martedì 28 agosto 2012

LA CRISI È FINITA, INIZIA LA MISERIA – LATINA OGGI: AFFAMATO CHE NON MANGIA DA GIORNI RUBA IN UN SUPERMERCATO, DENUNCIATO!



Monti dice che "la crisi è quasi finita"... infatti ora inizia la MISERIA.
Da un articolo di "Latina Oggi" del 25 agosto 2012:  Uomo AFFAMATO CHE NON MANGIAVA DA GIORNI ha rubato in un supermercato e si è preso una denuncia...

Ovviamente la notizia ha avuto risalto solo nella cronaca del  giornale locale dove è accaduto... Queste notizie la gente non le deve sapere, la gente deve solo “sapere e pensare” come dice Monti "che la crisi sta finendo".

Fonte: da Latina Oggi, di sabato 25 agosto 2012


lunedì 27 agosto 2012

EURO, UN FALLIMENTO ANNUNCIATO: VENTI ANNI FA IL KEYNESIANO WYNNE GODLEY SPIEGAVA PERCHÉ NON POTEVA FUNZIONARE.



"Se un Governo non ha la propria Banca Centrale sulla quale può creare denaro liberamente, i suoi utilizzatori (spenditori) possono essere finanziati solo attraverso il prestito nel libero mercato in competizione con le Imprese, e questo può risultare eccessivamente caro o addirittura impossibile, particolarmente quando si è in condizione di estrema emergenza; il pericolo, allora, è che le restrizioni di bilancio alle quali i Governi sono singolarmente impegnati faranno conoscere una tendenza disinflazionistica che chiuderà l' Europa in blocco in una depressione senza potere di ripresa".

(Wynne Godley, 1992)

sabato 25 agosto 2012

DAMERINI INCAMICIATI...



Alcuni sindacalisti definiscono "ecatombe sociale" le scelte del governo in tema di ammortizzatori sociali...

Dove sono gli scioperi? Dove sono le proteste? Chi sta informando lavoratori e cittadini circa le scelte del governo?

FINO A QUANDO I SINDACATI SARANNO GESTITI DA DAMERINI INCAMICIATI CHE GUADAGNANO 100.000€ (O PIU') ALL'ANNO, NON FARANNO *MAI* NIENTE, SE NON CONVINCERE I LAVORATORI AD "INGOIARE IL ROSPO"...


Fonte. da NOCENSURA del  14 marzo 2012

martedì 21 agosto 2012

LE TORCE UMANE DELLA DISPERAZIONE



Mentre Monti e Passera incantano la platea del meeting di CL a Rimini, attribuendosi il salvataggio di un paese che sta sprofondando nel baratro e vaticinando l’ormai prossima uscita da una crisi in realtà ben più irreversibile dell’euro tanto caro a Mario Draghi, in Italia si continua a morire di disoccupazione e gli applausi tributati dai ciellini al governo dei banchieri suonano come una nota tanto stonata quanto irriguardosa.

Angelo, disoccupato di Forlì di 54 anni é morto ieri mattina, al termine di una settimana di agonia e con l’85% del corpo devastato dalle ustioni, dopo essersi dato fuoco per disperazione dinanzi a Montecitorio….

Maurizio, meccanico in rovina di Torino di 48 anni  é bruciato come una torcia la scorsa notte, nell’anonimato di un prato di periferia, dove nessuno ha potuto assistere alla sua agonia ed i carabinieri lo hanno trovato solo quando si è fatto giorno.

In entrambe le circostanze, così come nelle centinaia di casi di suicidi per motivi economici che costellano gli ultimi mesi, ed i media obbedendo ad ordini superiori hanno smesso di rendere noti, i martiri della disperazione non hanno lasciato dietro di sè altro che una lettera di scuse per la famiglia ed i cocci di una vita devastata dai problemi economici e dal senso di colpa connaturato nell’incapacità di campare sè stessi ed i propri famigliari.

Ma nell’atmosfera del meeting di Rimini, carica di fiducia nel futuro e gratitudine per quanto sta facendo il governo di Goldman Sachs, non c’é spazio per le torce umane, nè tantomeno per i “perdenti”. Si cantano inni alla crescita e si celebra il verbo delle banche, uniche ed onnipotenti, così in cielo, come in terra.

