati, si nota che circa 1.300 anni dopo che era stata abitata, di colpo la popolazione di Abu Hureyra è andata via, o per qualche motivo, gran parte di essa non esisteva più.

Fino a poco tempo fa non si capiva cosa potesse aver causato tutto questo. Analizzando i resti di Abu Hureyra, recentemente i ricercatori hanno trovato delle microsfere di vetro fuso presenti praticamente su ogni cosa, sia nei resti biologici, sia nei resti in muratura, sia sul terreno. Hanno anche trovato nanodiamanti e tracce di suessite, un minerale raro sulla Terra, ma comune nei meteoriti. Sono state rinvenute tracce di minerali ricchi di cromo, ferro, nichel, solfuri, titanio, ferro, platino e iridio, minerali che tipicamente compongono gli asteroidi.

domenica 19 maggio 2024

SCOPERTO UN RAMO PERDUTO DEL NILO, SCORREVA VICINO ALLE PIRAMIDI.

 


Immagine: Il Ramo di Ahrmat confina con un gran numero di piramidi risalenti all'Antico Regno fino al 2 ° Periodo Intermedio e che abbracciano le Dinastie 3 e 13.

 

 


Quindi ci sono nuove ipotesi sulla costruzione della catena di Piramidi.

Alcune costruzioni potrebbero essere inizialmente sorte accanto a questo ramo, oramai secco, del fiume Nilo. Il ramo perduto potrebbe essersi seccato a causa di un maggiore accumulo di sabbia portata dal vento.

Utilizzando l'imaging satellitare e l'analisi dei nuclei di sedimenti, un nuovo studio pubblicato sulla rivista Communications Earth & Environment ha mappato un ramo prosciugato del Nilo lungo 64 chilometri a lungo sepolto sotto i terreni agricoli e il deserto. 

 

"Anche se sono stati compiuti molti sforzi per ricostruire i primi corsi d'acqua del Nilo, sono stati in gran parte limitati alla raccolta di campioni di suolo provenienti da piccoli siti, il che ha portato alla mappatura solo di sezioni frammentate degli antichi sistemi di canali del Nilo", ha affermato l'autore principale dello studio. Eman Ghoneim, professore e direttore dello Space and Drone Remote Sensing Lab presso il dipartimento di Scienze della Terra e dell’oceano dell’Università della Carolina del Nord Wilmington. 

giovedì 16 maggio 2024

LE FONTI SCIENTIFICHE UFFICIALI NON SONO LA VERITA’ ASSOLUTA

 


 

E non pensare che le fonti  ufficiali scientifiche che ritrovi sulle più blasonate riviste scientifiche siano la verità assoluta…   se va bene sono veritiere  al 50% per cento…è proprio li che devi dare il massimo delle tue capacità nell’esercizio discernimento…Te lo faccio confermare con lo scritto di un direttore di rivista scientifica: 

La dottoressa Marcia Angell, per molti anni capo del «New England Mèdical Journal»,  rivista medica di enorme prestigio, scriveva 

«È semplice: non si può più credere alla gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata né fidarsi del giudizio dei medici di fiducia di linee guida mediche autorevoli. lo non mi rallegro di questa conclusione cui sono arrivata lentamente e con riluttanza dopo i miei due decenni come  direttrice del "New England Journal of Medicine'"?» 

 

«Spesso le riviste mediche o le industrie farmaceutiche che pagano la ricerca omettono i risultati negativi di un nuovo farmaco o di una nuova procedura che possono dimostrare più danno che utilità» è invece ciò che pubblica «Science» 78. 

 

Senza insistere troppo sull'argomento….John Ioannidis della Stanford University, ha scritto: 

«Attualmente cresce la preoccupazione che i risultati delle ricerche pubblicate siano falsi e che nella ricerca moderna questi falsi risultati potrebbero essere la maggioranza delle pubblicazioni. L' 80% degli studi di ricerca non randomizzati'" (il tipo più comune di studio), insieme al 25% di studi randomizzati, sono errati. Io resto incredulo: questi studi sono pubblicati su riviste mediche riconosciute ed importanti. Questi numeri indicano che gran parte di ciò che i nostri medici ci prescrivono è sbagliato" 

 

E  Ioannidis continua affermando che non di rado i ricercatori pubblicano risultati dichiarando essere quelli di una ricerca quando, invece, tali non sono. 

