venerdì 2 gennaio 2026

LA PROFEZIA DI SHUMPETER E LA FINE DEL CAPITALISMO

 



Joseph Schumpeter (1883-1950) fu un economista austriaco noto soprattutto per la teoria della“distruzione creatrice”, che spiega perché le recessioni, se gestite correttamente, possono essere fasi vitali di ristrutturazione per un’economia, spingendo verso una maggiore efficienza e competitività.

Meno note, però, sono le sue inquietanti riflessioni sul destino del sistema capitalistico.  Nel suo celebre saggio del 1942 “Capitalismo, socialismo e democrazia”, arrivò alla conclusione paradossale che il capitalismo è destinato a morire non per i suoi fallimenti, ma per i suoi successi.

Sebbene Schumpeter non usasse esattamente il termine “capitalismo di Stato” nell’accezione moderna (di regola, associata a regimi autoritari che controllano il mercato), predisse una transizione inevitabile verso una forma di socialismo burocratico o di corporativismo. A differenza di Marx, che vedeva la fine del capitalismo causata da rivolte violente e crisi economiche, Schumpeter individuò cause sociologiche e culturali interne al sistema:

  • – L’obsolescenza della funzione imprenditoriale: con il successo delle grandi imprese, l’innovazione (la “distruzione creatrice”) diventa un processo meccanizzato e routinario gestito da specialisti e burocrati. L’imprenditore “eroico” scompare, sostituito dal manager.
     – La distruzione degli strati protettivi: il capitalismo distrugge le vecchie istituzioni (come la piccola proprietà o le strutture feudali) che paradossalmente fungevano da scudo politico per la borghesia.
     – L’ostilità degli intellettuali: i
    l sistema capitalistico, garantendo istruzione e benessere, crea una classe di intellettuali che non trova posto nel processo produttivo e che, per giustificare il proprio ruolo, attacca i valori e le istituzioni del capitalismo stesso.
     – La burocratizzazi
    one e lo Stato: l’economia finisce per essere dominata da strutture giganti che necessitano di una regolamentazione pubblica sempre più pervasiva, portando a una gestione statalizzata dell’economia.

  •  

Schumpeter riteneva che l’esito finale sarebbe stato un socialismo di tipo amministrativo. Egli immaginava un sistema in cui:

  • 1. Il controllo dei mezzi di produzione fosse trasferito a un’autorità centrale.
     2. La gestione economica fosse affidata a tecnici e burocrati, simile a quella di una grande corporation pubblica.
     3. La democrazia rimanesse solo come un metodo politico (una
     competizione per il voto) piuttosto che come un valore di partecipazione ideale.

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Vi dice qualcosa della situazione attuale?

 

Fonte: srs di LUCA MARIA BLASI, da Miglioverde del 26 dicembre 2025

Link: https://www.miglioverde.eu/la-profezia-di-shumpeter-e-la-fine-del-capitalismo/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mailpoet

 

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