giovedì 24 febbraio 2022

E’ MORTO L’EX GIUDICE FRANCESCO ROSE, IL “PROFESSORE” DI MORENA SUD

 

Francesco Rose


Mercoledì 23 Febbraio 2022 

  

Aveva 91 anni. Lottò per l'urbanizzazione della borgata sorta abusivamente negli anni '60 a ridosso della via Anagnina. Grazie a Petroselli riuscì ad ottenere i servizi per il quartiere. E' stato magistrato tributario fino al 2005.

 

Roma - 23 feb 2022 (Prima Pagina News)

Aveva 91 anni. Lottò per l'urbanizzazione della borgata sorta abusivamente negli anni '60 a ridosso della via Anagnina. Grazie a Petroselli riuscì ad ottenere i servizi per il quartiere. E' stato magistrato tributario fino al 2005. 

 

 

E' morto nell'ospedale di Frascati, a seguito di una emorragia cerebrale, l'ex giudice tributario Francesco Rose. Aveva 91 anni. Il giudice Rose è stato anche coordinatore del Massimario della Commissione Regionale Tributaria del Lazio e, in precedenza, presidente di due Unità sanitarie locali: l'ex Usl Roma 10 e l'ex Usl Roma 15. Nato il 2 agosto del 1930 a Grimaldi, il dottor Rose ha vissuto l'infanzia a Cosenza, nella centralissima via Giuseppe Campagna, di fronte alla Cattedrale. 

 

 

Poi, all'età di 19 anni, con due diplomi in tasca, si trasferì per ragioni di studio prima a Milano e poi a Roma, dove nei primi anni '50 si laureò ed entrò all'Istat. Divenne membro della direzione nazionale Cgil-pubblico impiego e poi segretario della sezione comunista del Rione Monti. Dal '73 al 2005 svolse attività di magistrato tributario. Al fianco sempre dei più deboli, insieme alla moglie Rita Piras, si è battuto dalla fine degli anni '60 in poi per ottenere l'urbanizzazione del quartiere Morena, coinvolgendo anche il suo amico Luigi Petroselli, il sindaco che portò i servizi nelle borgate della capitale. 

 

 

A Morena sud il giudice Rose era conosciuto come "Il professore". Nella sua biografia l'ex giudice ricorda: "Morena sud, grazie a Petroselli, fu la prima borgata di Roma ad usufruire del piano di risanamento idrosanitario e dell'illuminazione stradale. All'indomani di questa grande vittoria chiusi il Consorzio Sierra Morena di cui ero presidente per far largo al neonato Comitato di Quartiere di cui per anni fece parte mia moglie. Petroselli è stato il miglior sindaco della capitale. La sua giunta era composta da personaggi di alto profilo. L'assessore alla cultura Renato Nicolini venne più volte a Morena. Era infatti interessato ad un progetto di mia moglie che prevedeva la trasformazione di un fazzoletto di terra all'epoca abbandonato di via Pazzano, quello che oggi chiamano il parchetto, in un centro culturale polivalente, con tanto di biblioteca e laboratori. Tutto però si arenò con la morte di Petroselli nel 1981". 

 

 

La biografia dell'ex giudice Rose, scritta dal giornalista e Consigliere del Consiglio di Disciplina dell'OdG del Lazio Antonio Panei, ha vinto lo scorso dicembre il premio saggistica "RinnovaMenti" di Rogliano. Un premio ottenuto proprio in quella Valle del Savuto a cui erano legati i suoi ricordi giovanili delle partecipazioni alle riunioni degli antilatifondisti della zona. Uomo di grande cultura, è stato lucidissimo e autonomo fino a qualche giorno prima del suo ricovero. Novantenne con mille interessi, passava le giornate a leggere giornali, libri, a giocare a scacchi, a vedere film, a scrivere post su Facebook, ad ascoltare musica classica e a seguire le partite del Cosenza calcio. 