 

 

 

 

domenica 12 maggio 2024

QUA FINISCE L'IO

 


Qua   finisce l'io della superbia

Qui finiscono le gelosie. 

Qui finiscono le liti per i confini e per l'eredità. 

Qui finiscono tutti i risentimenti.

Qui finiscono tutti i malintesi. 

Qui finiscono le convinzioni. 

Qui finiscono gli odì, i soldi, le proprietà. 

Qui finiscono i dispetti. 

Qui finiscono le fantasie. 

Finiscono gli abbracci mai dati, le carezze mai avute, le parole dolci che non abbiamo speso. 

Qui si pareggia tutto, perché non siamo niente, se non l'espressione fisica della nostra anima che torna al luogo della Verità.

In questa vita siamo solo di passaggio…. 

Vogliamoci bene, viviamo  pienamente,  e cerchiamo di essere felice mentre siamo qui, perché da qui non porteremo via nulla,  se non   l'amore   che abbiamo dato.

 

 

sabato 11 maggio 2024

IL FRICO

 


Una breve storia  del frico,   uno dei cibi più conosciuti ed apprezzati in Friuli e dai friulani nel mondo 

 

Ho trovato su un vecchio libo friulano la storia del Frico e siccome presumo sia abbastanza veritiera ve la voglio far conoscere. 

Il nome Frico pare derivi da una pietanza simile della cucina francese chiamata Fricò e anche in Friuli pare si chiamasse così fino all’800 quando l’accento scomparve e il nome fu quello attuale. 

Si racconta che il primo Frico sia stato cucinato in Carnia per poter usare tutti i pezzetti di formaggio rimasti in cucina o come residui delle forme in latteria. L’aggiunta di patate fu necessaria perché la pietanza non venisse tanto dura visto che a quei tempi soprattutto gli anziani avevano molti problemi di denti. 

La prima vera testimonianza scritta però la troviamo già nel lontano ‘400 quando un certo Martino, cuoco raffinato del Patriarca di Aquileia Ludovico Trevisan, che fu in carica dal 1439 al 1465, lasciò uno scritto su cui scriveva la sua ricetta del Frico a cui lui aggiungeva cannella e zucchero. Il famoso cuoco diceva che lui usava solo formaggio di quello migliore cotto nel burro e l’aggiunta della cannella, come già detto, era solo dovuta alla golosità del Patriarca.

 

Adesso i tipi di Frico sono molti, da quello “morbido” cotto con aggiunta di patate, cipolle, altre verdure o salsiccia, a quello più “asciutto” in cui viene cotto del formaggio grattugiato o tagliato a fettine nel burro o nell’olio. 

Un cibo povero ma che piace a tutti, dai più piccoli ai più grandi, dai più abbienti ai più miseri, dagli italiani agli americani e via di questo passo fino ad arrivare sulle tavole dei migliori ristoranti che lo propongono assieme alla poverissima polenta, ora divenuta gradita pietanza ricercata e richiesta come rarità.

 

Eugenia Monego

 

 

venerdì 10 maggio 2024

RICETTA BASE PER IL GOULASCH


  

Questa è la ricetta di mio marito, perché questo piatto lo prepara sempre lui. ( Lo cucinava quando era cuoco e lavorava nei ristoranti)




Ingredienti per il goulasch ( per 4 persone)

• 800 g manzo di taglio anteriore (girello o sottospalla)

• 300 g di cipolle 

• 80 ml di olio extravergine d'oliva

• 1 bicchiere di vino rosso

• 1 cucchiaino di paprica forte
o quanto basta per i propri gusti 

sale quanto basta
Farina bianca, quanto basta per infarinare i pezzi di carne 

Come carne va bene anche il taglio detto cappello del prete. Quello che ho usato io. Basta sia tagliato a pezzi non troppo piccoli. 