Fonte: dal STAMPA LIBERA del 21 agosto 2012

PRIMA DI ENTRARE IN UN SUPERMERCATO RICORDATI QUESTE 8 COSE



Fare la spesa nel supermercato sembra una attività innocua.
Tutti facciamo la spesa almeno una volta a settimana senza però prestare troppa attenzione a ciò che accade dietro le quinte del supermercati.
Il nostro modo di comprare è diventato una scienza fra le più studiate e con il maggior numero di ricercatori nel mondo.
“I ricercatori del marketing hanno lavorato per anni per essere sicuri che l’acquirente comune guardi più prodotti possibili durante la spesa, perché più vedono, più comprano”, questo è ciò che ha detto Marion Nestle, autrice di What to Eat: An Aisle-by-Aisle Guide to Savvy Food Choices and Good Eating.
Quindi se vuoi essere un acquirente intelligente leggi questi trucchetti e segreti nascosti nel supermercato.
1. I carrelli della spesa sono sporchi.
In accordo con gli studi fatti sui carrelli, più del 60% di questi danno rifugio a batteri coliformi (la specie di batteri che si ritrova sulle toilette pubbliche!). Il Dr. Chuck Gerba, microbiologo dell’Università di Arizona dice: “Questi batteri potrebbero venire dalle verdure non ancora lavate, dai salumi non ancora spellati, dalle mani sporche dei clienti o dai bambini che si siedono nei carrelli. Basta pensare che dove avete messo i broccoli pochi minuti prima si trovava il sedere di un bambino”. Secondo gli studi fatti da Gerba e sui collaboratori, i carrelli della spesa hanno più batteri di tutte le superfici da loro studiate, incluse le tavolette del wc e i poggiatesta dei treni. Per evitare di sporcarsi con questi fastidiosi batteri Gerba suggerisce di pulire il manico del carrello con dei fazzoletti igienizzati e di lavarsi le mani dopo aver fatto la spesa.

