martedì 29 settembre 2020

FREDDO. INSETTI PRESTO DECIMATI NELLE ALPI, IL CASO DELLE MOSCHE



 









Durante l'estate il fondovalle alpino è popolato d'insetti di tutti i tipi. 

Se le zanzare oltre gli 800m sono quasi totalmente assenti, le mosche sono le regine dei pascoli e delle malghe d'alta quota, infastidendo non poco i turisti, non abituati a subire i loro ronzii, fastidiosi quanto quelli delle zanzare, specie quando il tempo sta per mutare. 

Se la mosca ti capita in casa e non riuscite a farla fuori con i classici, rudimentali, metodi, allora è meglio tentare di conviverci. Quando andate a letto sarà sufficiente oscurare la stanza completamente e lei non si muoverà per tutta la notte, fintanto che non aprirete le persiane o accenderete la luce. 

Nelle stalle il contadino non fa nessun caso alle mosche e le lascia sguazzare allegramente: "ci penserà il freddo" dice alzando le spalle. 

Il Prof. Helmut Kirchler di Innsbruck, entomologo, specializzato nello studio delle mosche, ha individuato il punto critico di sopravvivenza delle mosche nei fondovalle ad una quota media di 1200m

I temporali, se non risultano particolarmente forti e accompagnati da grandine, non hanno grossi effetti sulla longevità della mosca. Anche una nevicata precoce con temperature al di sopra dello zero non arreca grosse perdite alla loro popolazione. 

Persino una leggera brinata sui campi con temperatura dell'aria sopra lo zero le lascia quasi indifferenti, ma secondo Kirchler, la prima vera gelata con temperatura di almeno -1.5°C con aria relativamente secca produce nella mosca perdite enormi, sempre beninteso che esse non riescano a trovare riparo in qualche casa o stalla. 

All'aperto infatti lo sterminio si noterà facilmente osservando un bel tappeto di mosche inermi sull'asfalto.

 

Fonte: da Meteolive.it del 24 settembre 2020

Link: https://www.meteolive.it

 

 

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