lunedì 27 aprile 2015

STORIA VENETA - 3: 552 - NARSETE CHIEDE AIUTO AI TRIBUNI. I BIZANTINI INTERPELLANO IL GOVERNO VENETO


Dal testo di Francesco Zanotto


... Spedito questi in Italia dall'Imperatore Giustiniano I contro Totila re Goto, minacciante Ravenna, giunto era colla sua oste a Aquileia. Senonchè trovò ivi impedimento al suo cammino, mentre il barbaro avea fatto tagliare le strade e romper gli argini de' fiumi, i quali colle acque loro allagato aveano il territorio di Padova, e il basso di Verona e di Adria fino al Po. Quindi non rimanevagli che la via del mare, per correr la quale ebbe d'uopo ricorrere a' Veneziani, affinchè lo fornissero di mezzi per trasportar la sua oste ... "


ANNO  552


Giuseppe Gatteri


Cosa ci racconta il disegno di Gatteri


Cresciuto in popolazione ma anche in capacità di autodifesa e a volte di vera iniziativa militare, l'agglomerato veneto in laguna divenne centro di riferimento per le forze bizantine in Italia. E per ottenere libertà di movimento i generali di Bisanzio dovettero chiedere aiuto agli abitanti delle isole ...


3 -  LA SCHEDA STORICA


Stabilitisi nelle isole lagunari i nuovi abitanti assistevano impotenti, ma almeno al sicuro, allo sfacelo dell'Impero. Il  governo dell'Italia era caduto nelle mani dei generali barbari mentre la tragedia si consumava nel più totale disinteresse dell'imperatore d'Oriente.
Nel 476 Odoacre re degli Eruli, dimetteva l'ultimo imperatore fantoccio d'Occidente, Romolo Augusto, rimettendo all'imperatore di Costantinopoli le insegne imperiali. Era la fine ufficiale dell'Impero romano dei Cesari. Anche i 'barbari" riconoscevano ormai un'unica autorità, quella appunto di Bisanzio.
E così, nella più totale anarchia, le popolazioni lagunari provvedevano ad organizzarsi con l'individuazione in ciascuna isola di un proprio rappresentante, il tribuno. Ogni isola, del resto, costituirà almeno fino all'XI-XII secolo una realtà autonoma e svincolata dalle isole vicine. Erano dei piccoli centri, quasi dei piccoli municipi che trovavano nel tribuno il loro locale rappresentante ed amministratore.
La forte indipendenza goduta dalle singole isole, trova conferma nelle stesse modalità con cui i nuovi arrivati potevano impiantarsi nelle varie zone prescelte. Il diritto di proprietà, non ancora regolato da alcuna autorità centrale era diretta conseguenza di quella occupazione.
Gruppi di  fuggiaschi, per lo più legati da vincoli famigliari o di amicizia' approdavano a questo o a quel lido occupandolo e diventando tra loro "consorti" (compagnones) e vicini di quel fondamento.
Erano forse dodici le isole in quegli anni con un loro tribuno che aveva il compito principale di amministrare la giustizia civile e penale nella propria isola. Formalmente e ancora di fatto dipendenti dall'impero bizantino attraverso il controllo dell'esarca ravennate che vi aveva provveduto a far eleggere un duca, le isole lagunari andavano intanto gradatamente organizzandosi.

Vivere in un ambiente difficile

Non dev'essere stato facile per gente abituata a vivere nelle città adattarsi ad un ambiente come quello  lagunare. Si doveva arginare, bonificare, canalizzare rivi, prosciugare paludi e i piccoli laghi. C'era da strappare al mare e alle paludi lembi di terra per poterla coltivare mentre si provvedeva a collegare le isole sino ad allora abitate con rudimentali ponti di legno.
Alle case di legno e  paglia su straducole di terra prive di selciato, iniziavano così ad alternarsi i primi piccoli campi coltivati, i mulini e le saline, segno di una comunità in fervente crescita.
L'alto livello organizzativo e l'importanza raggiunti dalla nascente comunità lagunare già alla fine del V secolo, sembrano trovare conferma dalla richiesta scritta ai tribuni da parte di Cassiodoro per conto del re Teodorico, affinché questi prestassero il loro aiuto ed assistenza nel trasporto di alcune vettovaglie dall'Istria a Ravenna attraverso un percorso reso estremamente pericoloso ed incerto per la presenza dei corsari slavi.
Il ricorso all'aiuto dei veneti delle isole, lascia ben supporre che per quella data le popolazioni lagunari avessero già in qualche modo arginato vittoriosamente le azioni piratesche che da sempre infestavano l'alto Adriatico. E ancora alle popolazioni delle isole si rivolse il generale bizantino Belisario nel 538 quando le sue navi si trovarono invischiate nei vasti pantani della zona.

