Mussolini nella veste di direttore dell'Avanti! (1912-1914), quotidiano del Partito Socialista Italiano
L’uomo che ha fatto del “prima gli italiani” una religione cominciò sul libro paga di una potenza straniera.
La biografia ufficiale racconta un Mussolini che si fa da sé: ex socialista, interventista per convinzione, fondatore del fascismo per pura volontà. Ma c’è un documento che quella storia non racconta. 1917: Mussolini ha 34 anni. L’Italia ha appena subito Caporetto, la Russia è uscita dalla guerra, e Londra teme che anche l’Italia molli. È qui che entrano i servizi segreti britannici: l’MI5 mette Mussolini sul libro paga, cento sterline a settimana.
A scoprirlo non è un ccomplottista , ma uno storico di Cambridge, Peter Martland, negli archivi di Sir Samuel Hoare, l’uomo che coordinava l’intelligence inglese in Italia; la ricerca è confluita nella storia ufficiale dell’MI5. E i soldi non servivano solo alla propaganda pro-guerra: secondo Martland, anche a mandare squadre di reduci a picchiare i pacifisti a Milano. Lo squadrismo, mito fondativo della violenza fascista, ha una radice finanziata dall’estero.
Ecco il cortocircuito: l’uomo del nazionalismo assoluto nasce politicamente con denaro straniero in tasca.
E la fine è speculare all’inizio — nel 1945, a Dongo, spariscono un tesoro e un presunto carteggio con Churchill, mai più ritrovato; nel 2026 nuovi documenti britannici declassificati riaprono la storia.
Dietro il “grande leader autonomo” c’è quasi sempre qualcuno di una potenza straniera che paga e resta nell’ombra.
Quanto di ciò che chiamiamo “uomo forte venuto dal popolo” è in realtà un prodotto costruito da interessi che non vedremo mai?
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Fonte: da Facebook del ExMassone del 29 agosto del 2026
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