 

 

Ateo, non ci saranno funerali. Riposerà per sempre, idealmente, nei luoghi che ha sempre amato: nella sua Morena, nel lago di Tarsia alla foce del fiume Crati e soprattutto a S. Anatolia, piccola ma suggestiva frazione di Borgorose, dove aveva una casa di montagna, alla quale da quasi mezzo secolo era legatissimo.

 

 


 

Commissione Tributaria del Lazio Francesco Rose

Cosenza Francesco Rose

Francesco Rose

giudice Francesco Rose

giudice tributario Francesco Rose

Quartiere Morena Francesco Rose

 

 

Fonte: da Prima Pagina news.it  del 23 febbraio 2022

Link: https://www.primapaginanews.it/articoli/roma-e-morto-l-ex-giudice-francesco-rose-il-professore-di-morena-sud-508604

 

 

 

 

 

mercoledì 26 gennaio 2022

LA NECROPOLI DI PIAZZA CORRUBBIO A VERONA: DATI PALEOBIOLOGICI PRELIMINARI

  


Lo scavo di pIazzale Corrubio


La necropoli è stata indagata nel 2009 nel corso di interventi archeologici condotti durante la costruzione di un parcheggio sotterraneo, eseguiti dallo Studio di Archeologia Cipriano-Meloni con la Direzione scientifica di G. Cavalieri Manasse (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto, Nucleo operativo di Verona). 

Nel corso di quest’intervento vennero portate alla luce 249 tombe ad inumazione, di varia tipologia e grado di conservazione, oltre ai resti di alcuni edifici a carattere religioso-funerario, attualmente in corso di studio. 

Una seconda campagna di scavo condotta tra 2010 e 2011 dalla Cooperativa Multiart Soc. Coop, sempre alla direzione scientifica di G. Cavalieri Manasse, permise di mettere in luce altre 148 deposizioni. 

 

Dall’analisi dei dati archeologici, la necropoli risulta aver avuto un lungo periodo di utilizzo: dal III secolo d.C. all’VIII-IX secolo d.C.  All’interno di quest’arco temporale si sono potute distinguere tre fasi principali: una prima fase si estende dalla fine del III secolo d.C. all’inizio del IV secolo d.C., una seconda dal V al VII secolo d.C. e una terza tra il VII secolo e l’VIII secolo d.C. 

La fase di abbandono rimane invece scarsamente documentata a causa di livellamenti frequenti in epoca antica e moderna che hanno mantenuto lo strato di frequentazione alla quota antica. 

 

I reperti e dati di scavo dalla necropoli di piazza Corrubbio sono attualmente oggetto di studio nell’ambito di un progetto di ricerca mirato ad acquisire una più ampia comprensione dell’area necropolare, condotto in collaborazione con la Soprintendenza del Veneto e coordinato da Daniela Cottica e Francesca Bertoldi. 



domenica 23 gennaio 2022

CAPIRE L’ATTUALITÀ: LE RADICI SOCIALISTE DEL NAZISMO

 



di DANIEL HANNAN*


Il 16 Giugno 1941, mentre Hitler preparava le sue forze per l’Operazione Barbarossa [invasione dell’Unione Sovietica, ndt], Josef Goebbels lavorava al “nuovo ordine” che i nazisti avrebbero imposto alla Russia, una volta conquistata. Non ci sarebbe stato ritorno, egli scriveva, per i capitalisti, per i preti e per gli Zar. Piuttosto, in luogo del degradato bolscevismo ebraico, la Wehrmacht avrebbe imposto “Der echte Sozialismus”: il socialismo reale. Goebbels non ha mai dubitato del fatto di essere un socialista. Egli concepiva il nazismo come una migliore e più plausibile forma di socialismo, rispetto a quella che veniva propagandata da Lenin.


