mercoledì 26 dicembre 2012

VOGLIO ESSERE EGOISTA: VOGLIO LA LOMBARDIA INDIPENDENTE




di UGO MARIA DOMENICO CALO’*

Pochi giorni fa abbiamo pubblicato un articolo dal titolo:  ‘L’indipendenza è un diritto ed anche un’opportunità’ e qualcuno ha controbattuto evidenziando che se l’indipendenza portasse ad un esaurimento del flusso di denaro (denominato politiche di solidarietà dagli statalisti) che dalle regioni ricche viene dirottato ogni anno verso quelle con un PIL pro capite inferiore alla media nazionale altro non sarebbe che egoismo territoriale.  Ecco perché, provocatoriamente, da lombardo dico che voglio essere egoista ben sapendo che la retorica centralista,  esaurita la versione patriottica (anche perché tale versione alla lunga non tiene in quanto in Svizzera esiste un amor di patria superiore al nostro pur essendo quel paese una confederazione di stati), si attaccherà a parole come solidarietà, equità, giustizia sociale ed altro bla, bla clientelare.

Qualcun altro poi ritirerà fuori la storia, trita e ritrita, che il Sud è stato depredato dal Nord a seguito dell’unità d’Italia e quindi deve essere perennemente  risarcito.  Essendo però orgogliosamente figlio di pugliesi sono immune da un’altra possibile accusa che spesso viene proferita a chi parla di queste cose ovverosia quella di essere anti-meridionale per non dire razzista. Ma perché voglio essere egoista?  In realtà non lo sono affatto ma, come Italia Confederata, siamo stufi di essere presi in giro e pertanto rispondiamo in maniera provocatoria.

La sola Lombardia nel 2012 avrà un residuo fiscale negativo con resto del mondo (essenzialmente col resto d’Italia) pari al 15% del suo PIL (cifra che rappresenta una enormità a livello mondiale) e tale continuo flusso di denaro pubblico, idrovora moralmente inaccettabile non solo per i contribuenti del Nord, non è mai servito a risolvere la ormai secolare questione meridionale se è vero come è vero che mentre il Nord Italia ha parametri economici simili alla Germania il Sud è messo peggio della Grecia.

Ma perché tutto ciò è successo? Per un motivo molto semplice: il continuo flusso di denaro pubblico è servito solo a far campare parassiti, politici corrotti e clientele al seguito ed ha pesantemente drogato l’economia meridionale tanto da privare il Sud di un sano sviluppo imprenditoriale. Se si mette un leone in gabbia e lo si nutre in cattività quel leone perderà l’abitudine a cacciare e non sarà in grado di provvedere a se stesso. Se si vive di sussidi non si ha interesse a far decollare una sana economia produttiva così come e se le imprese fanno profitti con la politica non sono incentivate a fare profitti stando sul mercato.

Chi parla a vanvera di Sud si è mai chiesto perché nel meridione d’Italia non vi sono flussi turistici paragonabili a quelli delle Spagna pur avendo il nostro Sud una invidiabile posizione geografica  e bellezze naturalistiche e culturali ben superiori a quelle dei nostri cugini spagnoli?  E per quali ragioni il Sud non attira investimenti dall’estero ed è privo di infrastrutture efficienti? La regione è che non esiste la volontà politica di favorire tutto ciò in quanto l’economia parassitaria fa campare politici corrotti ed elettorato clientelare privando il leone della voglia di cacciare.  Ne tantomeno è vero che alla lunga il federalismo impoverirebbe il Sud in quanto, senza sussidi, il Sud potrebbe esprimere tutte le sue potenzialità e , in alcune realtà, diventare addirittura più ricco di alcune zone del Nord.  Si può dedurre ciò dall’esempio dei rigassificatori; se in Italia esistesse un sistema fiscale federale le tasse portuali competerebbero al territorio in cui è collocato il porto e quindi l’IVA riscossa all’importazione competerebbe, ad esempio, al comune o alla provincia in cui è collocato il rigassificatore.  Provate a calcolare quale flusso di cospicue entrate tributarie genererebbero i rigassificatori per quelle zone. Chi ospitasse un rigassificatore potrebbe non tassare, o tassare in misura minima, tutte le altre attività economiche collocate nel territorio.

Se al posto di elargire sussidi si stabilisse il principio che la quasi totalità delle tasse deve rimanere nel luogo in cui vengono prodotte al posto dei continui chiari di luna contro le infrastrutture si assisterebbe alla corsa ad ospitare rigassificatori (quasi tutti nel Sud per motivi logistici) con tutti i benefici che deriverebbero per la nostra economia. Siamo anche sicuri che la fine dell’economia sussidiata porterebbe l’elettorato meridionale a premiare i politici in grado di creare le condizioni per far affluire investimenti privati generatori di lavoro vero e non i capi basatone che garantiscono il posto o il sussidio.

Per ottenere tutto ciò è necessaria l’indipendenza di ogni comunità locale e la fine dello stato centralizzato sostituito da una libera confederazione di stati indipendenti sull’esempio svizzero. Solo così si interromperà questo continuo regalo alla cattiva politica ed alle clientele a danno di chi lavora e produce e che non ha alcun dovere di mantenere i primi. Per questo ribadiamo il nostro sostegno all’indipendenza.

*Presidente di Italia Confederata – http://www.lacritica.org

Fonte: srs di UGO MARIA DOMENICO CALO, da l’Indipendenza del 10 dicembre 2012

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