2. I cibi “amici dei bambini” sono disposti alla loro altezza.
Chiunque faccia la spesa con dei bambini sa che deve porre attenzione alle cose che questi prendono e buttano nel carrello. Marion Nestle dice: “Dico sempre ai genitori di non fare mai la spesa con i figli. Le scatole con su disegnati dei cartoni animati sono sempre posizionati negli scaffali più bassi dove anche i bambini ai primi passi possono arrivare”. Un viaggetto nel corridoio dei cereali ve lo confermerà, Tara Gidus della American Dietetic Association dice: “I cereali zuccherati sono al livello degli occhi dei bambini, mentre quelli salutari e ricchi di fibre sono negli scaffali più alti”. È la stessa situazione che si ritrova ai registratori di cassa dove le caramelle e le gomme sono strategicamente posti per incoraggiare acquisti impulsivi di adulti e bambini che posso facilmente afferrare questi piccoli prodotti.
3. Affettano e tagliano i cibi in modo da poter aumentare il prezzo.
Nel reparti cibi freschi possiamo trovare delle belle fette di anguria già tagliate o verdure e insalata fresca lavate e tagliate. Nella zona macelleria il petto di pollo come anche le bistecche sono già affettate e anche marinate, pronte per essere cotte. Non si può negare che questi cibi già tagliati rendano la vita più facile a anche i nutrizionisti concordano sul fatto che ciò fa aumentare il consumo di vegetali o frutta e quindi è una buona cosa per la salute. Bisogna però almeno tener presente che si sta pagando un sovraccarico di prezzo abbastanza elevato (alcune volte più del doppio, basta leggere il prezzo al chilo e non della singola confezione) per una cosa che potremmo fare da soli.
4. I cibi che fanno bene alla salute sono nascosti!
L’esempio classico è quello della pasta integrale che è posta negli scaffali più bassi o anche i cibi biologici che spesso hanno un piccolissimo scaffale tutto loro vicino ai cibi etnici.
5. Le esposizioni alla fine della corsia sono lì per distrarti dalla tua missione.
Marion Nestle dice: “Le compagnie alimentari pagano i negozi per posizionare i loro prodotti dove possono essere visti più facilmente, come ad esempio nelle esposizioni alla fine delle corsie”. Il concetto è quello di posizionare oggetti ad alto profitto o anche gruppi alimentari come le cioccolate per ispirare acquisti compulsivi; e anche se alcune volte queste esposizioni sono usate per promuovere articoli in offerta le persone comprano anche se non ci sono offerte. Il Dr. Brian Wansink direttore del Laboratorio Food and Brand dell’ Università di Cornell e autore di Mindless Eating dice: “Le persone comprano il 30% in più di prodotti che sono posizionati nelle esposizione di quelli a metà del corridoio, anche perché pensiamo che il vero affare si trova alla fine”.
6. Gli affari non sempre sono affari.
Chi può resistere ad offerte tipo “Compra 5 e ne hai uno gratis”, o “3 per un Euro”? Apparentemente solo poche persone. Il Dr. Brian Wansink dice: “Ogni volta che vediamo un numero in un cartello pubblicitario su uno scaffale compreremo circa il 30% in più di quel prodotto di quanto intendevamo comprare” e quindi se compri di più di quanto hai bisogno non sarà necessariamente un affare! O ancora peggio ti farà consumare di più, sempre Brian Wansink ci dice: “Una volta che il prodotto è in casa lo mangerete anche senza volerlo… è così un peccato buttare il cibo”. Infine se una scatola ad esempio di tonno è pubblicizzata ad un prezzo più basso di un’altra fate attenzione alla quantità di tonno nella scatola e cercate di leggere qual’è il prezzo al chilo. Aggiungo un commento del post su questo tema di protonutrizione: “Avendo studiato marketing conosco questi trucchi ed altri, alcuni dei quali sono effettivamente molto efficaci. Uno ad esempio è mettere l’indicazione “Promozione” “Offerta speciale” o simile senza per questo variare il prezzo del prodotto. Immancabilmente il tasso di rotazione di quel prodotto aumenterà in quando il consumatore tende a non memorizzare i prezzi dei prodotti, particolarmente se non si tratta di un bene ad acquisto ripetuto. La cosa funziona ancora meglio se questi prodotti con riduzione di prezzo non effettiva sono all’interno di una più ampia offerta promozionale con prodotti che hanno avuto un effettiva riduzione e gli esempi potrebbero continuare. Conoscendoli si riesce a non subirne gli effetti negativi ed a volte a sfruttarli a proprio vantaggio”.
7. Camminerai nel negozio seguendo una strada obbligata.
Non solo il percorso come tutti sanno è sempre obbligato a causa della disposizione degli scaffali ma nei grandi supermercati spesso siamo obbligati a seguire un percorso senza accorgercene. Il percorso “obbligato” è infatti creato senza barriere architettoniche ma seguendo i bisogni primari degli acquirenti tipo il pane, la pasta, il latte e le verdure; seguendo questi percorsi ci troveremo con il 60-70% di prodotti in più di quanto avevamo preventivato.
8. Non puliscono sempre come dovrebbero.
Gli ispettori dell’Ufficio di Igiene spesso (almeno spero) controllano i supermercati alla ricerca di eventuali irregolarità. Potete però fare una piccola ispezione da soli. Vi può bastare passare il dito sulla parte alta degli scaffali per ritrovarlo pieno di polvere. Se poi vedete delle mosche sappiate che possono portare dei batteri e, infine, se c’è polvere sulle confezioni evitate di comprarle.

Fonte:  srs di Edoardo Capuano da ecplanet.com del 16 agosto 2012



sabato 18 agosto 2012

IL COMPAGNO "DUCH" CONDANNATO ALL'ERGASTOLO IN APPELLO.



Tribunale dei Khmer rossi: in appello, ergastolo per il compagno Duch
In primo grado il direttore della prigione S-21, dove sono morte decine di migliaia di cambogiani, aveva subito una condanna a 30 anni. Per i giudici i crimini commessi "sono i peggiori nella storia dell'uomo". Egli è l'unico ad aver ammesso le proprie colpe. Centinaia di sopravvissuti al regime hanno ascoltato la lettura della sentenza.

Phnom Penh (AsiaNews) - Il tribunale Onu per i crimini di guerra in Cambogia ha respinto oggi l'appello presentato dai legali di Kaing Guek Eav - meglio conosciuto come compagno Duch - commutando in ergastolo la pena a 30 anni di galera inflitta in primo grado. Nel proclamare la sentenza Kong Srim, presidente della Corte, ha sottolineato che i giudici hanno deciso di "comminare la pena del carcere a vita" perché i "crimini commessi [...] sono indubbiamente fra i peggiori registrati nella storia dell'uomo". E per questo l'ex comandante della famigerata S-21, il carcere di Tuol Sleng a Phnom Penh, merita "la pena più elevata possibile". Centinaia di cambogiani - molti dei quali sopravvissuti al genocidio perpetrato dai Khmer rossi - hanno assistito al verdetto finale del procedimento.