Un gran favore a Bisanzio

 Da tre anni i Goti di Teodorico si scontravano con gli eserciti bizantini per il dominio della penisola in una guerra destinata a durare per circa vent'anni e che porterà con sé morte, carestie e pestilenze nell'intera bassa padania. Ora, l'imperatore Giustiniano aveva provveduto a mandare in Italia un altro suo valente generale, Narsete, per contrastare efficacemente l'azione dei Goti guidati invece da Totila che era riuscito niente meno che a conquistare Roma.
Questi, per impedire l'avanzata del generale bizantino verso la città di Ravenna sede dell'Esarcato, aveva fatto tagliare tutte le strade e rompere gli argini dei fiumi che allagarono così tutto il territorio di Padova fino ad Adria. Chiusa la via terrestre, a Narsete non restava che tentare la via marittima che richiedeva inevitabilmente l'intervento anche dei Veneziani .
Accolto a Rialto, Narsete chiese ai tribuni delle isole le imbarcazioni più adatte all'impresa facendo voto di erigere due chiese qualora fosse tornato vittorioso sui Goti, fatto che puntualmente si verificò.
Tornato così a Venezia, Narsete provvederà a dare inizio alla promessa costruzione delle due chiese, la prima dedicata a S.Teodoro e destinata a venir inglobata nella futura basilica di S.Marco, la seconda dedicata a S.Giminiano sul lato opposto della futura Piazza S.Marco allora ancora tagliata nella sua larghezza da un canale, il Batario, solo più tardi interrato.
Questa chiesa, già riedificata successivamente su di un'area notevolmente più arretrata, verrà infine distrutta per poter costruire il palazzo che ancora oggi chiude sul fondo la piazza.
Così la tradizione, ma resta il fatto che la comunità lagunare attorno agli inizi del VI secolo doveva aver raggiunto già un notevole grado di sviluppo.



Fonte: srs di Giuseppe Gatteri, Antonio Viviani, Francesco Zanotto, Giuseppe Grimaldo, Laura Poloni, Giorgio Marenghi; da STORIA VENETA,  volume  1, SCRIPTA EDIZIONI


domenica 26 aprile 2015

STORIA VENETA - 2: 452 - L’IRRUZIONE DI ATTILA. I VENETI SI RIPARANO NELLE ISOLE LAGUNARI


Dal testo di Francesco Zanotto


“... Fu allora che i popoli delle città minacciate, fuggendo quella mina, si ripararono nelle isolette della laguna. Laonde fu spettacolo commovente il vedere tanti popoli di nobilissima origine, abbandonare le avite case, e con soli pochi arredi,  ma co' preziosi averi e colle reliquie de' Santi, entro barchetti, fuggir desolati e piagnenti, tratto tratto volgendo le meste luci inver la terra natìa, fatta preda del barbaro; e ancor da lunge darle l'ultimo vale, non più sperando di vedere il domestico lare, che iva sciogliendosi fra le faville ed il fumo ... "


ANNO 452


Giuseppe Gatteri


Cosa ci racconta il disegno di Gatteri


Nel 452 d.C. Attila e il suo popolo invasero il nord dell'Italia. Da Aquileia, da Padova, dai centri minori, le genti venete dovettero cercare scampo nelle isolette della laguna, che da quel momento divenne un centro abitativo, politico e alla fine anche militare per la difesa del litorale adriatico dalle ricorrenti invasioni


2 -  LA SCHEDA STORICA


 Un una torrida giornata di agosto del 410 d.C. Alarico re dei Goti conquistava, saccheggiandola, la città di Roma. Il  re barbaro muovendo dalle lontane pianure danubiane, era riuscito là dove per mille anni nessun altro esercito o popolo straniero aveva osato: conquistare la città che per secoli aveva retto e determinato le sorti del mondo allora conosciuto. Di fronte ad un popolo agguerrito e così lontano per lingua e costumi, le popolazioni della penisola cercano scampo nella fuga. Ed è proprio a seguito di quelle drammatiche circostanze che le genti dell'entroterra veneto trovarono probabilmente per la prima volta rifugio nelle antistanti isole lagunari nell'attesa e nella speranza che la situazione si normalizzasse e poter far quindi ritorno alle proprie case.

