venerdì 1 novembre 2013

I NEMICI DEL POPOLO OGGI NON HANNO LA BANDIERA NERA, NE ROSSA MA IL COLLETTO BIANCO



Ecco come l'organo di stampa dell'attuale "Partito Democratico" diede la notizia della morte di un SANGUINARIO DITTATORE, che ha sulla coscienza almeno 20 milioni di morti. Un macellaio che non ha niente a che invidiare a Hitler in quanto a disumanità. Ai tempi dell'URSS i dissidenti finivano nei gulag; bastava che un vicino di casa denunciasse di "aver sentito tizio criticare il governo" per finire ai lavori forzati in condizioni non dissimili da quelle dei lager nazisti.

Rimarrà alla storia il "non un passo indietro",  motto mitizzato dai figli di papà a cui piace fare i rivoluzionari con la maglietta di Che Guevara e la bottiglia in mano. "Non un passo indietro" i sovietici lo dicevano ai giovani militari che mandavano al massacro al fronte; uno davanti con il fucile, un altro dietro pronto a raccogliere il fucile quando moriva il "compagno"; e se osavi tornare indietro, ti sparavano loro.

La storia la scrivono i vincitori: pertanto mentre i massacri nazisti sono stati enfatizzati, quelli sovietici sono stati nascosti; probabilmente conosciamo solo una minima parte delle angherie, dei crimini contro l'umanità, delle MOSTRUOSITA' commesse sotto l'effige della "falce e martello", simbolo di MORTE E SOFFERENZA non meno della svastica, alla quale qualcuno, incredibilmente, si ispira ancora oggi.

Per esempio l'eccidio di Katyn, dove i russi sterminarono 22.000 polacchi, seppelliti in fosse comuni incolpando i nazisti: solo nel 1990 è venuta fuori la verità, i veri responsabili di questa brutta pagina di storia che non trova menzione in nessun libro di scuola, nessuno sembra volerla ricordare...

Il 19 Ottobre scorso, ho partecipato alla manifestazione di Roma; doveva essere una manifestazione contro l'austerity, contro i poteri forti, contro i banchieri-eurocrati che ci stanno lasciando in mutande, anzi le mutande ce le hanno già tolte da un pezzo, ci stanno spellando vivi.
 In questo paese ci sono 4,1 milioni di persone che hanno problemi a garantirsi un piatto di minestra e se non sono molti, molti, molti di più, è perché milioni di persone sopravvivono grazie ai risparmi dei genitori, dei nonni, grazie alle ricchezze accumulate nel passato, alle quali oggi attingono per vivere. Ma nonostante tutto, la maggioranza dei cori che intonavano i numerosi manifestanti sventolanti bandiera rossa, erano rivolti al fascismo.

Preciso che NON TUTTI i manifestanti erano come sopra descritto; erano presenti anche i Comitati per l'acqua pubblica, i No Tav, gli sfrattati e altri gruppi che non avevano ne la bandiera rossa, ne intonavano cori "antifascisti", ma quest'ultima categoria era quella visibilmente più numerosa. Più che ad una manifestazione contro la crisi, sembrava di essere ad una festa, magari il 25 Aprile, comunque niente a che vedere con una protesta contro la crisi.

In un contesto così, i massoni bilderberghini, trilateralisti, banchieri & mondialisti vari, possono dormire tra 2 guanciali... nessuno romperà loro le uova nel paniere.

Forse sarebbe il caso di consegnare alla storia certe ideologie, che hanno prodotto solo danni all'umanità (ovviamente non mi riferisco solo all'estrema sinistra, ma anche all'estrema destra) superando le divisioni e unendoci contro i VERI oppressori, che oggi non hanno ne la bandiera rossa, ne la bandiera nera: ma hanno il "colletto bianco"...


Alessandro Raffa

Fonte: visto su NON CENSURA del  30 ottobre 2013


EUROGENDFOR LA POLIZIA EUROPEA CON LICENZA DI UCCIDERE



Il corpo sovranazionale eurogendfor è stato istituito ormai da diversi anni, ma i mass media non ne hanno mai parlato. Comandata dalla NATO, quindi dagli Stati Uniti, nonostante operi in alcuni stati europei (non tutti hanno ratificato il trattato)  dispone di poteri illimitati che vengono descritti di seguito e potete leggerli nel testo del "Trattato di Velsen" che dispone la nascita del corpo.

Nonostante sul web i blog liberi abbiano parlato ampiamente di Eurogendfor, molte persone lo ignorano completamente, pertanto continuiamo a martellare, cerchiamo di svegliare i nostri connazionali dormienti! 

Nota: Il Trattato di Velsen è stato ratificato da Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo; ma in seguito ha aderito anche la Romania.

