Donne al lavoro nelle saline di Cervia, 1941
.
Il lavoro del dottor Weston A. Price rappresenta una pietra miliare nello studio della saggezza nutrizionale dei popoli di tutto il mondo, evidenziando come il sale non fosse considerato un semplice condimento aggiunto al cibo per il gusto, ma un pilastro fondamentale per la sopravvivenza biologica.
Price osservò che, nonostante le enormi differenze geografiche tra le popolazioni studiate - dagli Inuit dell'Alaska alle tribù delle valli svizzere o del cuore dell'Africa - la ricerca del sale era una costante universale che sfidava ogni barriera logistica.
Per le tribù dell'entroterra africano, lontane centinaia di chilometri dalle coste, la carenza di cloruro di sodio rappresentava una minaccia mortale, specialmente in climi dove la sudorazione espelle costantemente elettroliti.
La soluzione adottata, come documentato da Price, dimostra un'ingegnosità straordinaria: queste popolazioni identificavano specifiche varietà di erbe e piante acquatiche che crescevano in zone paludose, note per la loro capacità di assorbire minerali dal terreno.
Queste piante venivano raccolte, essiccate e bruciate con cura per ottenere una cenere finissima.
Tale residuo non era altro che un concentrato di sali minerali che veniva poi scambiato come merce preziosa o utilizzato per arricchire una dieta che, altrimenti, sarebbe stata pericolosamente carente di sodio e potassio.
Questa necessità biologica ha forgiato il destino dell'umanità ben oltre la scala tribale, agendo come un vero e proprio catalizzatore per la nascita delle civiltà.
Le grandi metropoli dell'antichità non sorsero in luoghi casuali, ma si svilupparono strategicamente in prossimità di miniere di salgemma o laghi salati.
Il sale era l'unico mezzo che permetteva la conservazione delle proteine animali, consentendo alle popolazioni di accumulare scorte alimentari e sopravvivere ai periodi di carestia o durante le lunghe spedizioni militari.
Senza l'accesso costante al sale, la transizione da gruppi nomadi di cacciatori-raccoglitori a società stanziali e gerarchizzate sarebbe stata tecnicamente impossibile, poiché il sale era il "motore" che rendeva stabile e trasportabile l'energia alimentare.
.
Fonte: srs di Marco Dabizi..
Nessun commento:
Posta un commento