L'area lagunare, tuttavia, non era una zona del tutto sconosciuta ai profughi. Già nei primi secoli dell'Impero i centri dell'immediato entroterra -Oderzo, Cavarzere, Altino, Concordia-, vi proiettavano infatti le loro imbarcazioni costituendo molto probabilmente, una discreta rete di traffici e di scambi commerciali tra la zona meridionale gravitante attorno a Ravenna e la parte più settentrionale dell'area lagunare facente capo a Grado ed Aquileia.

Sicuramente abitata in epoca romana, per esempio, era l'isola di Torcello (Dorceum) posta sull'importante via marittima di transito verso il porto di Altino, come lascerebbero pensare alcuni resti archeologici datati attorno al I-II secolo d.C. Qui, probabilmente, sorgevano anche alcune ville dei patrizi altinati ricordate anche dal poeta Marziale (I sec.).

La lenta decadenza dei municipi romani nel corso del III secolo e i mutamenti naturali che interessarono l'intera area con estesi processi d'impaludamento specie nel settore centro meridionale, portarono probabilmente ad un lento abbandono della zona dove, tuttavia, il caso di Torcello doveva comunque rappresentare un'eccezione più che la regola. Difficilmente si può infatti pensare a forme di insediamenti duraturi ed organizzati nelle isole lagunari prima del V-VI secolo. Sicura appare invece, prima di quell'epoca, la presenza di stazioni di transito su punti ben specifici o nuclei provvisori di pescatori ed estrattori di sale come lasciano ben immaginare alcune testimonianze quali la lettera di Cassiodoro ai tribuni marittimi (535 circa) o la più antica testimonianza di Servio.
Cassiodoro in particolare, descrive un mondo, quello lagunare appunto, abitato da gente umile ma laboriosa che conduce una vita simile "a quella degli uccelli palustri" in case modeste, spesa per lo più nella pesca e nell'estrazione del sale. Questi insediamenti appaiono già ben radicati ed organizzati al tempo di Cassiodoro per non ipotizzare una loro più antica origine precedente  quindi alle migrazioni dei profughi nel V-VI secolo.  Queste, piuttosto, andranno pensate piuttosto come ad un ripopolamento su vasta scala delle isole, un ripopolamento che da transitorio acquisterà nel tempo un carattere definitivo.

Le migrazioni di interi popoli

Infatti, le straordinarie vittorie riportate inizialmente sui Goti dal generale Stilicone che avevano fatto ben  sperare, vennero invece ben presto vanificate dallo stesso giovane ed inetto imperatore d'Occidente Onorio che condannando a morte per tradimento il valoroso generale, aveva irrimediabilmente segnato le sorti del suo stesso impero e della sua gente.
Alarico conquistando Roma aveva ormai aperto la strada ad altri eserciti, ad altri popoli ''barbarici'' che da decenni premevano irrequieti ai confini dell'impero. E così, dopo i Goti, sarà la volta degli Unni, dei Sarmati, dei Vandali, che ad ondate successive si riverseranno nella penisola diventata, ormai, facile terra di conquista.

E da una remota terra stretta tra il fiume Volga e il corso settentrionale del Danubio, mossero gli Unni di Attila, nel 452, alla volta dell'Italia dopo aver devastato con le loro scorrerie i Balcani e aver costretto la stessa Bisanzio ad una umiliante pace. Al seguito del potente re guerriero si muoveva un'orda composita di tribù germaniche e slave che penetrando nell'Illiria e nella Gallia, dove furono finalmente battuti dal generale Ezio, ebbero giusto il tempo di saccheggiare orribilmente gran parte dell'Italia settentrionale seminandovi terrore e desolazione.  Abili e feroci guerrieri a cavallo - sul cavallo combattevano, ma anche dormivano, e mangiavano quasi esclusivamente carne cruda o appena fatta macerare tra la sella e il corpo dello stesso animale -, gli Unni tuttavia, non conoscevano la navigazione marittima, indicando alle popolazioni venete terrorizzate, una possibilità di salvezza: il mare e le sue isole.

E così gli abitanti di Aquileia, distrutta e saccheggiata, trovarono scampo a Grado mentre la medesima via prendevano anche le altre popolazioni dell'area. L'insediamento dei diversi gruppi di fuggiaschi non dev'essere avvenuto, tuttavia, in modo del tutto casuale e disordinato. I profughi probabilmente, si muovevano dalla terra ferma in gruppi già ben definiti, sicuramente quelli parentelari, preferendo dirigersi verso zone comunque non troppo lontane o del tutto sconosciute. Ecco così gli aquilensi veleggiare verso Grado, gli abitanti di Concordia verso l'isola di Caprula, quelli di Altino a Torcello e i Padovani a Malamocco e a Rivus Altus (Rialto), il futuro cuore politico e commerciale di Venezia.