Redazione Informati



EUROGENDFOR, LA NUOVA POLIZIA EUROPEA CON POTERI ILLIMITATI




Praticamente non ne ha parlato nessuno. Praticamente la ratifica di Camera e Senato è avvenuta all’unanimità. Praticamente stiamo per finire nelle mani di una superpolizia dai poteri pressoché illimitati. Che sulla carta è europea, ma che nei fatti è sotto la supervisione statunitense. Tanto è vero che la sede centrale si trova a Vicenza, la stessa città dove c’è il famigerato Camp Ederle delle truppe USA

Alzi la mano chi sa cos’è il trattato di Velsen. Domanda retorica: nessuno. Eppure in questa piccola città olandese è stato posto in calce un tassello decisivo nel mosaico del nuovo ordine europeo e mondiale. Una tappa del processo di smantellamento della sovranità nazionale, portato avanti di nascosto, nel silenzio tipico dei ladri e delle canaglie.


L’acronimo sta per Forza di Gendarmeria Europea (EGF): in sostanza è la futura polizia militare d’Europa. E non solo. Per capire esattamente che cos’è, leggiamone qualche passo. I compiti: «condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico; monitorare, svolgere consulenza, guidare e supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi comprese l’attività di indagine penale; assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività generale d’intelligence; svolgere attività investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità giudiziarie competenti; proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici» (art. 4).
Il raggio d’azione: «EUROGENDFOR potrà essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche» (art. 5).
La sede e la cabina di comando: «la forza di polizia multinazionale a statuto militare composta dal Quartier Generale permanente multinazionale, modulare e proiettabile con sede a Vicenza (Italia). Il ruolo e la struttura del QG permanente, nonché il suo coinvolgimento nelle operazioni saranno approvati dal CIMIN – ovvero - l’Alto Comitato Interministeriale. Costituisce l’organo decisionale che governa EUROGENDFOR» (art. 3).

Ricapitolando: la Gendarmeria europea assume tutte le funzioni delle normali forze dell’ordine (carabinieri e polizia), indagini e arresti compresi; la Nato, cioè gli Stati Uniti, avranno voce in capitolo nella sua gestione operativa; il nuovo corpo risponde esclusivamente a un comitato interministeriale, composto dai ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. In pratica, significa che avremo per le strade poliziotti veri e propri, che non si limitano a missioni militari, sottoposti alla supervisione di un’organizzazione sovranazionale in mano a una potenza extraeuropea cioè gli Usa, e che, come se non bastasse, è svincolata dal controllo del governo e del parlamento nazionali.

Ma non è finita. L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi (art. 21 e 22); le comunicazioni non possono essere intercettate (art. 23); i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati (art. 28); i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti (art. 29). Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia.
La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello.

Come ha fatto notare il giornalista che ha scovato la notizia, il freelance Gianni Lannes (uno con due coglioni così, che per le sue inchieste ora gira con la scorta), non soltanto è una vergogna constatare che i nostri parlamentari sanciscano una palese espropriazione di sovranità senza aver neppure letto i 47 articoli che la attestano, ma anche che sia passata inosservata un’anomalia clamorosa. Il quartiere generale europeo è insediato a Vicenza nella caserma dei carabinieri “Chinotto” fin dal 2006. La ratifica è dell’anno scorso. E a Vicenza da decenni ha sede Camp Ederle, a cui nel 2013 si affiancherà la seconda base statunitense al Dal Molin che è una sede dell’Africom, il comando americano per il quadrante mediterraneo-africano.

La deduzione è quasi ovvia: aver scelto proprio Vicenza sta a significare che la Gestapo europea dipende, e alla luce del sole, dal Pentagono. Ogni 25 Aprile i patetici onanisti della memoria si scannano sul fascismo e sull’antifascismo, mentre oggi serve un’altra Liberazione: da questa Europa e dal suo padrone, gli Stati Uniti.




Tratto da: nocensura.com del 11 novembre 2011

LA DITTATURA EUROPEA ENTRA NEL VIVO: IN GRECIA DAL 24 OTTOBRE E’ REATO MANIFESTARE DISSENSO O CONTRARIETA’ VERSO LE SANZIONI I GOVERNI I RAPPRESENTATI DELL’UE



Grecia, in carcere chi critica l'Unione Europea!


Un destino cupo attende le persone che non sono d’accordo con le strutture, le istituzioni, i rappresentanti, i provvedimenti o gli strumenti di questa Unione Europea. Come spiega George Delastik, noto giornalista, da giovedì 24 ottobre, il Codice Penale della Grecia ha inserito l’articolo 458 a, ossia il provvedimento relativo alle “Violazioni alla normativa UE”, con il quale si prevede la reclusione fino a due anni per chi agisce contro le strutture europee, protestando o manifestando dissenso o contrarietà verso le sanzioni, i governi, i rappresentanti dell’UE.