Il 69enne compagno Duch, il solo ad aver ammesso le proprie colpe e aver chiesto perdono, dopo un lungo cammino che l'ha spinto anche a convertirsi al cristianesimo, è stato arrestato nel 2010 e condannato a 30 in primo grado. Nella S-21 sono morte fra le 15mila e le 17mila persone, per fame, stenti, torture o esecuzioni sommarie. Egli ha appellato la sentenza, affermando che era "solo" un ufficiale di seconda fascia, costretto a seguire gli ordini impartiti dai leader Khmer rossi nel "timore di venire ucciso". Tuttavia, i giudici non hanno creduto alle sue parole e hanno aumentato l'iniziale pena a 35 anni, poi ridotta a 30, comminando il carcere a vita.

Alla caduta del regime dei Khmer rossi il 7 gennaio 1979, con l'invasione di Phnom Penh delle truppe vietnamite, solo sette persone sono riuscite a fuggire dalla prigione, riuscendo a salvarsi e raccontare poi i drammi patiti in carcere. Fra questi vi era il famoso artista Van Nath, che è riuscito a salvarsi dipingendo ritratti di Pol Pot, del compagno Duch e altri leader dei movimento maoista. Le sue celebri opere hanno inoltre documentato un drammatico spaccato della vita nelle celle e delle quotidiane torture inflitte a uomini, donne, bambini e neonati massacrati senza pietà alcuna. Egli è morto il 5 settembre 2011 all'età di 66 anni (cfr. AsiaNews 07/09/2011 Phnom Penh: morto Vann Nath, l’artista che ha dipinto le atrocità dei Khmer rossi).

La Cambogia porta ancora le ferite della dominazione dei Khmer rossi guidati dal sanguinario Pol Pot, che ha governato il Paese dal 1975 al 1979 seminando morte e distruzione. In pochi anni il regime ha eliminato - per fame o nei famigerati Killing Fields, campi di sterminio alle porte di Phnom Penh - quasi due milioni di persone (circa un quarto della popolazione). Molte delle vittime erano intellettuali, medici, insegnanti ed esponenti dell’elite culturale. Al momento è in corso un secondo processo contro altri tre leader Khmer rossi: Nuon Chea, conosciuto con il soprannome di “Fratello numero due”; Khieu Samphan, ex capo di Stato della Kampuchea Democratica; Ieng Sary, ex ministro degli Esteri del regime.

Tuttavia i critici sottolineano che il Tribunale Onu, criticato per corruzione e inefficienze, ha colpito - in parte - solo i simboli del regime ma non ha garantito vera giustizia al popolo cambogiano. Pol Pot è morto nel 1998 per malattia e non ha mai subito processi né incriminazioni per le atrocità commesse sotto il suo comando. Inoltre, molti dei vecchi funzionari di secondo piano e vecchi quadri del movimento maoista sono ancora oggi liberi e in molti casi ricoprono importanti ruoli di governo.

Fonte: Asia New.it del 3 febbraio 2012


giovedì 16 agosto 2012

I CRIMINI “DIMENTICATI” DEL COMUNISMO



I crimini nazisti ci sono ricordati ad ogni piè sospinto, perchè le vittime, altrettanto innocenti, della barbarie rossa sono relegate in un angolo della nostra memoria?
G.R.

Continua la controversia fra gli storici se abbia ucciso più persone Hitler o Stalin. Il libro dello storico inglese Frank Dikötter Mao’s Great Famine. The History of China’s Most Devastating Catastrophe, 1958-1962 (Walker, New York 2010) ci ricorda che Mao Tse-Tung li batte di gran lunga entrambi, stabilendo record che forse superano anche Gengis Khan. Una cosa, secondo Dikötter, è sicura: il “Grande Balzo in Avanti” del 1958-1962 è il più grande crimine di tutti i tempi, la peggiore catastrofe mai causata da mano umana nella storia. 