Le relazioni con i centri di terraferma restavano ancora ben salde, dato che il trasferimento non aveva ancora assunto un carattere definitivo. Ma altri eserciti, altri popoli dovevano ancora scontrarsi da lì a pochi anni nella penisola e la laguna allora, rappresenterà un sicuro e definitivo rifugio. Quanto ad Attila, ci volle tutto il carisma e l'autorità di un Papa come Leone I per bloccarne la discesa verso Roma. L'ondata devastatrice finalmente si ritirava.



Fonte: srs di Giuseppe Gatteri, Antonio Viviani, Francesco Zanotto, Giuseppe Grimaldo, Laura Poloni, Giorgio Marenghi; da STORIA VENETA,  volume  1, SCRIPTA EDIZIONI


sabato 25 aprile 2015

STORIA VENETA: 1 - STORIA DEL VENETO E DI VENEZIA ILLUSTRATA - INTRODUZIONE





SULLA SCORTA DELLE CRONACHE E DELLE STORIE E SECONDO I COSTUMI


Espressa in più di centocinquanta tavole (trenta per volume) inventate e disegnate da Giuseppe Gatteri, incise da Antonio Viviani e dai migliori artisti veneziani.

I testi di Francesco Zanotto (l'opera è stata edita nel 1860 in Venezia da Giuseppe Grimaldo) sono stati ripresi e curati in chiave moderna dalla dott.ssa Laura Poloni mentre supervisione editoriale, grafica e impaginazione elettronica sono a cura  di Giorgio Marenghi.

Edizione SCRIPTA EDIZIONI

 L'opera consta di cinque volumi di 64 pagine ciascuno.


