L’arcivescovo di Bologna si riferiva ad un romanzo di Vladimir Sergeevič Solov’ëv (1853-1900) intitolato “I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo”.
Un testo attualissimo e più che mai profetico, nonché “testamento spirituale” di Solov’ëv, essendo stato stampato l’anno della sua morte. Ricordando le parole profetiche del filosofo russo, l’“italiano cardinale” aveva ribadito avvertimenti già detti – ma ignorati – durante il Giubileo del 2000: «Soprattutto è stupefacente la perspicacia con cui descrive la grande crisi che colpirà il cristianesimo negli ultimi decenni del Novecento, crisi che Solov’ëv vede come l’Anticristo che riesce a influenzare e a condizionare un po’ tutti, quasi emblema, ipostatizzazione della religiosità confusa e ambigua di questi nostri anni. L’Anticristo un sarà “convinto spiritualista”, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo».
Come se non bastasse, ironizzava il cardinale Biffi, quell’Anticristo sarà «anche un esperto esegeta: la sua cultura biblica gli propizierà addirittura una laurea honoris causa a Tubinga. Soprattutto, si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare “con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza”. Convocherà un concilio ecumenico e cercherà il consenso di tutte le confessioni cristiane concedendo qualcosa ad ognuno».
È sorprendente anche il fatto che, ne I tre dialoghi e il racconto dell’Anticristo – oltre che di un concilio ecumenico – si parli anche degli “stati uniti d’Europa”, di cui l’Anticristo ne diventerà il presidente.
«L’insegnamento lasciatoci dal grande filosofo russo – disse il cardinale Biffi – è che il Cristianesimo non può essere ridotto ad un insieme di valori. Al centro dell’essere cristiani c’è infatti l’incontro personale con Gesù Cristo».
L’arcivescovo emerito di Bologna spiegò che se i cristiani si «limitassero a parlare di valori condivisibili saremmo ben più accettabili nelle trasmissioni televisive come nei salotti. Ma così avremmo rinunciato a Gesù, alla realtà sconvolgente della Risurrezione».
Quei “valori comuni” (umanitarismo, buonismo, ecologismo, etc…) che il mondo vuole imporre alla Chiesa mirano alla distruzione dei “principi non negoziabili”, quei principi che sono sì comuni a tutti gli uomini perché rammentano il primato di Dio, essendo Egli il padrone della vita e della morte.
Per il cardinale Biffi è questo il «pericolo che i cristiani corrono nei nostri tempi», poiché «il Figlio di Dio, non è traducibile in una serie di buoni progetti omologabili con la mentalità mondana dominante».
«Tuttavia tutto ciò non significa una condanna dei valori, che tuttavia vanno sottoposti ad un attento discernimento. Ci sono, infatti, valori assoluti come il bene, il vero, il bello. Chi li percepisce e li ama, ama anche Cristo, anche se non lo sa, perché Lui è la verità, la bellezza, la giustizia. […] Ci sono valori relativi come la solidarietà, l’amore per la pace e il rispetto per la natura. Se questi si assolutizzano, sradicandosi o perfino contrapponendosi all’annuncio del fatto salvifico, allora questi valori diventano istigazioni all’idolatria e ostacoli sulla strada della Salvezza. […] Se il cristiano per aprirsi al mondo e dialogare con tutti, stempera il fatto salvifico, preclude la sua connessione personale con Gesù e si ritrova dalla parte dell’Anticristo».
L’Anticristo, molto furbamente, non si mostrerà nemico del cristianesimo, anzi nei confronti di Gesù – scrisse Solovev – non avrà «un’ostilità di principio», anzi ne apprezzerà l’altissimo insegnamento. Ma non potrà sopportarne – e perciò la censurerà – la sua assoluta «unicità», la sua Divinità; pertanto non si rassegnerà ad ammettere e a proclamare che egli sia risorto e oggi vivo.