Si trattò di una corsa folle allo sviluppo economico, attraverso la collettivizzazione lanciata da Mao nel 1958, dopo che Khruscev aveva promesso che in quindici anni l’economia russa avrebbe superato quella degli Stati Uniti. Mao rispose che nello stesso periodo, anzi prima, la Cina avrebbe superato la Gran Bretagna. Così, nel 1958 avviò una gigantesca campagna per concentrare tutti i contadini dell’enorme Cina in soli 28.000 grandi comuni; imporre ritmi di lavoro forsennati per costruire a tempo di record nuove dighe e canali; installare in ogni villaggio piccoli altiforni per produrre ghisa e altri materiali. Il piano era demente. 
Le dighe costruite frettolosamente cedettero, facendo, nel solo caso delle due barriere sul fiume Hua, 230.000 morti.
Gli altiforni (in cui pure i contadini furono costretti a buttare di tutto, dalle pentole ai rivestimenti delle case, talora distrutte per questo scopo) produssero materiali ferrosi del tutto inutili. Soprattutto, si distrussero le famiglie. Uomini e donne furono separati e inviati a lavorare fino a venti ore al giorno in unità separate, dormendo all’addiaccio o in casermoni o tende malsane e mangiando, pochissimo, nelle mense. 
Uno dei collaboratori di Mao dichiarò che era venuto il momento di riconoscere che «tutto è collettivo, anche le persone umane».
Dikötter è il primo storico al quale il governo di Pechino ha consentito di accedere a tredici dei trentuno archivi regionali cinesi, e a quattordici dei maggiori archivi comunali, fra cui quelli di Nanchino, Canton e Wuhan. Si tratta di tesori di documentazione, ma non di una ricerca completa. Difficilmente questa sarà mai consentita dalle autorità cinesi, a meno di un cambio di regime e se pure lo fosse, molti documenti sono irrimediabilmente perduti. Il materiale è comunque sufficiente a tracciare un quadro allucinante. 
Ben presto i cinesi iniziarono a morire, o di fame o uccisi dalle milizie che temevano rivolte. Mao giunse perfino a commissionare degli studi sul numero di persone che, regione per regione, dovevano essere giustiziate per prevenire ogni rischio di rivolta, e a imporre “quote” di esecuzioni alle autorità regionali. La fame portò a diffusi episodi di cannibalismo, rigorosamente documentati negli archivi, e a un vero e proprio sterminio dei vecchi e dei bambini, separati dai familiari e concentrati in “Case della felicità” le cui razioni alimentari dal 1960 scesero a livelli così bassi che quasi tutti morirono. Molti coloro che finirono uccisi dalle milizie. Dikötter riporta che in un villaggio, dove la maggioranza delle persone era già morta di fame, furono allestite “trappole” con dolci e riso per vedere chi era disposto a rubare per sopravvivere. 
Chi ci cascava finiva in un sacco, dove era subito bastonato a morte dalla milizia. Quanti morirono? Nessuno lo saprà mai con certezza, conclude lo storico, ma oggi le stesse fonti ufficiali cinesi parlano di una cifra minima di quarantacinque milioni di persone, riferita peraltro ai soli cinque anni del Grande Balzo in Avanti e non all’intera carriera di Mao. Nel 1961 era diventato chiaro, anche a molti esponenti del partito, che la natura stessa si ribellava al folle progetto. «C’è una nuova battaglia – rispose Mao in un discorso –: abbiamo dichiarato guerra alla natura». 
Ma alla fine, incalzato soprattutto da Liu Shaoqi, che minacciava di organizzare una rivolta all’interno del partito, Mao nel 1962 dovette cedere e rinunciare al Grande Balzo in Avanti. Ma giurò di vendicarsi. Nel 1966 scatenò la Rivoluzione Culturale, che uccise almeno altre 700.000 persone: tra cui, nel 1969, Liu Shaoqi, che fu prima imprigionato e poi lasciato morire, privato delle cure mediche per il suo diabete. Di tutti questi orrori qualcuno vorrà attribuire la colpa ai soli collaboratori del presidente. Ma il libro di Dikötter toglie ogni illusione sul suo ruolo. L’immane tragedia fu voluta e guidata personalmente da Mao.


Fonte: da Excalibur del 7 maggio 2011

mercoledì 15 agosto 2012

lunedì 13 agosto 2012

ILLUDERE GLI OPERAI, DISTRUGGERE LA CHIESA, AGGREGARE L’ITALIA ALL’URSS: I PIANI DEL PCI IN DUE DOCUMENTI ESCLUSIVI






E’ il 1948, all’orizzonte si profila l’appuntamento con il 18 aprile, giorno delle elezioni politiche che potrebbero rivelarsi decisive per le sorti dell’Italia. Pci e Psi si sono riuniti nel Fronte Democratico Popolare, con lo scopo dichiarato di assumere la guida del Paese battendo la Dc, già uscita vincitrice dalle precedenti elezioni del 1946. Al fine di raggiungere l’obiettivo, i militanti sono disposti a tutto: una vera e propria “macchina da guerra”, nemmeno troppo “gioiosa”, per parafrasare la famosa uscita di Achille Occhetto molti anni dopo.
La propaganda del Fronte Democratico Popolare è feroce, tanto che i “compagni propagandisti” rivestiranno un ruolo importante durante la campagna elettorale.

