martedì 29 aprile 2014

LA FESTA DEI VENETI, UN POPOLO CHE SI RIPRENDERÀ LA LIBERTÀ




di DON FLORIANO PELLEGRINI

Da un lato un 2.500 o più persone, per lo più uomini e donne nel pieno della maturità fisica e umana, e famigliole con bambini, in un respiro profondo e condiviso di primavera e di vita. Si percepisce la consapevolezza d’una causa giusta, sembra persino una fraternità e la piazza di San Marco diventa accogliente, una casa. Fra tutti si propaga una scarica elettrica che rincuora e suggerisce che si può farcela, che si deve farcela; basterà non cedere. E, se braccio di ferro deve essere, sia!

Dall’altro, senza badar troppo agli agenti in borghese e sparpagliati, per non farsi riconoscere dal popolo sovrano in nome del quale essi e i loro superiori dicono di agire, dei poliziotti insicuri e quasi annoiati se ne stanno aggrappati alle inferriate sotto i maestosi pennoni della piazza; sembrano ombre nere, vestite alla militaresca ma sulla difensiva, ai margini d’un mare di colori rossi e gialli attraversati dai raggi del sole. Di qua ombre nere che s’aggrappano a pochi centimetri dal suolo, di là colori di libertà che garriscono in piena luce e rendono ancor più bella una giornata splendida di suo.

Se è vero che la vita sta lì dove la luce s’intreccia ai suoi colori, lo Stato, i suoi apparati, i suoi luogotenenti, i suoi partiti, le sue caste, i suoi patrioti dalla testa piena di ideologia arrugginita, i suoi docenti universitari sempre pronti a ripetere gli slogan pur di arrivare alla pensione, i suoi mass media accomodanti, persino alcuni suoi prelati parrucconi, danno l’impressione penosa d’un malato grave e contagioso, dal quale sia necessario distaccarsi, per vivere. E quello Stato, che si vede abbandonato dal popolo, lo insegue con le tasse, lo mortifica con i poliziotti, cerca di intimidirlo con i blitz notturni, la minaccia di sanzioni, interrogatori, verbali, catene, prigioni, manganelli. E convoca riunioni di prefettura per studiare non come venire incontro al popolo, ma come sopravvivere a sé stesso.

Alla faccia della democrazia! Era questo che volevano quanti lottavano contro l’autoritarismo di Stato, contro il fascismo?



Fonte: srs di DON FLORIANO PELLEGRINI,  visto su L’Indipendenza del  29 aprile 2014


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