Infarinare la carne senza esagerare con la farina. 

Rosolare, senza abbrustolire, le cipolle e aggiungere la carne infarinata, rosolare bene anche la carne senza fare attaccare ( meglio usare una padella antiaderente con fondo spesso), quando la carne e ben rosolata, bagnare con vino rosso e aggiungere la paprika, aggiungere poi acqua calda all'occorrenza, quando asciuga, fino cottura ultimata. 

Di solito ci vogliono tre/quattro ore perché deve cuocere lentamente a fuoco basso


Va servito con polenta concia come da ricetta:


INGREDIENTI PER LA POLENTA CONCIA

 

( tipica della Val di Ledro, in Trentino)

 


l 1,7 acqua
200 g di patate
300g farina di mais, (l'ideale sarebbe mais bianco ma va bene il normale giallo).
200 g gorgonzola piccante
200 g di altro formaggio purché saporito. 
Sale qb
Olio di oliva q.b.
1 cipolla.


Tagliare a pezzi le patate sbucciate e metterle a bollire nell' acqua.
Quando sono quasi cotte passarle col minipimer nell' acqua di cottura e quindi versare la farina cuocere come una normale polenta. 

Intanto che cuoce tagliare il formaggio a piccoli pezzi, soffriggere la cipolla in abbondante olio di oliva, ma deve appassire non dorare. 

Dieci minuti prima della fine della cottura della polenta, amalgamare le cipolle con l'olio, poi anche il formaggio mescolandolo finché si scioglie bene e terminare la cottura. 

 

 

Fonte: Rita Chistè 

 

giovedì 9 maggio 2024

ZUCCHERO E TUMORI

 


Un articolo pubblicato sul New York Times il 4 maggio 1931 (ancora disponibile sul sito del quotidiano), parla delle ricerche su zucchero e tumori dell'eccellente Gladys E. Woodward, una delle poche donne a lavorare nella ricerca all'epoca.

Fino agli anni Cinquanta si parlava regolarmente come lo zucchero ed i carboidrati fossero responsabili di molti tumori, anche grazie alle ricerche di Otto Warburg (che gli valsero il premio Nobel) nella Germania degli anni Trenta.

mercoledì 8 maggio 2024

UNA CULTURA INASPETTATA HA COSTRUITO GLI INSEDIAMENTI PIÙ ANTICHI AL MONDO

 

 

I  ricercatori ora pensano di aver datato le prime fortificazioni conosciute nel gelido nord vicino a una curva del fiume Amnya nella Siberia occidentale.

 

I siti archeologici di Amnya furono ufficialmente portati alla luce dal 1987 in poi, ma la recente datazione al radiocarbonio ha trovato la fossa principale nel sito I di Amnya e le sue fortificazioni risalgono a circa 8.000 anni fa. L’antico edificio ora è solo un’ampia avvallamento nel terreno, ma un tempo era protetto da un fossato e forse anche da un’altra fossa. La datazione al radiocarbonio suggerisce che sia stata costruita nell’ultimo secolo del settimo millennio a.C. Successivamente, nel VI millennio a.C., furono costruiti altri due fossati sul retro del sito. Insieme a molti altri edifici, sponde e recinzioni, queste caratteristiche rappresentano un periodo in cui il sito era occupato in modo più consistente. 

Secondo un team internazionale di archeologi, guidato da ricercatori della Libera Università di Berlino, entrambi i siti mettono in discussione la nozione tradizionale di ciò di cui erano capaci i gruppi di cacciatori-raccoglitori. 


martedì 7 maggio 2024

RIFLESSIONE ECCELLENTE...SULLA VITA



Quando morirai, non preoccuparti del tuo corpo... i tuoi parenti faranno tutto il necessario secondo le loro possibilità.

Ti toglieranno i vestiti

Ti laveranno

Ti vestiranno

Ti porteranno via da casa e ti porteranno al tuo nuovo indirizzo.

Molti verranno al tuo funerale a ′′salutare". 

Alcuni cancelleranno gli impegni e mancheranno anche a lavoro per andare al tuo funerale.