I due documenti che vi mostriamo sono particolarmente significativi: una lettera segreta contenente un vero e proprio vademecum per i propagandisti ed un decalogo inoltrato ai militanti più fedeli e considerati affidabili. Entrambi stupiscono per il tono enfatico e ancor di più per i contenuti, talvolta davvero stucchevoli. Ci sono stati forniti da un lettore del blog, che li ha avuti originali da una persona nata del 1932 che all’epoca risiedeva in un paesino vicino a Ravenna. Essendo famiglia di area cattolica, hanno ricevuto tale missiva per errore, ma l’hanno gelosamente custodita per tutti questi anni.
 Nel vademecum sono elencati i 9 punti che il Partito intendeva inculcare ai propagandisti: dai nemici del Fronte Popolare, individuati anche nei mancati alleati del PSLI (futuro PSDI) e PRI, agli obiettivi da ottenere in ambito morale, economico e religioso. Ossia estirpare la Chiesa, distruggere la moralità, abolire la proprietà privata. E poi, trasformare l’Italia in una Repubblica Socialista, vassalla dell’URSS di Stalin, favorendo l’egemonia comunista nel mondo. Oltre alla raccomandazione finale di non divulgare la lettera, che deve restare segreta. Abbiamo scelto di riportare integralmente il documento, senza correggere errori pacchiani come “appariscano”.


Compagno mezzadro!

1) Il giorno 18 aprile si combatterà la battaglia decisiva tra le forze progressiste e le forze reazionarie. Le forze progressiste sono tutte quelle raggruppate nel Fronte, la forze reazionarie sono tutte le altre. Il Partito Comunista integrale che è l’anima del P.C.I. denuncia come forze reazionarie sia il P.S.L.I. sia il P.R.I., perché il P.C.I. sa perfettamente che se fosse stato costituito, in Italia, un Fronte Popolare comprendente anche le forze socialiste e repubblicane, come fu fatto dodici anni fa in Ispagna, il P.C.I. avrebbe senz’altro vinto le elezioni. Mentre invece il partito si trova a dover lottare contro la reazione, che diventa ogni giorno sempre più pericolosa ed aggressiva, insieme al solo P.S.I. del compagno Nenni, in una lotta che diventa sempre più dura e preoccupante.

2) Il Partito, ti considera maturo e degno di conoscere i suoi più immediati obiettivi, per convincerti della necessità di lottare duramente. Il Partito sa che gli avversari, grazie a forme spietate della loro propaganda capillare, sono riusciti a provocare il disordine nelle nostre file, che fino a dieci giorni fa, sembravano pugnaci e compatte. Il Partito sa che, purtroppo, moltissimi compagni non hanno resistito al tremendo attacco. Ricorda sempre che il Partito ti rivela i suoi immediati obiettivi, considerandoti maturo, perché tu possa incoraggiare i compagni impauriti ed ammonire i compagni titubanti.

3) Il Partito mira a questi obiettivi grandiosi la cui conquista darà nome alla nostra epoca:

Primo: nel piano religioso il Partito mira e estirpare radicalmente l’idea di dio, la dottrina di Cristo, la influenza della chiesa sulle masse, il potere dei preti. Non si vedranno più madonne che andranno in giro da un comune all’altro, né madonne che appariscano o statue di madonne che si muovano.

Secondo: nel piano morale, il partito tende a liquidare, una volta per tutte, la morale borghese, la famiglia cristiana, l’indissolubilità del matrimonio. Il Partito vuole rivendicare, a favore di tutti, uomini e donne, la libera iniziativa nell’amore, fuori da ogni controllo religioso, perché per noi bolscevichi la religione è l’oppio del popolo e droga che ubriaca. La sola morale del Partito è quella affermata dal grande Lenin: quella che serve agli sviluppi della nostra lotta, non quella che si riallaccia all’idea di dio e dei suoi pretesi comandamenti.

Terzo: nel piano economico il Partito abolirà la proprietà privata di tutti i mezzi di produzione, ed in modo particolare abolirà la proprietà privata della terra, delle industrie, dei mezzi di comunicazione -ferroviari, marittimi, aerei, automobilistici – di tutte le aziende, agricole, industriali, artigiane, di caccia e di pesca. Tutto sarà confiscato a favore dello Stato, il quale sarà il solo produttore ed il solo distributore di merci e prodotti, il solo che avrà in mano il commercio sia interno che estero.