PIANO DELL’OPERA


STORIA E DI VENEZIA E DEL VENETO.  INDICE GENERALE DEI CINQUE VOLUMI


VOLUME I


1) – STORIA DI VENEZIA ILLUSTRATA. INTRODUZIONE


2) - L'IRRUZIONE DI ATTILA (452).  I VENETI SI RIPARANO NELLE ISOLE LAGUNARI


3) - NARSETE CHIEDE AIUTO AI TRIBUNI (552). I BIZANTINI INTERPELLANO IL GOVERNO VENETO


4) - IN FUGA DAI LONGOBARDI (639).  GLI ALTINATI SI RIPARANO NELLE ISOLE REALTINE


5) - SI LASCIA AQUILEIA (640).  IL VESCOVO PAOLO FUGGE CON CLERO E POPOLO


6) - SI ELEGGE IL PRIMO DOGE (697). A LENTI PASSI VERSO UNA FORMA DI STATO


7) - LA PRESA DI RAVENNA (730). TOLTA AI LONGOBARDI GRAZIE ALLA FLOTTA VENETA


8) - SI DEPONE IL DOGE GALLA (750).  ACCECATO ED ESILIATO COME I SUOI AVVERSARI


9) - LA DISFATTA DI PIPINO (809).  PRESSO ALBIOLA I FRANCHI SONO FERMATI


10) - L'ARRIVO DEL CORPO DI SAN MARCO (828). TRAFUGATO IN MODO AVVENTVROSO


11) - MIROSLAVO SI CONVERTE ALLA PACE (829). DOPO UNA SCONFITTA MILITARE CON VENEZIA


12) - LA MORTE DEL DOGE TRADONICO (864).  CADUTO IN UN AGGUATO TESOGLI DALLE FAZIONI


13) - TRIONFO A RIALTO DOPO LA VITTORIA (880).  NELL'ANNO 880 VENEZIA E' TUTTA IN FESTA


14) - PARTECIPAZIO INCONTRA IL FRATELLO (881).  RILASCIATO ORMAI MORENTE DAL CONTE MARINO


15) - LA GRANDE RINUNCIA DEL DOGE (887). DOPO AVER VENDICATO IL FRATELLO BADOARIO


16) - LA DISFATTA DEGLI UNNI AD ALBIOLA (903).  AFFRONTATI IN LAGUNA VENGONO DISPERSI


17) - IL RAPIMENTO DELLE SPOSE VENEZIANE (930).  COMPIUTO SECONDO LA LEGGENDA DA PIRATI


18) - CANDIANO III PREGA GRAZIA PER IL FIGLIO (958). PIETRO AVEVA TENTATO DI DEPORRE IL PADRE


19) - L'ORRENDO ECCIDIO DI CANDIANO IV (976).  DOGE VOLUTO DAI VENEZIANI FU POI TRUCIDATO



20) - ORSEOLO I SCEGLIE IL CONVENTO (978).  VOLUTO DA TUTTI QUALE DOGE DI PACE



21) - ORSEOLO II SOTTOMETTE LA DALMAZIA (997).  VITALE PER GLI INTERESSI ECONOMICI DI VENEZIA


22) - ORSEOLO II SOCCORRE BARI ASSEDIATA (1004). ACCOLTO CON GIOIA DALLA POPOLAZIONE


23) - MARTIRIO DI SAN GHERARDO SAGREDO (1047).  IL 24 SETTEMBRE DEL 1047 NEI PRESSI DI PEST


24) - IL RIFIUTO DEI PRIGIONIERI VENEZIANI (1085). DOPO UNA GRAVE SCONFITTA SULLE COSTE ALBANESI


25) - LA VITTORIA DI VENEZIA A BUTRINTO (1085).  CONTRO LA FLOTTA DI ROBERTO GUISCARDO


26) - MORTE DI ORDELAFO FALIERO (1116). DURANTE UNA BATTAGLIA NEI PRESSI DI ZARA


27) - MICHIELI ALL'ASSEDIO DI TIRO (1124).  UN NOBILE GESTO DEL DOGE VENEZIANO


28) - SCONFITTO IL PATRIARCA DI AQUILEIA (1162).  ULRICO AVEVA TENTATO DI OCCUPARE GRADO


29) - PACE FATTA TRA IL PAPA E FEDERICO I (1177). CONCLUSA IN VENEZIA GRAZIE AL DOGE ZIANI


30) - DANDOLO ASSUME IL COMANDO (1201). PER LA IV CROCIATA BANDITA DAL PAPA


31) - DANDOLO CONQUISTA COSTANTINOPOLI (1203). DOPO ZARA ANCHE L'IMPERO D'ORIENTE


32) - COSTANTINOPOLI CHIEDE PIETA' AI CROCIATI (1204).  LA SECONDA CONQUISTA DELLA CAPITALE


VOLUME II


33) - UN'ORA BUIA PER IL MONDO (1204). LO SCEMPIO DI COSTANTINOPOLI FU VERGOGNOSO


34) - DANDOLO OFFRE DENARO ALLA PATRIA (1207).  PER MANTENERE LE GUARNIGIONI DI CRETA


35) - L'INCIDENTE D'AMORE DEL CASTELLO (1214).  UNA PICCOLA GUERRA PER FUTILI MOTIVI


36) - LA VITTORIA DEL DOGE MICHELI (1238).  DOPO AVER BATTUTO I PERICOLOSI BULGARI


37) - LA VITTORIA SU GENOVA AD ACRI (1256). PER IL PREDOMINIO SUL COMMERCIO NEI MARI


38) - L'ATROCE FINE DEGLI EZZELINI (1260). ALBERICO E FAMIGLIA STERMINATI A S. ZENONE


39) - L'IMPERO LATINO SCOMPARE (1261).  L'EFFIMERA CREATURA SCONFITTA DAI GRECI


