martedì 19 maggio 2009

Questo è il mio ragazzo, il vento sotto le mie ali, l'amore, la luce della mia vita.




Mi sono imbattuto in  questa  immagine di  mio figlio minore,  Jedrek  (Jedrek Kryztof  Stolarczyk per essere precisi). 
Ha sempre voluto poter volare,  era il suo sogno preferito, mi aveva  anche detto che pregava che Dio che gli desse la capacità di volare, di essere libero,  ma  io li ripetevo che erano  desideri non previsti per questa vita, che noi non siamo  fatti per volare, sono desideri impossibili per noi. 
Io non la capisco questa vita,  ma so che, in qualche oscuro modo, Dio ha risposto alle preghiere  di mio figlio, al fine di dargli quelle ali. 
Questo è il mio ragazzo, il vento sotto le mie ali, l'amore, la luce della mia vita.
Vedete, è ora un angelo.
L’abbiamo sepolto sotto un boschetto di querce, venerdì mattina  nel ranch dove sua madre vive ancora, ... così da poter  essere vicino a lui.  E’ così difficile,  molto difficile dire addio. 
Ha vissuto  solo 8 anni, ed è il secondo figlio che ho perso negli ultimi tre anni. 
Era la mia roccia, mia forza, la mia pace.  Egli mi ha insegnato di più su come si deve vivere, di chiunque altro abbia mai conosciuto,  e mai conoscerò. 
Jedrek mi manchi,  ma sono  stato il più fortunato e il più benedetto papà in tutto il mondo per avere avuto da Dio questa piccola anima affidata alle  mie  attenzioni,  perché egli è stato mio figlio, il mio bambino, il mio angelo. 

Papà ti ama, Daddy  ti ama. 

Pace a tutti. 

Jerry 
Nuovo Messico, Stati Uniti d'America


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