Per cui, cercando di applicare le “grandi riforme” che il mondo pretende in nome della pace e della fratellanza, rivoluzionerà il messaggio cristiano con tre mutamenti essenziali:
… “la fede diventerà sentimentalismo umanitario, facendo della filantropia fine a se stessa l’unico vero agire del “fedele”;
… il Vangelo diventerà semplicemente il racconto di un uomo che ha cercato di far sì che gli uomini, indipendente dal credo religioso e culturale, si volessero bene e vivessero felici e contenti;
… la Chiesa diventerà la più grande ONG del mondo, senza sacramenti ma prodiga di incontri ecumenici e spirituali in cui si “cenerà” tutti insieme.
Solov’ëv formulò che «le masse lo seguiranno, tranne dei piccoli gruppetti di cattolici, ortodossi e protestanti». E quei “gruppetti” «incalzati dall’Anticristo», così gli spiegheranno il motivo del loro rifiuto: «Tu ci dai tutto, tranne ciò che ci interessa: Gesù Cristo».
«Oggi, infatti, corriamo il rischio di avere – concluse il grande cardinal Biffi – un Cristianesimo che mette tra parentesi Gesù con la sua Croce e Risurrezione».
Insomma, l’Anticristo convincerà tutti escluso il “piccolo gregge” di montiniana memoria [1] – di essere il Cristo stesso. I più, vescovi compresi, sicuri di adorare Cristo, finiranno con l’adorare l’Anticristo.
Non c’è da stupirsi che Giacomo Biffi sia stato il primo cardinale a dare risolto alle profezie dimenticate e ignorate di Solov’ëv. Il cardinale, infatti, essendo un grande studioso di Sant’Ambrogio, sicuramente conosceva bene due profezie del grande vescovo milanese, risalenti al 400 d.C., anch’esse dimenticate e ignorate:
«L’Anticristo sarà preceduto dall’emblema della falce e del martello».(2)
«L’Anticristo userà la Sacra Scrittura stessa per dimostrare di essere lui, il Cristo».
NOTE
1] «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia» (Papa Paolo VI, 7 settembre 1977, in “Paolo VI segreto”, Jean Guitton, San Paolo, 1981)
(2) «L’Anticristo sarà preceduto dall’emblema della falce e del martello»: Si tratta di una frase apocrifa o popolarmente attribuita a Sant'Ambrogio (vescovo di Milano nel IV secolo)
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L’ANTICRISTO – CARD. BIFFI
Pubblichiamo una sintesi tratta dal sito di Radio Vaticana degli esercizi spirituali tenuti nel febbraio 2007 dal Card. Biffi al Pontefice Benedetto XVI e alla Curia Romana con riflessioni sul tema “L’ammonimento profetico di Vladimir S. Solov’ev”.
Per il porporato, l’insegnamento lasciatoci dal grande filosofo russo è che il Cristianesimo non può essere ridotto ad un insieme di valori. Al centro dell’essere cristiani c’è infatti l’incontro personale con Gesù Cristo.
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Verranno giorni in cui nella cristianità si tenterà di risolvere il fatto salvifico in una mera serie di valori. E’ un passaggio chiave dell’ultima opera di Vladimir Solov’ev, I tre dialoghi e il racconto dell’anticristo, al centro delle riflessioni del cardinale Giacomo Biffi. Il filosofo russo, morto nell’anno 1900, con grande acume aveva profetizzato le tragedie del XX secolo.
Nei Dialoghi, ha ricordato il porporato, l’anticristo si presenta come pacifista, ecologista ed ecumenista. Convocherà un Concilio ecumenico e cercherà il consenso di tutte le confessioni cristiane concedendo qualcosa ad ognuno. Le masse lo seguiranno, tranne dei piccoli gruppetti di cattolici, ortodossi e protestanti. Incalzati dall’anticristo, risponderanno: “Tu ci dai tutto, tranne ciò che ci interessa, Gesù Cristo”.