Invece di diffondersi attraverso le nazioni, [il socialismo] avrebbe operato all’interno del Volk [Volk è una parola assai più pregnante di “popolo” dal momento che, fin dall’inizio del Romanticismo germanico, per i pensatori tedeschi Volk denotava una serie di individui legati da una “essenza” trascendente, volta a volta definita “natura” o “cosmo” o “mito”,  ma in ogni caso tutt’uno con la più segreta natura dell’uomo. Costituiva la fonte della sua creatività, dei suoi sentimenti più profondi, della sua individualità e della sua comunione con gli altri membri del Volk, ndt].


Così totale è la vittoria culturale della sinistra moderna, che finanche il mero racconto di questi eventi finisce con l’essere stridente. Ma è una questione che pochi, all’epoca, avrebbero trovato particolarmente controversa. George Watson così ha scritto nel “The Lost Literature of Socialism”: “E’ chiaro oltre ogni ragionevole dubbio che Hitler ed i suoi collaboratori credevano di essere socialisti e che altri, inclusi i socialdemocratici, la pensavano allo stesso modo”.

domenica 26 dicembre 2021

LA STORIA DI ANANENKO, BEZPALOV E BARANOV: I TRE EROI DI CHERNOBYL


  

Grazie a loro siamo vivi: I tre coraggiosi uomini di Cernobyl che si sono sacrificati per l'Europa e per il mondo!!!

Tre uomini che hanno salvato il mondo da un incidente che avrebbe cambiato il corso della storia

I loro nomi sono l’ingegnere  Alexey Ananenko, l’ ingegnere  Boris Baranov e l’ingegnere Valery Bezpalov 

 

Nessuna esagerazione - queste persone hanno salvato il mondo!

 

10 giorni dopo l'incidente di Chernobyl, gli ingegneri capiscono che siamo tutti di fronte a una nuova minaccia, molto più grande e fatale: un'esplosione di vapore nucleare.

Il sistema di raffreddamento del reattore è stato danneggiato e si è scoperto che sotto il nucleo in fiamme si è formata una enorme pozza d'acqua. Senza la capacità di raffreddare, era questione di tempo (e per poco tempo) fino a quando questo nucleo radioattivo si trasformava in lava che avrebbe sciolto tutte le barriere sotto di esso e raggiunto la pozza d'acqua. Se ciò accade, si verificherà un'esplosione che spara un'enorme quantità di radiazioni dritte nel cielo, diffondendole su Europa, Asia e Africa.


L'esplosione ha il potere di distruggere i restanti reattori dell'impianto, provocando una tragedia di proporzioni terrificanti - la distruzione di quasi tutta l'Europa.

"I nostri esperti hanno studiato la situazione e hanno calcolato che se fosse avvenuta un'esplosione del genere, la sua forza sarebbe stata da 3 a 5 megatoni. " Minsk, che è 320 km. da Chernobyl, sarebbe rasa al suolo, e tutto il continente europeo diventerebbe inadatto alla vita. ", rivela uno degli specialisti che era sul posto.

 

sabato 25 dicembre 2021

QUANDO I COMUNISTI SOVIETICI ABOLIRONO IL NATALE

 


Nel 1929, il Partito comunista abolì totalmente le festività natalizie e, con esse, l'albero di Natale (accusato d'essere strumento con cui la Chiesa adescava i più piccoli, perché la religiosità dei bambini inizia appunto con l'albero di Natale)

 

 

La polemica di alcuni giorni fa sulle linee guida della comunicazione «inclusiva» dell'Unione europea - poi ritirate - che sconsigliavano l'uso di nomi e festività cristiane, ha portato alcuni a gridare al falso allarme. L'Europa, hanno infatti voluto precisare alcuni fact-checker, ossia i «cacciatori di bufale» sempre pronti a mettere i punti sulle i, non ha mai inteso «abolire il Natale». Ed è vero. Ciò però non toglie come quelle linee guida fossero imbarazzanti, tanto che poi sono state revocate, e non toglie neppure come l'abolizione del Natale non sia affatto uno scenario impossibile. Per un motivo semplice: nella storia, è già stata decretata.
Neppure i più zelanti «cacciatori di bufale», categoria che spesso orbita nell'area politica progressista, potranno difatti negare il precedente - clamoroso eppure non molto conosciuto - dell'Unione Sovietica. In breve, accadde questo.