40) - LA MOROSINI SUL TRONO D'UNGHERIA (1291) PER AVER SPOSATO IL RE STEFAN


41) - ALLA CORTE DEL GRAN KHAN TARTARO (1291 - 1292). LA GRANDE AVVENTURA DEI FRATELLI POLO


42) - MARCO POLO SI RACCONTA IN PRIGIONE (1298).  PRENDE COSI' CORPO IL FAMOSO VOLUME


43) - LA GRANDE FESTA DEL MARE (secolo XIII). UN'OCCASIONE PER LO SFARZO VENEZIANO


44) - LA CONGIURA DI BAJAMONTE TIEPOLO (1310).  DIRETTA CONTRO IL DOGE FALLI' MISERAMENTE


45) - VENEZIA SI UMILIA COL PAPA (1312).  PER OTTENERE LA REVOCA DELLA SCOMUNICA


46) - VENEZIA CONQUISTA PADOVA (1337). INIZIA COSI' IL DOMINIO SULLA TERRAFERMA


47) - L'INGHILTERRA CHIEDE AIUTO A VENEZIA (1342). PER LA CONTESA CON IL REGNO DI FRANCIA


48) - PIETRO ZENO MUORE A SMIRNE (1344).  DURANTE UN IMPROVVISO ATTACCO DEI TURCHI


49) - L'ASSEDIO E LA PRESA DI ZARA (1346).  STRAPPATA CON FATICA AL REGNO D'UNGHERIA


50) - LA MORTE DI MARINO FALIERO (1355). CONDANNATO PER CONGIURA CONTRO LO STATO


51) - LA RIVOLTA DEI VENEZIANI DI CANDIA (1363). LEONARDO DANDOLO AFFRONTA I RIVOLTOSI


52) - LA GIOSTRA IN PIAZZA S. MARCO (1364). PER CELEBRARE LA VITTORIA SUI RIBELLI DI CANDIA


53) - CONTARINI RIFIUTA IL DOGATO (1368). FATICOSA L'ELEZIONE DEL NUOVO E RESTIO DOGE


54) - LA SCONFITTA DEGLI UNGHERI A PIOVE DI SACCO (1372). GRAZIE ALL'ESERCITO GUIDATO DAL CORREGGIO


55) - PETRARCA AMBASCIATORE DEI CARRARA (1373). PER OTTENERE MIGLIORI CONDIZIONI DI PACE


56) - L'IMPERATORE RINUNCIA A FUGGIRE (1376).  GIOVANNI PALEOLOGO RIFIUTA L'AIUTO VENEZIANO


57) - LE DONNE OFFRONO ORO ALLA PATRIA (1379). PER REAGIRE ALL'OFFENSIVA GENOVESE


58) - IL PISANI LIBERATO DAL CARCERE (1379).  VOLUTO DAL POPOLO PER RESPINGERE GLI INVASORI


59) - IL DOGE CONTARINI INCORAGGIA I VENEZIANI (1379). LA REPUBBLICA SI SALVA E CONTRATTACCA


60) - FERITO CARLO ZENO SALVATORE DI VENEZIA (1380). CON LE SUE NAVI AVEVA ROTTO IL BLOCCO GENOVESE


61) - IL TRIONFO DEL DOGE E DI VENEZIA (1380). RISTABILITI I RAPPORTI DI FORZA CON GENOVA


62) - SI LIBERANO I PRIGIONIERI GENOVESI (1381). LA GUERRA E' FINITA E SI RITORNA IN PATRIA


63) -  VENIERO NEGA LA GRAZIA AL FIGLIO (1383). INCARCERATO PER INGIURIE SI AMMALO' GRAVEMENTE


VOLUME III


64) - LA CONSEGNA DELLE CHIAVI DI VERONA (1405). ANCHE LA CITTA' SCALIGERA CEDE A VENEZIA


65) - LA FINE DI UNA DINASTIA (1405). I DA CARRARA CHIEDONO PIETA' AL DOGE


66) - LA VITTORIA DI GALLIPOLI (1416). LE NAVI DEL LOREDAN SI SCONTRANO COI TURCHI


67) - UNA CITTA' IN LUTTO ONORA IL SUO EROE (1418). MUORE CARLO ZENO IL SALVATORE DI CHIOGGIA


68) - MUORE IL MOCENIGO (1418).  DOPO UN LUNGO E FRUTTUOSO DOGATO


69) - VENEZIA VINCE A MACLODIO (1427). NELLO SCONTRO CON FILIPPO MARIA VISCONTI


70) - LA FINE DEL CARMAGNOLA (1432).  DOPO ESSERE STATO L'EROE DI MACLODIO


71) - INTERVIENE IL COMANDANTE LOREDAN (1437). ANOMALI TUMULTI IN PIAZZA S. MARCO


72) - SI PREPARA UN LUNGO ASSEDIO (1437). VENEZIANI E MILANESI SI DISPUTANO BRESCIA


73) - LA FLOTTA ATTRAVERSA I MONTI (1438).  PER DIFENDERE BRESCIA SI FA L'IMPOSSIBILE


74) - SI RECUPERA VERONA (1439).  VERONA ATTACCATA IMPROVVISAMENTE



75) - RAVENNA DIVENTA VENEZIANA (1441).  ANTONIO MARCELLO RIFIUTA LA SIGNORIA


76) - LA ROTTA DI CARAVAGGIO (1448). ANCORA IN GUERRA CONTRO I MILANESI


77) - CADAMOSTO INCONTRA DON ENRICO (1454). IL SECOLO DEI NAVIGATORI VENEZIANI


78) - L'ESTREMO SALUTO AL PADRE (1456). LA TRISTE VICENDA DI JACOPO FOSCARI


79) - FRANCESCO FOSCARI SE NE VA (1457).  MORTO IL FIGLIO IL DOGE NON REGGE PIU'