Il governo greco degli opposti (così simile al nostro governo PD-PDL) composto da Pasok e Neo Democrazia ha infatti approvato un emendamento-bavaglio per gli oppositori dell’Europa della grande finanza: chiunque osteggi la politica dell’UE rischia la galera! Dopo i 2 milioni di euro spesi dal Parlamento europeo per bloccare blog, siti e post degli euroscettici, ora in Grecia entra nel Codice Penale il reato di opposizione alla nuova dittatura, l’Europeismo.

Prepariamoci dunque, perché la nuova ideologia che sta mietendo vittime in molti paesi europei, imporrà presto i suoi diktat di regime anche a noi, mentre siamo intenti a seguire il reality show della nefandezza politica nostrana e la costruzione della nuova marionetta dei poteri forti.




MA AD ESSERE PERSEGUITATI NON SARANNO SOLO I GRECI: RICORDIAMO LA RECENTE ISTITUZIONE DEI SERVIZI SEGRETI EUROPEI PER PUNIRE GLI EUROSCETTICI, AI QUALI DOBBIAMO AGGIUNGERE L'ISTITUZIONE DI EUROGENDFOR...






di MAURO MENEGHINI

I servizi segreti dell’Unione europea potranno perseguire i contribuenti e gli avversari dell’euro. Una delle costruzioni politiche più importanti di Wolfgang Schäuble sta per entrare in funzione: un servizio segreto che, finanziato con 230 milioni di euro dei contribuenti, controlli i cittadini europei. Con ciò si dovrebbe combattere il terrorismo. Ma anche filtrare demagoghi e euroscettici. Essenzialmente le truppe create dovrebbero esser impiegate quando gli stati indebitati decideranno di rafforzare la lotta agli evasori.

L’Unione Europea ha quasi completato la creazione dei servizi segreti prepostI al controllo di tutte le attività dei cittadini europei. Uno dei padri di questo progetto è il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble e l’altro, annotatevi bene il nome, Frattini. Naturalmente, il servizio segreto dovrebbero controllare esclusivamente i movimenti terroristici. Questa la tesi ufficiale.

In realtà la nuova creazione può comprendere molte più attività: da chi non ha la stessa opinione agli euroscettici agli evasori fino ai demagoghi. L’UE ha in questa maniera creato i presupposti per assicurarsi un controllo inevadibile sui cittadini. Cosa che fin ora con i servizi d’informazione nazionale era facilmente eludibile. Ora Bruxelles ha assunto 1.300 collaboratori. Messo a disposizione 230 milioni di euro per assicurarsi che il progetto venga completato.

Questo è previsto. I servizi segreti saranno suddivisi in sei dipartimenti: Europol e Frontex verranno affiancate da altre quattro unità d’informazione, Intelligence Analysis Center (INTCEN), il Satellite Center, il Intelligence Directorate e il Situation Room. Queste dipenderanno dal “ministero degli esteri” (EAD). Ma in particolare il cuore della struttura dei servizi segreti sarà l’ Intelligence Analysis Center. L’idea di questa struttura così efficiente è stata di Wolfgang Schäuble che per molti anni ha ricoperto l’incarico quale ministro degli interni del governo tedesco.

Durante la presidenza tedesca della UE nel 2007 Wolfgang Schäuble costituì il gruppo denominato Future Group. Allora, ministro degli interni propose la interconnessione e la cooperazione fra polizia, corpi militari e servizi segreti a livello europeo. Questo lo si apprende da quanto riportato da Michael Monroy/ Andrey Hunko del gruppo degli europarlamentari di sinistra sul sito netzpolitik.org. I componenti del Future Group sono l’ex vicepresidente della UE Franco Frattini, l’ex ministro degli interni portoghese, sloveno, francese, svedese e ceco oltre naturalmente a Wolfgang Schäuble. Il gruppo dovrebbe ad esempio procedere “a consigliare interventi e provvedimenti riguardante la politica interna europea dal 2010” Questo quanto reso pubblico nei comunicati stampa d’allora.

In occasione di un secondo incontro il tema fu “Fusione della sicurezza esterna ed interna”. La discussione riguardò oltre ai principi giuridici (come la riservatezza dei dati) in ambito terroristico e sicurezza un miglior coordinamento delle forze militari, di polizia e di protezione civile. Gli atti dell’incontro del Future Group vennero anche pubblicati. Al punto 46 si legge: “Concludiamo sostenendo che il gruppo necessita di migliori condizioni quadro per un migliore lavoro dei corpi di polizia da ottenersi rafforzando l’Europol, mediante lo scambio costante di dati ed informazioni ed in particolare mediante l’integrazione dei mezzi tecnologici e d’informazione dei corpi di polizia”.

