domenica 25 gennaio 2026

CHI MANGIA BURRO


 

I resoconti di Giulio Cesare sull'invasione della Britannia, nel 55 a.C., includono osservazioni sulle tribù celtiche. Un dettaglio salta all'occhio: mangiavano enormi quantità di burro.

I Romani lo trovavano disgustoso. Le persone civilizzate usavano l'olio d'oliva. Il burro era un cibo barbarico. Il segno distintivo delle tribù primitive del Nord che non capivano la vera cucina.

Ai Britanni celtici non importava. Facevano il burro, lo mangiavano, lo cucinavano con il burro ed esportavano burro ad altre tribù. Il burro era ricchezza. Il burro era medicina. Il burro era ciò che ti manteneva in vita durante gli inverni britannici.

giovedì 22 gennaio 2026

CRISTOFORO COLOMBO: UN'INVESTITURA DIVINA

 



La scoperta dell’America è un evento che ha nel suo artefice un simbolo scelto per impersonare in terra lo Spirito santo, in un disegno che ha radici antiche e sinora mai svelate.

Che ruolo ebbe in quest’impresa Innocenzo VIII, il papa tradito? Fu Colombo un erede della conoscenza templare?

 

Chi era Cristoforo Colombo? Da dieci anni inseguiamo la sua storia su percorsi completamente diversi da quelli imposti dalla tradizione. Laddove l’icona di un marinaio coraggioso e visionario, avido e ignorante, premiato dai risultati dei suoi viaggi oltre i suoi effettivi meriti, cambia completamente.

Da dieci anni, come detto, inseguiamo una verità diversa. Confrontandoci con l’atteggiamento spocchioso e derisorio della critica all’inizio, per approdare lentamente ad una serie di riconoscimenti e di ammissioni plateali di quanto fino a ieri negato.

Per non parlare dei “plagiator cortesi”, a volte per alcuni versi anche utili, incontrati lungo la strada. In quella sorta di manifesto, che ci fu consegnato molto tempo fa da un lettore del giornale sul quale scrivevamo, e contenuto nelle parole di Benedetto Croce.

La maggior parte dei professori hanno definitivamente corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di passare comodamente tutto il resto della vita, da ogni minimo accenno di dubbio diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di dover ripensare il già pensato e doversi mettere al lavoro. Per salvare dalla mente le loro idee preferiscono consacrarsi, essi alla morte dell’intelletto.”