I tuoi averi, ciò che non ti piaceva prestare, saranno venduti, regalati o bruciati.

Le tue chiavi, i tuoi strumenti, i tuoi libri, i tuoi cd, le tue scarpe, i tuoi vestiti...

E stai sicuro che il mondo non si fermerà a piangere per te.

L’economia continuerà.

Nel tuo lavoro, sarai sostituito. Qualcuno con le stesse o migliori capacità, assumerà il tuo posto.

I tuoi beni andranno ai tuoi eredi....

I tuoi amici sinceri piangeranno qualche ora o qualche giorno, ma poi torneranno a ridere.

I tuoi animali si abitueranno al nuovo padrone.

Le tue foto, per un po’ di tempo, rimarranno appese al muro o continueranno su qualche mobile, ma poi verranno messe in fondo a un cassetto.

Qualcun altro si siederà sul tuo divano e mangerà sulla tua tavola.

Il dolore profondo a casa tua durerà una settimana, due, un mese, due, un anno, due... Dopo sarai aggiunto ai ricordi e poi la tua storia sarà finita.

Finito tra le persone, finito qui, finito in questo mondo.

Ma inizierà la tua storia nella tua nuova realtà... nella tua vita dopo la morte.

Nella tua nuova vita avrai solo bisogno del tuo spirito. 

E il valore di cui lo hai arricchito qui, sarà l'unica fortuna su cui conterai lì.

Questa fortuna è l'unica cosa che ti porterai via e si costruisce per tutto il tempo che stai qui. 

Quando vivi una vita d'amore verso gli altri e in pace con il prossimo, stai costruendo la tua fortuna spirituale.

Ecco perché prova a vivere pienamente, e sii felice mentre sei qui, perché, da qui non ti porterai via quello che hai. Prenderai solo quello che hai dato.”

 

 

 

 

 

lunedì 6 maggio 2024

LE COPERTE INFETTATE DI VAIOLO DATE AGLI INDIANI


 

Spesso quando si discute la teoria dei germi con qualcuno salta fuori la solita storia delle coperte infettate con il vaiolo date dai coloni agli indiani.

 

Mi è sempre sembrata una logica difficile: come potevano fare ad infettare le coperte con il vaiolo? Da malati che guarda caso erano a disposizione lì vicino? In un biolaboratorio classe 4 con tute antivirus e respiratori? 

 

Non sarebbe stato più facile sparargli, a quegli indiani?

 

Il tutto risale ad un singolo libro scritto da Ward L. Churchill, della University of Colorado.

 

Peccato che il professore sia stato accusato di frode accademica, e di aver distorto gli eventi dell'outbreak di vaiolo che si verificò fra gli indiani del Nord Dakota.

 

Il libro si intitla "A Little Matter of Genocide" ed è l'unico documento che parla di questo fantomatico contagio la cui storia è diventata poi una leggenda metropolitana dura a morire.

 

La realtà fu molto più semplice. A monte di dove viveva la tribù venivano trattate pellicce con l'arsenico, ed i residui venivano trasportati dal fiume con l'acqua bevuta poi dagli indiani.

 

I sintomi dall'intossicazione di arsenico sono quasi gli stessi del vaiolo, con dolori muscolari, vomito, diarrea e lesioni cutanee.

 

L'arsenico è stato poi utilizzato ampiamente anche in Europa e nel resto degli USA, dove si sono sviluppati focolai di "vaiolo".

 

 

 

domenica 5 maggio 2024

IL CASO NON ESISTE, C'E' UNA FORZA INTELLIGENTE CHE GOVERNA TUTTO

 


Michio Kaku è uno dei più eminenti fisici teorici attualmente viventi e si occupa del campo più avanzato della fisica teorica contemporanea: l'universo delle superstringhe.


 

Fisico e teorico americano molto rispettato, Michio Kaku, famoso per la formulazione della teoria rivoluzionaria delle stringhe (modello di fisica fondamentale che presuppone che le particelle materiali apparentemente specifici sono in realtà “stati vibrazionali”) , ha recentemente causato una piccola scossa nella comunità scientifica sostenendo di aver trovato le prove dell’esistenza di una forza sconosciuta e intelligente che governa la natura.