Questo racconto, ha detto il cardinale Biffi, ci è di ammonimento. Oggi, infatti, corriamo il rischio di avere un Cristianesimo che mette tra parentesi Gesù con la sua Croce e Risurrezione.
Certo, ha aggiunto il porporato, se ci limitassimo a parlare di valori condivisibili saremmo ben più accettabili nelle trasmissioni televisive come nei salotti.
Ma così avremmo rinunciato a Gesù, alla realtà sconvolgente della Risurrezione. Questo, è stato il suo richiamo, è un pericolo che i cristiani corrono nei nostri tempi.
Il Figlio di Dio, ha proseguito, non è traducibile in una serie di buoni progetti omologabili con la mentalità mondana dominante. Tuttavia, ha precisato, ciò non significa una condanna dei valori, che tuttavia vanno sottoposti ad un attento discernimento. Ci sono, infatti, valori assoluti come il bene, il vero, il bello. Chi li percepisce e li ama, ama anche Cristo, anche se non lo sa, perché Lui è la verità, la bellezza, la giustizia.
Ci sono poi valori relativi come la solidarietà, l’amore per la pace e il rispetto per la natura. Se questi si assolutizzano, sradicandosi o perfino contrapponendosi all’annuncio del fatto salvifico, allora questi valori diventano istigazioni all’idolatria e ostacoli sulla strada della Salvezza. Dunque, ha concluso, se il cristiano per aprirsi al mondo e dialogare con tutti, stempera il fatto salvifico, preclude la sua connessione personale con Gesù e si ritrova dalla parte dell’anticristo.”
Ecco alcuni passi significativi del libro, che merita di essere letto per intero, Pinocchio, Peppone, l’Anticristo e altre divagazioni. Il testo riguardante il racconto di Solov’ev riproduce l’intervento tenuto al Meeting di Rimini il 28 agosto 1991.
“Solov’ev prevede che dopo le grandi guerre del secolo XX (Solov’ev scrive in un’epoca di pace, era la Belle Epoque, 1900), i popoli, persuasi dei gravi danni derivati dalle loro rivalità, daranno origine agli Stati Uniti d’Europa: questa è la sua previsione.
Ma questa formazione esteriore politica non risolve la sostanza dei problemi umani perché «i problemi della vita e della morte, del destino finale del mondo e dell’uomo, resi più complicati e intricati da una valanga di ricerche e di scoperte nuove nel campo fisiologico e psicologico, rimangono, come per l’addietro, senza soluzione. Viene in luce soltanto un unico risultato importante, ma di carattere negativo: il completo fallimento del materialismo teoretico». Il crollo del materialismo non corrisponde automaticamente coll’espandersi e l’irrobustirsi della fede. Al contrario, l’incredulità sarà dilagante. Sicché alla fine si profila per la civiltà europea una situazione che potremmo definire di vuoto. In questo vuoto appunto emerge e si afferma la presenza e l’azione dell’Anticristo.
L’Anticristo sarà un ecologista o almeno un animalista (questi sono termini moderni che ovviamente Solov’ev non usa; ma la sua descrizione è abbastanza chiara). Dice: «Il nuovo padrone della terra (l’Anticristo) era anzitutto un filantropo pieno di compassione, non solo amico degli uomini, ma anche amico degli animali.
Personalmente era vegetariano, proibì la vivisezione e sottopose i mattatoi a una severa sorveglianza; le società protettrici degli animali furono da lui incoraggiate in tutti i modi».
L’Anticristo infine si dimostrerà un eccellente ecumenista, capace di dialogare «con parole piene di dolcezza, saggezza ed eloquenza». Convocherà i rappresentanti di tutte le confessioni cristiane a «un concilio ecumenico da tenere sotto la sua presidenza». La sua azione mirerà a cercare il consenso di tutti attraverso la concessione dei favori concretamente più apprezzati. «Se non siete capaci di mettervi d’accordo fra voi, dirà ai convenuti dell’assise ecumenica, spero di mettere d’accordo io tutte le parti, dimostrando a tutti il medesimo amore e la medesima sollecitudine per soddisfare la vera aspirazione di ciascuno».