giovedì 16 dicembre 2021

SEFFORIS LA CITTÀ MISTERIOSA

 


Secondo la tradizione, Maria non era di Nazareth, era nata a Sefforis, primogenita di una anziana coppia, Anna e Gioacchino, intorno al 18 a.c. e solo in un secondo tempo si era trasferita a Nazareth. 

Sefforis è in quel periodo la capitale amministrativa della Galilea, è a solo pochi chilometri da Nazaret, anzi è ben visibile da Nazaret essendo situata su una collina, inoltre vi era nata Maria, e lo stesso, non  viene mai citata nei Vangeli. 

Pertanto andiamo a vedere cosa possiamo sapere della  Sefforis nel periodo romano.

Sefforis, chiamata con vari nomi a seconda del momento storico (Autocratoris, Neronia, Eirenopolis, Diocaesarea, Zippori, Saffurieh), era una grande città di epoca romana-bizantina, situata al centro della Bassa Galilea, cinque km a ovest di Nazareth. 
 Fu anche capitale amministrativa della Galilea al tempo di Erode Antipa, quindi negli anni in cui Gesù fanciullo cresceva a Nazareth. Era abitata da una comunità di ebrei già al tempo di Alessandro Janneo, verso il 100 a.C. Pochi anni dopo, nel 56-57 a.C. il proconsole di Siria, Gabinio, assegnava a Sefforis la sede di un Sinedrio, vale a dire il consiglio del governo interno alla comunità giudaica, e quindi riconosceva il carattere giudaico della città. Negli anni 3-18 d.C. il Tetrarca di Galilea Erode Antipa la eleggeva a sua capitale, prima di trasferirla alla nuova città di Tiberiade. Verso l’anno 200 d.C. Rabbi Yuda Hannassi completò la Mishnah residendo a Sefforis. Sefforis fu abitata anche in epoca bizantina (4º-7º secolo d.C.) da una fiorente comunità giudaica.
Le fonti rabbiniche ci informano che a Sefforis esistevano 18 sinagoghe in epoca bizantina o talmudica. 

Ma la situazione diventa più interessate se analizziamo in dettaglio il periodo a cavallo dell’anno zero.

sabato 27 novembre 2021

COVID. SIERO GENICO, USA. 2433 DECESSI FETALI IN UNDICI MESI... PIÙ CHE IN 30 ANNI.

 


 

2433 decessi fetali in VAERES. Più  decessi fetali negli ultimi 11 mesi che negli ultimi  30 anni..


 

Di Marco Tosatti


Carissimi StilumCuriali, un post lampo per rilanciare l’articolo di Eventi Avversi relativo ai decessi fetali legati al siero genico negli Stati Uniti. Certamente è una di quelle notizie che non troverete – o se la trovate, sarà relegata in un trafiletto – sui grandi giornali, e figuriamoci alla tivù. Molto interessanti anche i collegamenti a studi scientifici specifici contenuti nell’articolo. Buona lettura.

 

Ad oggi ci sono stati 2.433 decessi fetali registrati in VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System) da donne in gravidanza a cui è stato iniettato uno dei vaccini COVID-19. (Fonte.)

La stragrande maggioranza di questi sono successivi a Pfizer (1.862 decessi) e a Moderna (656 decessi).

Ci sono stati più decessi fetali negli ultimi 11 mesi a seguito di vaccini COVID-19 di quanti ce ne siano stati negli ultimi 30 anni a causa di TUTTI i vaccini (2.198 – Fonte).