4) Compagno! Quando tutto sarà confiscato a favore dello Stato, tu sarai finalmente libero da qualunque privato padrone. Lo Stato tutelerà i tuoi diritti, se tu osserverai onestamente i tuoi doveri. I diritti e i doveri del cittadino saranno determinati in una nuova Carta Costituzionale, che sarà immediatamente fatta sulla guida di quella del compagno Stalin.

5) Quando il partito avrà conquistato il potere, allora vedrai cosa saprà fare contro la chiesa cattolica, contro i suoi ministri, i suoi simboli, i suoi santi, le sue madonne, le sue chiese, le sue organizzazioni. Il Partito ti libererà per sempre dai preti e dalla loro dottrina.

6) Quando il Partito avrà conquistato il potere allora finalmente si realizzerà il sogno di ogni vero comunista bolscevico italiano: l’Italia diventerà una REPUBBLICA SOCIALISTA e domanderà l’onore di essere aggregata all’URSS, con a capo il compagno Stalin. Così dichiarò a Mosca il compagno Togliatti. Allora l’URSS penetrerà, attraverso l’Italia, nel mare mediterraneo, e sarà in grado di resistere alle prepotenze degli Stati Uniti d’America; allora il compagno Stalin accetterà la sfida che gli Stati Uniti d’America gli hanno lanciato. La vittorie del Fronte significherà perciò guerra agli Stati Uniti d’America; e la guerra finirà nella vittoria del Comunismo nel mondo.

7) La vittoria del Fronte aprirà immediatamente le porte alla emigrazione di milioni di lavoratori italiani in Russia, grande Patria del Socialismo, senza formalità alcuna. Così milioni di lavoratori italiani riempiranno gli spaventosi vuoti causati dalla infame guerra fascista nei ranghi della gioventù maschile sovietica. E migliaia di donne sovietiche saranno felici di accogliere i lavoratori italiani, e creare con essi una vera famiglia comunista.

8 ) Compagno! Il Partito ha insistito presso il compagno Stalin di fare all’ultimo momento il gran gesto verso l’Italia, di rinunciare alle riparazioni e alle navi italiani e almeno di promettere all’Italia il grano necessario per arrivare al raccolto. Ciò sarà utilissimo alla nostra propaganda. E’ chiaro, del resto, che se il Partito vincerà le elezioni, il compagno Stalin sarà ricompensato ad usura del suo gesto, ed avrà il centuplo di ciò che darà o prometterà all’italia prima delle elezioni.

9) Compagno! Questa è lettera è segreta. Appunto per questo è stata spedita in busta non intestata, come lettera privata. Il Partito ti raccomanda quindi di non farla leggere a nessuno, ma tutt’al più, ad un solo compagno di tua piena fiducia, purché non sia un contadino. Nel caso però che questa lettera capitasse in mano agli avversari, il Partito la smentirà sollecitamente, a voce e sulla stampa, nelle sue Sedi e fuori. E’ certo doloroso per il Partito dovere smentire i suoi veri programmi; ma talvolta ciò è necessario. Sii dunque avvertito che se il Partito smentirà, ciò vuol dire che qualche compagno immaturo ha parlato.


Per il P.C.I. nel M.S.R.
(Compagno Filiberto S.)


W IL FRONTE DEMOCRATICO POPOLARE!”



PCI. LETTERA  SEGRETA CONSEGNATA DAL COMITATO CENTRALE DEL PARTITO COMUNISTA ITALIANO,  DIRETTO DA PALMIRO TOGLIATTI,  AI QUADRI MILITANTI  RIVOLUZIONARI NEL 1947.






La seguente lettera è stata consegnata dal Comitato Centrale del Partito Comunista Italiano, diretto da Palmiro Togliatti (1893-1964), ai quadri propagandisti rivoluzionari nel 1947. Rileggendola è facile capire l'odio che ha guidato la mano omicida di tanti partigiani durante la guerra e nell'immediato dopoguerra.



