Oggi vi parlo della prima villa Liberty costruita in Borgo Trento. Palazzina Bachbauer, Canella, Fiorini - via Caprera ang. viale G. D’Annunzio.
Anno 1909. La signora Francesca Bachbauer, sposata Randazzo, nel 1909 ha acquistato un lotto di terreno in via Caprera, angolo viale D’Annunzio, dalla società Trezza. Detta società nel 1908 aveva realizzato la prima lottizzazione nel grande latifondo Malaspina della Campagnola che i Trezza, esattori delle tasse durante il governo austriaco, nel 1854 avevano acquistato dai Malaspina.
La signora Bachbauer nell’anno 1909 ha fatto edificare questa palazzina che risulta essere stata la prima costruzione edificata nella prima lottizzazione della “Società Trezza” in Borgo Trento. Non si conosce il nome del progettista.
La facciata dell’edificio su viale D’Annunzio, di tre piani fuori terra più sottotetto e scantinato, presenta cinque assi di aperture. Nella mezzeria della facciata vi è un bow-window (elemento costruttivo-decorativo di derivazione nordica chiuso e sporgente dalla facciata) al piano rialzato e al primo piano, mentre al piano secondo, sopra di esso, vi è una terrazza con parapetto in ferro battuto a motivi floreali. Le portefinestre allungate imprimono alla facciata uno slancio verticale tipico del Secessionismo viennese.
Il tetto ha un andamento irregolare con un’estesa gronda in legno; al centro della facciata sporge in modo molto evidente una struttura a pagoda sostenuta da due lunghi puntoni di legno. All’interno della palazzina vi sono quattro appartamenti di civile abitazione, uno per piano.
Nel 1926 l’immobile, che presentava già problemi di conservazione, è stato venduto a Francesco Canella, padre di Giulio, il protagonista della nota vicenda “Bruneri-Canella”.(lo smemorato di Colegno)
Nel 1930 la palazzina è passata in proprietà alla signora Lucia Fiorini, maritata De Conz, che ha fatto affrescare l’esterno e realizzare delle pitture di gusto futurista nella parte alta delle facciate e in particolare nel grande sottogronda. Le cornici delle finestre sono di gusto e stile liberty; esse sembrerebbero di materiale lapideo ma sono in conglomerato cementizio molto ben lavorato tale da sembrare marmo. Da notare che questo tipo di cornici, realizzate industrialmente, sono utilizzate per la prima volta a Verona in queste costruzioni. Guardando questa palazzina si rimane colpiti per la sua bellezza e dal suo meraviglioso stile liberty, infatti essa rappresenta il primo edificio di Arte Nuova in stile liberty di Borgo Trento.
Si rammenta che l’importante stile liberty veniva realizzato aggiungendo allo stile eclettico alcune novità, particolarità, magnificenze, nuove forme flessuose che riprendevano la natura, la sua dolcezza e l’amore per la bellezza; quindi, la precedente Arte Eclettica ottocentesca veniva integrata con le novità del periodo della Belle Epoque e cioè con gli elementi dell’Arte Nuova in Stile Liberty.
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Fonte: Note dal libro "Dimore Liberty a Verona" di G. L. Lugoboni
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