80) SI SPOSA CATERINA CORNARO (1468). UN GIORNO IMPORTANTE PER VENEZIA


81) – IL  MARTIRIO DI PAOLO ERIZZO (1470). CADE IN MANO TURCA NEGRO PONTE


82) - OBIETTIVO TURCHIA (1471).  LA MISURA E' COLMA: LA VENDETTA DI VENEZIA


83) - MUORE IL RE DI CIPRO (1473). VENEZIA ESTENDE IL SUO PROTETTORATO


84) - PAROLA D'ORDINE: RESISTERE (1474).  I TURCHI ARRIVANO IN ALBANIA


85) - UN INUTILE ASSEDIO (1478).  A SCUTARI SI CONTINUA A RESISTERE


86) - BELLINI DIVENTA CAVALIERE (1480).  PER L'ARTE SI DIMENTICANO ANCHE I RANCORI


87) - LE DONNE DI NUOVO A CASA! (1484). E' GUERRA TRA VENEZIA E FERRARA ... A GALLIPOLI


88) - IL RITORNO DELLA REGINA (1489). CATERINA "REGALA" CIPRO A VENEZIA


89) - CABOTO SBARCA A TERRANOVA (1497) VENEZIA VARCA L'OCEANO ATLANTICO


90) - SI ESIGONO SPIEGAZIONI (1499). ANTONIO GRIMANI PERDE LEPANTO


91) - UN RIFIUTO DIPLOMATICO (1509). L'AMBASCIATORE VENEZIANO RESPINGE I DONI


92) - L'APPELLO DI UN SAGGIO (1509). ARRIVANO LE PRIME SCONFITTE


93) - TREVISO RESTA FEDELE (1509). NON TUTTI ABBANDONANO VENEZIA


94) - SI GIURA DI DIFENDERE LA CITTA' (1509).  ANCHE PADOVA SEGUE TREVISO


VOLUME IV


95) - IL CAPITANO DA CERI ENTRA A CREMA (1514). CREMA RESISTE ALLE ARMI DI CAMBRAI


96) - FINALMENTE LA PACE! (1517).  DOPO DIECI ANNI DI DURISSIME GUERRE


97) - PIETRO BEMBO IN VATICANO (1540). FU UNO DEI PIU' AUTOREVOLI LINGUISTI DEL 1500


98) - ULTIMA META: VENEZIA (1540). PROSEGUE INESORABILE L'AVANZATA TURCA


99) - SI CONTINUA A STUDIARE (1548). LETTERE E CULTURA IN CASA VENIER


100) - GIURA LA DOGARESSA (1557). GRANDE FESTA A VENEZIA TRA LA NOBILTA'


101) - SI FUGGE DA NICOSIA! (1570). VENEZIA INIZIA A PERDERE ANCHE CIPRO


102) - MEGLIO MORIRE! (1570). DOPO LA PRESA DI NICOSIA DA PARTE DEI TURCHI


103) - SI RESISTE A TUTTI I COSTI (1571). DOPO NICOSIA FU LA VOLTA DI FAMAGOSTA


104) - SI MUOVONO ANCHE LE DONNE (1571). FAMAGOSTA: INIZIANO I PRIMI CEDIMENTI


105) - IL MARTIRIO DI BRAGADIN (1571). A FAMAGOSTA E' LA CACCIA ALL'UOMO


106) - SI VINCE A LEPANTO! (1571). PERDUTA ANCHE CIPRO L'EUROPA REAGISCE


107) - IL RITORNO DELL'EROE (1573). DOPO LEPANTO E' FESTA GRANDE A VENEZIA


108) - IL RE VISITA TIZIANO (1574). VENEZIA ACCOGLIE IL SOVRANO FRANCESE


109) - ARRIVA LA PESTE (1576). NON C'E' SOLO LA GUERRA A SPOPOLARE ...