Il mese scorso (ottobre 2021) il New England Journal of Medicine ha ammesso che lo studio originale utilizzato per giustificare il CDC e la FDA nel raccomandare la vaccinazione alle donne incinte era imperfetto. (Fonte.)

Da allora, alcuni ricercatori in Nuova Zelanda hanno condotto un nuovo studio sui dati originali e hanno concluso:

Una ri-analisi di queste cifre indica un’incidenza cumulativa di aborto spontaneo che va dall’82% (104/127) al 91% (104/114), 7-8 volte superiore ai risultati degli autori originali. (Fonte.)


martedì 16 novembre 2021

TU SEI QUA GRAZIE A....

 


2 genitori. 

4 nonni. 

8 bisnonni. 

16 trisnonni. 

32 quadrisavi. 

64 quintavi. 

128 esavi. 

256 eptavi. 

512 ottavi. 

1024 nonavi. 

2048 decavi.


Per nascere oggi (da 12 generazioni precedenti), hai avuto bisogno di un totale di 4.094 antenati negli ultimi 400 anni. 

Pensa per un istante: quante lotte? Quante battaglie? Quante malattie? Quante difficoltà? Quanta tristezza? Quanta felicità? Quante storie d'amore? 

Quante speranze per il futuro? ... i tuoi antenati hanno attraversato per farti esistere oggi.

Onora sempre le tue radici.

sabato 6 novembre 2021

PROTOCOLLI DEI SAVI ANZIANI DI SION


(Traduzione Anonima dall’Inglese – Giugno 2015) 


Prefazione 

Introduzione 

Chi sono i Savi? 


Protocollo 1: La Dottrina di Base; - Protocollo 2: Guerre Economiche; - Protocollo 3: Metodi di Conquista; - Protocollo 4: Il Materialismo Sostituisce la Religione; - Protocollo 5:Dispotismo e Modernismo; - Protocollo 6: Tecniche di Presa di Potere; - Protocollo 7: Guerre Mondiali; - Protocollo 8: Governo Provvisorio; - Protocollo 9: Ri-educazione; - Protocollo 10: Preparazione al Potere; Protocollo 11: Lo Stato Totalitario; - Protocollo 12: Controllo della Stampa; - Protocollo 13:Distrazioni; - Protocollo 14:Assalto alla Religione; - Protocollo 15:Repressione Spietata; - Protocollo 16:Lavaggio del Cervello; - Protocollo 17:Abuso dell’Autorità; - Protocollo 18:Fermare gli Oppositori;- Protocollo 19:Governanti e Popolo; - Protocollo 20 Programma Economico; - Protocollo 21:Debiti e Crediti; - Protocollo 22:Il Potere dell’Oro; - Protocollo 23:Instillare l’Obbedienza; - Protocollo 24:Qualità del Capo;  


PREFAZIONE 

(Tradotta da Victor e. Marsden) 


L’autore di questa traduzione dei famosi Protocolli è stato egli stesso una vittima della Rivoluzione. Ha vissuto per molti anni in Russia ed è stato sposato ad una signora Russa. Tra le sue attività in Russia è stato per alcuni anni il Corrispondente Russo per il MORNING POST, posizione che ha occupato quando è scoppiata la Rivoluzione, e le sue vivide descrizioni degli eventi in Russia saranno sempre nei ricordi di molti dei lettori di questo Giornale. Naturalmente è stato isolato per la rabbia dei Sovietici. Nel giorno in cui il Capitano Cromie fu ucciso dagli Ebrei, Victor Marsden venne arrestato e gettato nella Prigione di Peter-Paul, aspettando di giorno in giorno di sentir chiamare il suo nome per essere giustiziato. Da lì, tuttavia, è fuggito e probabilmente gli fu permesso di ritornare in Inghilterra con la salute fisica ormai allo sfascio. Tuttavia si riprese per il trattamento e le cure devote di sua moglie e dei suoi amici. Una delle prime cose che fece, non appena ne fu in grado, fu questa traduzione dei Protocolli. Il Sig. Mardsen fu eminente e ben qualificato per questo lavoro. La sua conoscenza intima della Russia, della vita Russa e della lingua Russa da una parte, e la sua padronanza dell’Inglese letterario dall’altra, lo misero in una posizione di vantaggio che pochi altri potevano vantare. La conseguenza è che nella sua versione vediamo un lavoro eminente e ben leggibile, ed anche se l’argomento è qualcosa di informe in qualche maniera, il tocco letterario del Sig. Marsden rivela la trama che scorre nei ventiquattro Protocolli