Attuerà praticamente questo disegno ridonando ai cattolici il potere temporale del Papa; erigendo per gli ortodossi un istituto per la raccolta e la custodia di tutti i preziosi cimeli liturgici della tradizione orientale; creando a vantaggio dei protestanti un centro di libera ricerca biblica lautamente finanziato.
È un ecumenismo «quantitativo» che gli riesce quasi perfettamente: le masse dei cristiani entreranno nel suo gioco. Soltanto un gruppetto dei cattolici con a capo il papa Pietro II, un esiguo numero di ortodossi guidati dallo staretz Giovanni e alcuni protestanti che si esprimono per bocca del professor Pauli resisteranno al fascino dell’Anticristo. Costoro arriveranno ad attuare l’ecumenismo della verità, radunandosi in un’unica Chiesa e riconoscendo il primato di Pietro. Ma sarà un ecumenismo «escatologico» realizzato quando ormai la storia è pervenuta alla sua conclusione.
«Così – racconta Solov’ev – si compì l’unione della Chiese nel cuore di una notte oscura su un’altura solitaria. Ma l’oscurità della notte venne a un tratto squarciata da un vivido splendore e in cielo apparve un grande segno: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle», dove è evidente che la situazione è escatologica.
Qualche settimana prima di morire confida a un amico: «Sento che si avvicinano tempi in cui i cristiani dovranno radunarsi per la preghiera nelle catacombe. La fede sarà perseguitata dappertutto, forse meno brutalmente che nei giorni di Nerone, ma più sottilmente e crudelmente per mezzo della menzogna, dell’inganno, della falsificazione».
Verranno giorni – ci dice Solov’ev (anzi sono già venuti, diciamo noi) – in cui nella cristianità si tenderà a risolvere il fatto salvifico che non può essere accolto se non nell’atto difficile, coraggioso e razionale della fede, in una serie di «valori» facilmente esitabili sui mercati mondani.
Il cristianesimo ridotto a pura azione umanitaria nei vari campi dell’assistenza, della solidarietà, del filantropismo, della cultura; il messaggio evangelico identificato – guardate che sono tutte cose buone, che sono conseguenze, ma è l’identificazione che colpisce al cuore il cristianesimo – nell’impegno al dialogo tra i popoli e le religioni, nella ricerca del benessere e del progresso, nell’esortazione a rispettare la natura; la Chiesa del Dio vivente, colonna e fondamento della verità (cfr. 1 Tm 3, 15), verrà scambiata per un’organizzazione benefica, estetica, socializzatrice: questa è l’insidia mortale che oggi va profilandosi per la famiglia dei redenti dal sangue di Cristo.
Ma Solov’ev era anche sicuro che «Tuttavia, dopo una lotta breve e accanita, il partito del male sarà vinto e la minoranza dei veri credenti trionferà completamente» (cfr. Mt 24, 31: «Manderà i suoi angeli… raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all’altro dei cieli»). Ma, aggiunge: «La certezza del trionfo definitivo per la minoranza dei credenti non deve condurci a un’attitudine passiva.
Questo trionfo non può essere un atto puro e semplice, un atto assoluto dell’onnipotenza di Cristo perché, se così fosse, tutta la storia del cristianesimo sarebbe superflua. È evidente che Gesù Cristo, per trionfare giustamente e ragionevolmente dell’Anticristo, ha bisogno della nostra collaborazione…»”.
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Fonte: da : Veritatem facientes in Caritate. del 7 gennaio 2020
Link: https://www.veritatemincaritate.com/wp/2020/01/lanticristo-card-biffi/

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