venerdì 22 luglio 2011

VERONA. LA TORRE DEI LAMBERTI, IL « RENGO » E LA « MARANGONA »

La Torre dei Lamberti

Le cronache di Pier Zagata ricordano:
« L'anno 1172 fu brusà tutta la città di Verona per li cittadini per la gran  parte, ch’era tra loro, et in quello anno fò fatto il fondamento della torre di Signori Lamberti, che si chiama da mo la torre delle campane sopra el Palazzo de Verona».

Tuttavia ben poco sappiamo di questi Lamberti che pur dovevano costituire una famiglia molto facoltosa per poter sopportare spese tanto ingenti.  Infatti si sa soltanto che qualcuno dei Lamberti fu podestà di Cerea dal 1202 al 1222. Detta famiglia deve essersi estinta ben presto o presto trasferita altrove.
La torre passò di  carattere pubblico forse nel 1294 allorché vi si posero due campane, di cui una, la piccola, doveva servire per il fuoco, l’altra per riunire il Consiglio o per chiamare alle armi i cittadini.
Da questa data assunse nei documenti ufficiali i nomi di « Turris Palacij Comunis Veronae » o « Turris a campanis » o « Turris major horarum».
La bella torre, alta 83 metri, non aveva orologio fino al 1779 ed in un primo tempo era di altezza modesta: la si distingue dalle linee di tufo e cotto della base. Venne innalzata fino all'altezza odierna dal 1403 al 1463.
Le due citate campane si chiamano Marangona l'una e Rengo l'altra.
L'ultima deriva palesemente da « Aringo» e sulla prima è ancora viva un’antica leggenda.

Si narra che una gentildonna, gelosa del marito, lanciasse un giorno da una finestra una grossa pietra sulla testa della presunta rivale che passava per la via al seguito di una processione. Inquisita dalla Giustizia ed essendo nobile, se la cavò a buon mercato.  Venne cioè condannata alla spesa del getto di una campana per la torre e poiché la presunta rivale era la moglie di un marongon (falegname),  quella campana fu chiamata Marangona.

In realtà il nome della campana deriva dalla Marangona di San Marco a Venezia perché anche le funzioni di questa erano quelle di segnalare le fasi di lavoro dei « marangoni» e cioè dei falegnami e degli artigiani in genere.




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