Il centro di spionaggio europeo (INTCEN) ha pertanto ad oggi i seguenti compiti. “L’EU INTCEN produce delle valutazioni basandosi su tutte le fonti d’informazione. Annualmente l’EU INTCEN crea circa 200 rapporti riguardante argomenti strategici e 50 rapporti speciali oltre che a briefing. A chi siano destinati tali documenti lo decide il titolo stesso delle valutazioni a seconda si tratti di organi o paesi presi in considerazione nei vari rapporti dell’EU INTCEN. La maggior parte sarà comunque a disposizione delle più alte cariche dell’UE, oltre alla direzione della EAD, Commissione europea e i Paesi dell’Unione europea (PSK) su cui verrà riportata la dicitura “Da prendere in considerazione solo se necessario” e con la dovuta cautela.

I servizi d’informazione vengono ora ulteriormente ampliati “L’INTCEN potrebbe ora diventare un organo civile-militare permanente”, così ha risposto il Governo tedesco ad una precisa domanda, questo sempre riportato da netzpolitik.org. Fino ad ora i servizi d’informazione di Bruxelles hanno raggiunto la dimensione di uno Stato come l’Austria. Insomma devono prestarsi affinché l’integrazione dell’Unione Europea avvenga senza incidenti. E negli anni prossimi avrà un ruolo chiave per combattere l’evasione fiscale. Così hanno deciso al G20. Gli Stati dovranno scambiarsi tutti i dati fiscali.

Comunque può accadere che non tutti i dati siano riportati dai corrispondenti uffici tributi. Per gli iperindebitati Paesi dell’Unione Europea avere a disposizione dei servizi d’informazione che aiutino nel recuperare delle tasse, è certamente un ottimo investimento. Tanto vengono pagati alla fine con i soldi di coloro che vengono controllati. Ora il sistema sta mostrando il suo vero volto.

Fonte: da L’Indipendenza del 6 ottobre 2013


GRECIA, VA IN CARCERE CHI SI ESPRIME CONTRO I PROVVEDIMENTI UE




di FABRIZIO DAL COL

Un giornale ellenico, il Prin. gr, nonostante non sia ancora possibile verificare l’attendibilità della notizia diffusa anche da altri giornali, ha pubblicato una parte del testo di legge relativo ai reati penali  approvato di recente dal governo greco. In Grecia, nonostante l’impopolarità dei politici al governo sia sempre in crescendo, i relativi partiti Nuova Democrazia e Pasok che sostengono l’esecutivo sono riusciti a far approvare un emendamento definito dalla stampa di sinistra “vergognoso”, in quanto impone dei limiti alla libertà di parola e opinione. Finirà in galera chiunque manifesti disaccordo con la politica estera della Ue.

“No, non è uno scherzo di cattivo gusto”, scrive indignato il settimanale ellenico Prin.  Da Giovedi 24 ottobre, nel codice penale greco è stato introdotto l’articolo 458a, intitolato “Violazioni alla normativa UE” in base al quale è punito con la reclusione fino a due anni chi viola le sanzioni contro paesi, organizzazioni o persone dell’UE. Dopo tale approvazioni, lo sdegno dei rappresentanti dei partiti anti europeisti e anti austerità  dell’Opposizione di Syriza (sinistra) e dei Greci indipendenti (destra), entrambi contrari per principio all’emendamento del governo, che hanno deciso di votare contro. Tuttavia, il Prin. gr,  quasi a pensare che possa verificarsi in fretta,  sottolinea che l’articolo del codice penale può essere abrogato immediatamente dal prossimo governo della Grecia.

L’emendamento originale, così come si evince da ciò che hanno riportato i media Greci, recita che “ogni persona che viola intenzionalmente sanzioni o misure restrittive nei confronti di Stati o enti, organismi o persone fisiche o giuridiche con le decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite o di regolamenti comunitari è punito con la reclusione per almeno sei mesi, salvo altra disposizione in cui è contenuta una pena più grave”. Il massimo della pena è comunque stabilito non oltre i due anni. “L’obiettivo dell’esecutivo di Samaras e Venizelos – si legge sul sito online di Prin – è quello di criminalizzare qualsiasi tipo di azione politica che con parole o azioni si rifiuta di piegarsi alla linea dell’UE in materia di politica estera”.

In vista dell’ennesima necessità di rimpinguare le casse statali greche, che ancora sono bisognose di ulteriori risorse finanziarie, l’emendamento appena approvato rischia ora di causare il caos in un Paese già fin troppo impoverito dalle misure di rigore e  dove ormai l’insubordinazione e la disobbedienza sono diventate un imperativo dell’opposizione. Ecco che, la Grecia ancora fortemente indebitata, e forse ancora di più quando saranno approvati gli ennesimi provvedimenti di austerity, continuerà  a rimanere sotto la stretta sorveglianza fiscale di Ue e Bce per i prossimi 25 anni.

Fonte: visto su  L’Indipendenza del  31 ottobre 2013