110) - VENIER DIVENTA DOGE (1577). DOPO LEPANTO IL TRONO DUCALE


111) - PAOLO SARPI DEVE MORIRE (1607). CON LA CONTRORIFORMA IL CLIMA SI FA PESANTE


112) - SI SCOPRE LA CONGIURA! (1608).  ANCHE LA SPAGNA CONTRO VENEZIA


113) - IL SENATORE PREFERISCE TACERE (1622). ANTONIO FOSCARINI VITTIMA DEL "TERRORE"


114) - SI COSTRUISCE IL TEMPIO DELLA SALUTE (1631). ARRIVA UNA NUOVA TREMENDA EPIDEMIA


115) - IL CARDINALE OFFRE I SUOI AVERI (1645). PER AFFRONTARE UN ALTRO FRONTE DI GUERRA


116) - A CANDIA NON C'E' SCAMPO! (1645). IL DRAMMA FAMILIARE DI UN MILITARE VENEZIANO


117) - SI COMBATTE DURAMENTE (1647).  INIZIANO I PRIMI SCONTRI NAVALI PER CANDIA


118) - IL TURCO SI ARRENDE (1648).  SI RICONQUISTANO ANCHE ALCUNE CITTA'


119) - TUTTI A DIFENDERE LA CITTA'! (1648). INIZIA L'AGONIA DI CANDIA SOTTO ASSEDIO


120) - LA VITTORIA DI PAROS (1651). SI SUSSEGUONO GLI SCONTRI SUL MARE


121) - SI GIURA PRIMA DELLA BATTAGLIA (1654). AD OGNI SCONTRO SALE L'ENTUSIASMO


122) - VENEZIA E' IN FESTA (1656).  ANCORA UNA VITTORIA NAVALE SUI TURCHI


123) - LA MORTE DI LAZZARO MOCENIGO (1657).  UNA VITA SPESA PER FARE GRANDE VENEZIA


124) - ANCORA LE DONNE IN AZIONE (1667). A CANDIA LE COSE PEGGIORANO SEMPRE PIU'


125) - SI RIFIUTA LA RESA (1668).  SONO GLI ULTIMI GIORNI PER CANDIA


VOLUME V


126) - A CANDIA ARRIVANO I FRANCESI (1668). FINALMENTE ANCHE L'EUROPA SI MUOVE


127) - LA MORTE DI CATERINO CORNARO (1669). GLI ULTIMI EROI DI UN'ASSURDA GUERRA


128) - VENEZIA RESTA SOLA! (1669). PER L'ISOLA DI CANDIA SI AVVICINA LA FINE


129) - VENEZIA ABBANDONA CANDIA (1669). DOPO 22 ANNI DI ASSEDIO CANDIA SI ARRENDE


130) - ELENA CORNARO PISCOPIA (1678).  E' VENEZIANA LA PRIMA DONNA FILOSOFA


131) - MOROSINI CONQUISTA CORONE (1685). INIZIA LA RIVINCITA VENEZIANA


132) - LA RISCOSSA DELL'EUROPA CRISTIANA (1686) PROSEGUONO LE VITTORIE CONTRO I TURCHI


133) - MOROSINI E' IL NUOVO DOGE (1690). VENEZIA RINGRAZIA IL SUO COMANDANTE ...


134) - ONORI PAPALI AL DOGE (1690). E' VENEZIANO IL NUOVO PAPA ALESSANDRO VIII


135) - VITTORIA A METELLINO! (1698). DOPO GLI ONORI RIPRENDONO LE BATTAGLIE


136) - SI DIFENDE CORFU' (1716). RIPRENDE ANCORA LO SCONTRO CON I TURCHI


137) - LA MORTE DELL'ULTIMO EROE (1717).  SI AVVIA A CONCLUSIONE LO SCONTRO COI TURCHI


138) - IL DONO DEL PAPA AL DOGE (1759). DOPO ALCUNE TENSIONI COL PAPATO


139) - VENEZIA E IL BEY DI TRIPOLI (1766). RIESPLODE IL PROBLEMA DELLA PIRATERIA


140) - ANGELO EMO BOMBARDA SFAX (1785). VENEZIA REAGISCE AGLI ATTACCHI CORSARI


141) - UNA CITTA' IN LUTTO (1792). ANGELO EMO SI RITIRA A MALTA E VI MUORE


142) - DOPO MILLE ANNI LA FINE (1797).  GLI ULTIMI ISTANTI DELLA REPUBBLICA


143) - GLI ORGANI DEL POTERE DELLO STATO VENEZIANO


144) - I FATTI E GLI EPISODI PIÙ IMPORTANTI DELLA STORIA VENEZIANA


145) - LE CIFRE DI VENEZIA. UOMINI E MATERIALI DELLA GRANDEZZA DELLA REPUBBLICA


146) – INDIGE GENERALE. DEI CINQUE VOLUME



Fonte: srs di Giuseppe Gatteri, Antonio Viviani, Francesco Zanotto, Giuseppe Grimaldo, Laura Poloni, Giorgio Marenghi; da STORIA VENETA,  volume  5,  SCRIPTA EDIZIONI