Caro Marco,
è stato facile vendersi come paladino della giustizia, quando tutti si pensava che Mani Pulite fosse un rigurgito di coscienza italiano e non un'operazione eterodiretta dagli States.
È stato semplice incarnare il ruolo di fustigatore del vizio, quando nessuno sospettava che a Davos Berlusconi venisse visto come la merda in letto e lo si volesse far fuori.
È stato agevole cavalcare il bisogno di onestà dei grillini, quando l'Italia intera era convinta che Beppe Grillo fosse un cittadino assetato di etica e non il megafono di una lobby massonica sovranazionale.
Poi è arrivata la pandemia.
E la maschera ha cominciato a creparsi.
Ti sei schierato al fianco di Conte.
Senza se e senza ma.
Non hai detto nulla quando Giuseppi ha aperto le casse pubbliche su richiesta di Bill Gates.
Non hai battuto ciglio davanti ai crimini che venivano perpetrati.
Solo di fronte all'idea di punturare i bambini hai avuto un sussulto di coscienza.
Troppo poco.
Adesso è arrivato Garlasco.
E la maschera è caduta.
Non tanto per il fatto che tu possa pensare che il colpevole sia Stasi.
Quello ci può anche stare, nessuno ha la verità in tasca.
Piuttosto, perchè dinnanzi a cappellate, ricostruzioni surreali, perizie arrivate chissà come sul tavolo di un Generale dei Ris diventato consulente della persona che avrebbe dovuto indagare, tu non dici nulla.
Non vedi, non senti, non parli.
Siamo di fronte ad un caso di corruzione e di mala giustizia così eclatante da fare schifo e tu non dici nulla.
Anzi, punti il dito e diffami chi, dal basso, cerca verità.
La rete, che così tanto lodavi quando miravi a farti un nome e un pubblico all'ombra di Beppe, è diventata improvvisamente, per te, covo di cialtroni, cazzari, bufalari, cacciaballe.
Meglio la televisione, hai detto.
La maschera è caduta.
Ora tutti sanno chi sei.
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Fonte: srs di Andrea Tosato, da YouTube del 21 maggio 2026