Compagno,

il Partito vuole che anche tu conosca il contenuto di questa circolare segreta, che fu diramata già ai compagni propagandisti dell'Italia del Nord, dopo la Liberazione e che fu spedita, nelle rispettive lingue, a migliaia di compagni, nei Paesi dell'Europa Centrale che dovevano essere bolscevizzati. Compagno propagandista, tu sei uno dei più validi strumenti. Perché l'operazione tua sia più efficace, eccoti una breve guida per il tuo lavoro. Ricorda sempre che il nostro compito è bolscevizzare tutta l'Europa a qualunque costo e in qualunque modo. Tuo compito è bolscevizzare il tuo ambiente. Bolscevizzare significa, come tu sai, liberare l'umanità dalla schiavitù che secoli di barbarie cristiana hanno creato. Liberare l'umanità dal concetto di religione, di autorità nazionale e di proprietà privata. Per ora il tuo compito è più limitato. Ecco un decalogo:

- Non manifestare ai compagni non maturi lo scopo del nostro lavoro; comprometteresti tutto;
- Lottare contro quanto, specie gli ipocriti prelati, vanno dicendo di meno vero sui nostri scopi;
- Negare recisamente quanto essi affermano e negare recisamente che noi non vogliamo la religione, la patria e la famiglia;
- Mostrare con scherzi, sarcasmi e con condotta piacevole che tu sei più libero senza le pastoie della religione, anzi senza di essa si vive meglio e si è più liberi;
- Specialmente è tuo compito distruggere la morale insegnando agli inesperti, creando un ambiente saturo di quello che i pudichi chiamano immoralità. Questo è tuo supremo dovere: distruggere la moralità;
- Allontana sempre dalla Chiesa i tuoi compagni con tutti i mezzi, specialmente mettendo in cattiva luce i preti, i Vescovi ecc...
- Calunniare e falsare; sarà opportuno prendere qualche scandalo antico o recente e buttarlo in faccia ai tuoi compagni;
- Altro grande ostacolo al nostro lavoro: la famiglia cristiana. Distruggerla
seminando idee di libertà di matrimonio, eccitare i giovani e le ragazze quanto più si può; creare l'indifferenza nelle famiglie, nello stabilimento e nello Stato; staccare i giovani dalla famiglia;
- Portare l'operaio ad amare il disordine, la forza brutale e la vendetta; e a non aver paura del sangue;
- Battere molto sul concetto che l'operaio è vittima del capitalismo e dei suoi amici: autorità e preti;
- Sii all'avanguardia nel fare piccoli servizi ai tuoi compagni; parla molto forte e fatti sentire. Il bene che fanno i cattolici nascondilo e fallo tuo. Sii all'avanguardia di tutti i movimenti;
- Lotta, lotta, lotta contro i preti e la morale cattolica. Dà all'operaio l'illusione che solo noi siamo liberi e solo noi li possiamo liberare. Non aver paura, quando anche dovessimo rimanere nascosti per tre o cinque anni. L'opera nostra continua sempre perché i cattolici sono ignoranti, paurosi e inattivi. Vinceremo noi! Sii una cellula comunista! Domina il tuo ambiente! Questo foglio non darlo in mano ai preti, né a gente non matura alla nostra idea.


Testo di un volantino originario fatto ristampare a Pavullo (Modena) l'8 agosto 1965.








PER I COMUNISTI ANCHE LA MENZOGNA È LECITA, PURCHÉ UTILE AL PARTITO!

Ecco un volantino distribuito dal Partito Comunista alla vigilia del referendum monarchia-repubblica del 2-3 giugno 1946. Notare l'ipocrisia e la falsità di chi, pur avendo ancora le mani lorde del sangue di tanti sacerdoti uccisi in odio alla fede, rinnegava per motivi tattici l'ateismo, uno dei capisaldi della dottrina marxista-leninista





IL PARTITO COMUNISTA NON È ATEO

Si dice  che

“ la Chiesa non può ignorare i  partiti, ne può non prendere  buona nota se tra i partiti ci siano di qulli che si ispirino a concezioni contrane ai principi di Cristo.
Ebbene noi diciamo che la Chiesa  può prendere buona nota  che  il nostro  Partito, Il Partito Comunista Italiano, non  un Partito ateo: non è contrario  ai  principi di Cristo:
primo: PERCHE' ESSO NON PONE L'ATEISMO COME CONDIZIONE DI  ISCRIZIONE AL PARTITO;
secondo: PERCHE' LA GRANDE MAGGIORANZA DEI SUOI ISCRITTI E' DI FEDE CATTOLICA E PRATICANTE,
terzo : PERCHE' Il NOSTRO PARTITO CONDANNA OGNI FORMA DI INTOLLERANZA RELIGIOSA E ANTICLERICALE.

Un simile atteggiamento dovrebbe rallegrare  l'animo di ogni cattolico e in particolare di ogni sacerdote, che dovrebbe vedere da ciò enormemente facilitata   la propria opera di proselitismo e di catechizzazione.

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