Si può dire a ragione che questo lavoro è stato portato a termine a costo della stessa vita del Sig. Marsden. Ha detto all’autore di questa Prefazione che non poteva sopportare più di un’ora al giorno del suo lavoro nel British Museum, perché lo spirito diabolico della materia che fu obbligato a tradurre in Inglese lo rese positivamente malato. 

I collegamenti del Sig. Marsden con il MORNING POST non vennero spezzati al suo ritorno in Inghilterra, e fu beneaccetto nella posizione di corrispondente speciale di questo giornale nella suite di H.R.H., il Principe del Galles nel suo tour dell’Impero. Da questo, ritornò con il Principe, apparentemente in salute molto migliore, ma entro pochi giorni dal suo arrivo si ammalò improvvisamente, e morì dopo una breve malattia. 

Che possa la sua opera diventare un monumento supremo! Con essa ha reso un immenso servizio al mondo che parla la lingua Inglese, e ci sono pochi dubbi che questo prenderà i primi posti nelle classifiche delle versioni Inglesi dei PROTOCOLLI degli Incontri dei SAVI ANZIANI DI SION”. 


mercoledì 27 ottobre 2021

GRAZIE ALLE VOSTRE LEGGI DEMOCRATICHE VI INVADEREMO; GRAZIE ALLE NOSTRE LEGGI RELIGIOSE VI DOMINEREMO

 


Intervento di Mons. Bernardini, vescovo di Smirne (Turchia), il 13 ottobre 1999 in Vaticano, nel corso della seconda assemblea speciale per l’Europa del sinodo dei Vescovi:

“Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo – cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: << Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo >>. C’è da crederci, perché il "dominio" è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell’immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista? È un fatto che termini come ‘dialogo’, ‘giustizia’, ‘reciprocità’, o concetti come ‘diritti dell’uomo’, ‘democrazia’, hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, ad un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. La storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre ad imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose”. 

E ancora.
Al Cardinale Oddi, durante il suo servizio diplomatico, un noto Capo di Stato islamico disse: “Voi ci avete fermato a Lepanto nel 1571 e a Vienna nel 1683. Noi invaderemo l’Europa, senza colpo ferire, grazie alla vostra democrazia”.

 

 

Da:  www.bologna.chiesacattolica.it

 

mercoledì 13 ottobre 2021

domenica 25 luglio 2021

IN MATERIA DI IMPOSTE, LA LEGALITÀ HA UCCISO LA GIUSTIZIA E BUON SENSO

 



 

Oggi, la frode è provocata dalla legge.

 

Non v’ha dubbio che se le leggi vigenti fossero osservate – quelle vigenti, all’infuori di quelle annunciate per l’avvenire – le sole imposte sul reddito assorbirebbero dal 4 al 75 per cento del reddito dei cittadini.

 

Se alle imposte sul reddito aggiungiamo quelle di successione, del registro e bollo, sull’entrata e sui consumi, noi giungeremmo, se qualcuno tentasse di fare il conto, a percentuali grottesche, che andrebbero probabilmente dal 30 al 200 e forse più per cento del reddito.

 

In materia di imposte, la legalità ha ucciso non la giustizia ma anche il buon senso. La legge è violata perché è assurdo osservarla.

 

 LUIGI EINAUDI