Più semplicemente, qualcuno simile al concetto che molti hanno di Dio come creatore e organizzatore dell’universo.

 

Per arrivare a questa conclusione Michio Kaku ha utilizzato una nuova tecnologia creata nel 2005 e che gli ha permesso di analizzare il comportamento della materia su scala subatomica, basandosi su un “primitivo tachioni semi-radio”.

Tachioni, incidentalmente, sono tutte quelle ipotetiche particelle in grado di muoversi a velocità superluminali, cioè sono particelle teoriche, prive di qualsiasi contatto con l’universo.

Quindi questa materia è pura, totalmente libera dalle influenze dell’universo che la circonda.


sabato 4 maggio 2024

C’ERA UNA VOLTA IL TARASACCO DETTO ANCHE PISSACANI O BRUSAOCI

 


Prati gialli Campo di Crepis sancta o Radicchiella simile al Tarassaco ma meno buona in cucina 


«Ora l'intruso arriva dalla Terrasanta»


 

Nell'Est veronese la Crepis Sancta, o Radicchiella, sta prendendo il sopravvento. Resiste meglio a stagioni di siccità e piogge altalenanti

 

 

«Pissacani» in via di estinzione nelle campagne dell’Est veronese. Altro segnale del territorio che cambia, a malincuore per chi era solito cibarsi dei fiori o delle foglie di questa verdura spontanea. Cartina di tornasole sono i colori della primavera: il verde della natura che si risveglia, il bianco dei petali dei ciliegi. Alla tavolozza si aggiungeva il giallo delle infiorescenze di tarassaco, il «pissacan» appunto, a tingere prati o filari tra una vigna e l’altra. Ora non più.

 

«Negli ultimi 15-20 anni è apparso un nuovo fiorellino sempre giallo, il Crepis sancta o radicchiella di Terrasanta, la cui presenza sta soppiantando quella del pissacan», segnala il naturalista Silvio Scandolara che descrive questo «intruso» che presenta talvolta capolini doppi e rosetta basale di foglie molto più piccole, meno saporite e di scarso uso in cucina.

giovedì 2 maggio 2024

SEMPLICEMENTE... GOFFREDO PARISE

 


(Vicenza 8 dicembre 1929 - Treviso 31 agosto 1986)


 

Questa la sua intervista del 7 febbraio 1982, parlando del suo amato Veneto al Corriere della Sera

 

“Il Veneto è la mia Patria. Do alla parola Patria lo stesso significato che si dava durante la prima guerra mondiale all’Italia: ma l’Italia non è la mia Patria e sono profondamente convinto che la parola e il sentimento di Patria è rappresentato fisicamente dalla terra, dalla regione dove uno è nato. Sebbene esista una Repubblica Italiana questa espressione astratta non è la mia Patria e non lo è per nessuno degli italiani che sono invece veneti, toscani, liguri e via dicendo. L’Unità d’Italia non c’è mai stata nonostante la “Patria” del Risorgimento, della prima guerra mondiale, della seconda e della costituzione repubblicana in cui viviamo.

mercoledì 1 maggio 2024

MARILYN MONROE DISSE AD EINSTEIN

 



Si dice che Marilyn disse a Einstein, con una franchezza incantevole: "tu ed io potremmo avere un figlio: nascerebbe con la mia bellezza e la tua intelligenza".

A ciò che il padre della relatività e della bomba atomica ha risposto: "Forse nascerebbe con la mia bellezza e con la tua intelligenza".

Ancora non si sapeva,(i test sono stati fatti più tardi) che il QI di Marilyn Monroe era di 165, cinque punti sopra il "maggiore genio di tutti i tempi".

Marilyn Monroe (Norma Jeane Baker, 1926-1962) era una grande lettrice. Aveva a casa una biblioteca con circa mille libri. Passava molte ore a leggere opere di letteratura, poesia, teatro, filosofia, perché il suo spirito, oltre a tanta voglia di vivere, era di insaziabile curiosità e fame di conoscenza.